Investire in Argentina

principali indicatori

 

Saldo commerciale: agosto 2017 -1.083 milioni di $

 

PIL a prezzi di mercato: 546 miliardi di $ (2016)

 

Tasso di crescita PIL: 2,7% (giu/17)

 

Tasso di occupazione ufficiale: 41,5% (lug/17)

 

Tasso di interesse annuo: 26,25% (ott/2017)

 

Tasso di inflazione: 23,10% (ott/2017)

 

Debito pubblico/PIL: 54,20% (dic/16)

 

Indice di corruzione: 36 (dic/16)

 

Imposte sul reddito delle società: 35% (lug/16)

 

Imposta sulle vendite: 21% (dic/16)

 

Salario mensile impiegati meno qualificati: AR$ 7.100 (giu/16)

 

 

Salario mensile impiegati più qualificati: AR$ 16.400 (giu/16)

 

INTRODUZIONE: economia e mercato interno

 

Con i suoi 44 milioni di abitanti e un PIL procapite a prezzi correnti pari a 10.149 dollari USA (2016) l’Argentina rappresenta non solo una delle economie più importanti, ma anche uno dei mercati di beni e servizi più evoluti dell’America Latina.

Geograficamente piuttosto isolata, l’Argentina è però un paese ricco di risorse agricole, minerarie e idrocarburi (gas metano e petrolio estratto da argille) e dotato di un’industria estremamente diversificata, che ha il suo perno principale nei settori automobilistico e alimentare.

 

Il paese offre notevoli opportunità per il commercio e gli investimenti, soprattutto in settori quali l’agricoltura, l’alimentare, l’estrattivo, la sanità e le infrastrutture.

 

Dal dicembre 2015, il nuovo governo di centro-destra, guidato dal presidente Macri, sta promuovendo una politica di ripristino della fiducia degli investitori internazionali basata sulla rimozione o riduzione di molte delle restrizioni presenti durante la precedente amministrazione peronista, che compredevano controlli sul cambio di valuta e limitazioni alle importazioni e alle esportazioni. Grazie al governo Macri, inoltre, l’Argentina è riuscita ad uscire dalla situazione finanziaria di default internazionale e giungendo ad un accordo con i creditori internazionali sul proprio debito estero, che le ha riaperto le porte dei mercati finanziari internazionali dopo ben 15 anni di assenza.  A causa di questo accordo, tuttavia, alla fine del 2016, il debito pubblico aveva raggiunto il 54,2% del PIL, in marcata crescita rispetto al 39,6% della fine del 2014.

 

 

Miglioramenti si sono recentemente riscontrati anche sul fronte della crescita economica. Sebbene l’economia argentina nell’ultimo quinquennio abbia sofferto di una sostanziale stagnazione, le politiche recentemente intraprese dal nuovo governo hanno avuto un primo impatto positivo sull’economia. Per il 2017, infatti, il tasso di crescita del Pil dovrebbe attestarsi intorno all’1,7%, in recupero, seppur moderato, rispetto al -2,3% dell’anno precedente. L’inflazione annuale dovrebbe invece ridursi quest’anno al 23-24%, rispetto al 40% del 2016. Le principali istituzioni finanziarie internazionali e agenzie di consulenza concordano nel ritenere che queste tendenze positive proseguiranno anche nel 2018, nonostante il problema irrisolto dell’elevato deficit pubblico.