Per agevolare la creazione di nuove attività imprenditoriali, l’amministrazione Macri ha varato una serie di riforme che hanno portato all’eliminazione dei controlli sui capitali, alla riduzione delle tasse sull’esportazione e l’importazione, alla semplificazione dei processi amministrativi e doganali, e all’aumento del sostegno finanziario e alla riduzione della tassazione per le piccole e medie imprese.

 

Il congresso argentino ha anche approvato una nuova legge che permette la creazione di società a responsabilità limitata semplificate, in 24 ore. La particolarità di queste imprese consiste nel fatto che possono essere formate da un socio unico. Tuttavia, questa legge non è ancora entrata in vigore, poiché mancante di regolamenti attuativi.

 

Gli investitori stranieri in Argentina sono sottoposti alle stesse normative e allo stesso trattamento degli argentini. Non esistono particolari restrizioni per le imprese straniere, né procedure di approvazione specifiche. Il diritto argentino stabilisce che le società di capitale abbiano almeno due azionisti, uno dei quali deve avere almeno il 5% delle azioni.

 

Tuttavia, le imprese straniere che vogliono stabilirsi in Argentina sono tenute a legalizzare i documenti della società madre, registrare il capitare straniero in entrata presso la Banca Centrale Argentina e ottenere una licenza di commercio. L’azienda è tenuta altresì a registrare il propio nome presso l’ufficio delle imprese (Inspección General de Justicia) e certificare le firme dei suoi soci davanti un pubblico notaio. La certificazione notarile non è invece richiesta per lo statuto, che può essere redatto come un documento privato, ma che comunque deve essere registrato presso l’ufficio delle imprese.

 

Almeno il 25% del capitale sottoscritto deve essere depositato presso gli uffici della sede dell’azienda o presso una filiale del Banco de la Nación Argentina, che corrisponda con il domicilio dell’azienda. Tale deposito può essere ritirato una volta che lo statuto è stato registrato all’ufficio delle imprese. L’azienda deve anche pubblicare un annuncio sulla gazzetta ufficiale (Boletín Oficial), pagare una tassa al Banco de la Nación Argentina e sottoporre la ricevuta al registro pubblico per il commercio.

 

Le imprese con sede a Buenos Aires devono registrare i loro statuti e gli altri documenti relativi alla creazione dell’impresa presso il registro pubblico del commercio della città.

 

L’azienda deve conservare il proprio statuto e atto costitutivo, la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, le prove di accettazione dell’incarico dei direttori e, eventualmente, dei sindaci, le prove del deposito  di contante presso il Banco de la Nación Argentina, la prova di conformità al regime di garanzia dei dirigenti responsabili e la prova della domanda di registrazione del nome dell’azienda presso l’ufficio delle imprese.

 

Una volta che l’Inspección General de Justicia (IGJ) registra l’azienda, questa deve richiedere che il collegio pubblico dei notai sottoponga i libri contabili all’approvazione dell’IGJ. Il rappresentante legale dell’azienda deve quindi ottenere un codice fiscale e un codice dall’agenzia delle finanze argentina - Administración Federal de Ingresos Públicos (AFIP) - registrandosi online o presentando un apposito modulo compilato all’AFIP (n. 885) per i versamenti socio-assistenziali.

 

 

L’impresa in Argentina è tenuta a fornire ai lavoratori indennizzi in caso di infortuni, licenziamenti, ecc. assicurandosi con l’agenzia Aseguradora de Riesgos del Trabajo. L’azienda deve anche registrare il proprio libro paga con l’Ufficio Generale del Lavoro, dipendente dal Ministero del Lavoro.