Secondo gli indicatori sulla governance della Banca Mondiale, la corruzione in Argentina continua a rimanere un elemento di criticità. Il transparency international (TI) Corruption Index colloca l’argentina al 95° posto su 176 paesi e territori su cui viene calcolato. Secondo TI, l’Argentina risulterebbe debole nell’applicazione delle misure di contrasto della corruzione. Frequenti sono le accuse di corruzione nei confronti dei tribunali federali e provinciali. La mancanza di trasparenza e di autonomia della magistratura, regole poco chiare nella selezione dei giudici, inefficienza e ritardi generalizzati nei processi, minano l’efficacia del sistema giudiziario e lasciano ampi spazi all’influenza politica.

 

In teoria, l’Argentina possiende numerosi strumenti per contrastare la corruzione nel settore pubblico. Tra questi ricordiamo l’Ufficio anti corruzione del ministero della giustizia, lAuditor General de la Nación, e la Sindicatura General de la Nación (SIGEN), quest’ultimo organo controllato dal parlamento, compresi i partiti d’opposizione.

 

I pubblici funzionari sono obbligati a fornire informazioni finanziarie e  l’ufficio anti corruzione è incaricato di analizzare e far porre sotto investigazione funzionari e dirigenti federali. Lo stesso ufficio può far promuovere inchieste sulla corruzione della branca esecutiva del potere a livello ferderale o su casi che riguardano fondi federali, ma non quelli quelli inviati alle province. Tecnicamente, se l’ufficio anti corruzione non ha potere di svolgere direttamente un’inchiesta, può però investire altri enti del caso o segnalarlo alla magistratura.   

 

Il governo argentino sta anche cercando di aumentare il livello di trasparenza delle istituzioni e la lotta alla corruzione. Nel settembre 2016, il congresso argentino ha approvato una nuova legge sull’accesso all’informazione nella pubblica amministrazione e nelle attività imprenditoriali, università  e associazioni di commercio, che ricevono finnaziamenti pubblici.  La legge fa obbligo a questi soggetti di fornire risposte ai cittadini entro quindici giorni dalla richiesta, fatti salvi altri 15 giorni in caso di circostanze eccezionali. La stessa legge stabilisce anche sanzioni, nel caso di mancato adempimento da parte dei soggetti interpellati. La legge, inoltre, istituisce una apposita agenzia per l’accesso all’informazione pubblica, come ufficio autonomo all’interno del governo.

 

Tra le altre iniziative per combattere la corruzione promosse dal presidente Macri vi sono anche misure per accelerare Ia confisca di patrimoni acquisiti con atti di corruzione, incentivi per incoraggiare la collaborazione con il sistema giudiziario, e una più ampia possibilità di investigare finanziariamente i funzionari pubblici.

All’inizio del 2016, il governo argentino ha riaffermato il suo impegno verso l’Open Government Partnership (OGP) e ha ripreso la sua partecipazione al Working Group on Bribery dell’OCSE.

 

Oltre ad essere parte della convenzione contro la corruzione dell’Organizzazione degli stati Americani (OSA), l’Argentina ha ratificato la convenzione dell’OCSE per combattere la corruzione dei funzionari pubblici stranieri nelle transazioni a scopo di lucro internazionali del 2001. L’Argentina ha firmato e rafificato anche la convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione.