L’Argentina offre diversi programmi di promozione degli investimenti a tutti i livelli (federale, provinciale e comunale) sia per le imprese locali che per quelle straniere, senza distinzione. Questi programmi sono solitamente mirati verso campi specifici come quello delle infrastrutture, dell’innovazione e dello sviluppo tecnologico e dell’energia. Questi sono inoltre spesso indirizzati a promuovere lo sviluppo di specifiche aree territoriali. Informazioni in materia sono ottenibili ai seguenti indirizzi web: http://www.investandtrade.org.ar/?lang=en http://www.produccion.gob.ar.

 

L’Agenzia per il commercio internazionale e gli investimenti fornisce un servizio di valutazione e informazione per facilitare gli investitori nel paese. Informazioni più dettagliate sono disponibili ai seguenti indirizzi web: http://www.produccion.gob.ar/agencia/ e http://www.investandtrade.org.ar/?lang=en.

Il fondo nazionale per lo sviluppo delle piccole e medie imprese fornisce credito per progetti di investimento, di creazione di posti di lavoro, capitale produttivo e miglioramenti nel settore energetico.

 

Alcuni programmi di promozione richiedono investimenti in regioni specifiche. Questi programmi  offrono solitamente rimborsi dell’IVA, deprezzamento accelerato dei beni capitali investiti, o altri incentivi fiscali.

All’interno dell’Argentina esistono inoltre diverse zone franche e una zona doganale speciale, quest’ultima nella  Provincia di Tierra del Fuego.

Qui di seguito sono elencati gli indirizzi web dei programmi per regioni specifiche.

Zona franca Bioceanica di Comodoro Rivadavia: www.zonafrancacr.com.ar/bioceanica.htm

Zona franca di Córdoba: www.zofracor.com.ar/zonafranca.html

Zona franca di La Pampa: www.lapampa.gov.ar/

Zona franca di Mendoza: www.promendoza.com/

Zona franca di Neuquén: w2.neuquen.gov.ar/

Zona franca di San Luis: www.sanluis.gov.ar/

Zona franca di Santa Cruz: www.santacruz.gov.ar/portal/

Zona franca della Terra del fuoco: www4.tierradelfuego.gov.ar/

Zona franca di La Plata: http://www.bazflp.com/

 

La legge argentina definisce le zone franche come aree esterne esenti dal generale controllo doganale, dove sia le importazioni che le esportazioni non sono soggette a dazi, barriere non tariffarie o altre tasse sui beni (per esempio l’IVA) ad eccezione delle accise. Le merci prodotte nelle zone franche, di regola non possono essere vendute nel resto del paese, a meno che non costituiscano beni capitali non prodotti localmente.

 

A parte queste differenze, le zone franche sono soggette a tutte le normative vigenti in Argentina, comprese le norme sul lavoro, quelle sanitarie, di salvaguardia dell’ambiente, penali e finanziarie. Le aziende straniere che vi investono ricevono lo stesso trattamento di quelle nazionali.

 

Secondo le normative in vigore, l’Argentina permette di creare una zona franca per provincia. Nelle zone scarsamente popolate di confine la legge prevede la possibilità di crearne più di una, anche se questa disposizione risulta poco utilizzata. La più dinamica di queste zone franche è quella di La Plata, capitale della provincia di Buenos Aires.

 

Un altro aspetto importante degli investimenti esteri in Argentina consiste nel fatto che nel paese non esistono obblighi per le imprese straniere di assumere personale argentino, sia per quanto riguarda gli impiegati sia per i dirigenti. Inoltre, il governo argentino non adotta una politica restrittiva sui visti e i permessi di lavoro che riguardano gli investitori stranieri e i loro impiegati.

 

Se pur non discriminatoria, l’Argentina ha una politica di acquisti pubblici che, nella maggior parte degli appalti, stabilisce una preferenza per le imprese sia straniere che argentine che producono in Argentina, anche se le loro offerte sono economicamente meno vantaggiose (ad esempio con costi anche dal 5 al 7% più alti). L’eccesso di offerta è stabilito in base alla dimensione dell’azienda locale.

 

L’Argentina continua a mantenere in vigore misure per stimolare la produzione nazionale, come ad esempio l’obbligo per le imprese minerarie di utilizzare servizi di trasporto marittimo argentini per esportare i minerali  e loro derivati. Inoltre, le compagnie minerarie sono obbligate a istituire un ufficio per la sostituzione delle importazioni con il fine di favorire acquisti locali.

 

Nel novembre 2016, il governo argentino ha approvato una nuova legge sulle partnership pubblico-private  (legge No. 27.328) che ne regola i contratti. Se da una parte la legge rende più accessibile per le imprese straniere investire in progetti pubblici infrastrutturali, dall’altra fa obbligo alle imprese appaltatrici di utilizzare un 33% di contenuto locale.

 

Il governo argentino, in più, fornisce benefici fiscali alle imprese che utilizzano il 60% di contenuto locale nel settore della generazione dell’energia elettrica eolica e solare, e offre incentivi fiscali alle aziende automobilistiche che acquistano componenti in loco (legge No. 27.263).

Secondo la legge sull’informazione, emanata nel 2009  e emendata nel 2015, lo stato fa obbligo alle aziende operanti nel settore dell’informazione (radio e televisioni comprese) di utilizzare almeno un 60% di contenuto locale, negli spot e nei materiali pubblicitari. La legge richiede inoltre che le aziende con licenze radiofoniche abbiano un contenuto nazionale minimo del 70%. Sempre questa legge richiede che almeno il 50% delle notizie e il 30% della musica trasmesse siano argentine. Nel caso delle TV private, la quota minima è fissata al 60% (il 30% consistente in notizie locali e il 10-30% in contenuto locale).

 

 

Dal maggio 2016, Il governo argentino ha reso inoltre obbligatorio per i produttori di telefoni ed apparecchiature per comunicazioni cellulari frabbricati nella Terra del Fuoco di includere percentuali variabili dal 10 al 100% di contenuto locale nei loro prodotti e processi produttivi, comprese batterie, viti, caricabatterie, manuali tecnici, imballaggi ed etichette.  Per maggiori informazioni: http://servicios.infoleg.gob.ar/infolegInternet/anexos/255000-259999/255494/norma.htm. Solo nel caso in cui la fornitura locale sia insufficiente a soddisfare i requisiti delle aziende, queste possono chiedere una esenzione.