In Argentina vige praticamente un regime di piena libertà per quanto riguarda gli investimenti diretti esteri, purchè  gli investitori costituiscano una sede legale nel paese. L’unico obbligo degli investitori stranieri è quello di registrazione presso la Banca Centrale Argentina. Agli investitori è permesso di intraprendere liberamente fusioni, acquisizioni, joint ventures  o intraprendere attività completamente nuove.

 

Una volta costituite, alle imprese straniere è permesso anche di partecipare a progetti di ricerca finanziati dallo stato.

Al fine di attrarre investimenti nel settore estrattivo, in quello delle telecomunicazioni, aeronautico, automobilistico e delle tecnologie, nel corso del 2016 e del 2017, il governo argentino ha emanato una serie di provvedimenti normativi come, ad esempio, nel settore delle reti in fibra ottica e di commessione a internet, e varato piani di sviluppo infrastrutturale, come ad esempio quello per lo sviluppo sviluppo sociale, produttivo e infrastrutturale per province meridionali (Plan Patagonia) e settentrionali (Plan Belgrano).

 

Inoltre il paese ha stretto accordi di cooperazione commerciale non solo con tutte le principali economie del continente americano, ma anche con la Spagna e alcune delle maggiori potenze industriali asiatiche, quali Corea del Sud e Giappone.

Dal dicembre 2016, l’Agencia Argentina de Inversiones y Comercio Internacional promuove gli investimenti e il commercio internazionale, con il fine di facilitare la creazione di posti di lavoro di qualità sul territorio nazionale. Il suo obiettivo è quello di essere un partner strategico e un punto unico di cotatto per le imprese, garantendo processi semplici e trasparenti. L’agenzia fornisce alle imprese investitrici informazioni e servizi di consulenza su questioni finanziarie e normative, e sulle opportunità di investimento nel paese. Per ulteriori informazioni consultare il seguente sito web: http://www.produccion.gob.ar/comunicados/2016/03/23/agencia-49964.

 

Oltre a questa agenzia, che opera a livello federale, esistono inoltre nelle province punti di promozione e informazione per attrarre e agevolare investimenti a livello locale, con funzioni simili a quelle dell’ agenzia nazionale. 

 

La Ley de Sociedad Comercial (19.550), il codice civile e commerciale e altre norme e regolamenti emanati dalle agenzie regolatorie costituiscono il quadro normativo all’interno del quale le imprese sia nazionali che straniere sono tenute ad operare sul suolo argentino.

 

La legislazione argentina consente alle imprese private straniere di creare e possedere imprese, e operare a fine di lucro in tutti i settori economici del paese.

 

Sebbene alle imprese straniere sia permesso di competere sul territorio nazionale alle stesse condizioni delle imprese argentine, esistono limititazioni per quanto riguarda il controllo azionario solo nei settori del trasporto aereo (dove gli investiori stranieri possono investire fino al 49% del capitale azionario dell’azienda e devono avere sede legale a Buenos Aires) e dei mezzi di informazione (30%).

 

Inoltre, essendo il settore agricolo un settore strategico per l’economia argentina (i prodotti agricoli rappresentano infatti circa i due terzi delle esportazioni del paese), la legge sul regime di protezione del demanio nazionale con riguardo alla proprietà e di possesso dei terreni agricoli (Ley 26.737)  stabilisce per le imprese straniere di ogni singolo stato estero una quota massima a livello nazionale del 15% della terra complessiva. In più, Individui o imprese dello stesso paese non possono possedere individualmente oltre il 30 percento di questo ammontare. Oltre a questo, nessun individuo o impresa straniera può possedere oltre 1000 ettari, nelle zone di coltivazione più produttive, o l’equivalente in termini di produttività in altre aree.

La stessa legge sancisce, inoltre, il principio dell’esclusione dei terreni rurali dalla lista degli investimenti e il divieto agli stranieri di possedere terreni che contengano al loro interno grandi e permanenti estensioni d’acqua, o che siano situati lungo le sponde di fiumi o vicino a zone di confine.

 

Nel caso di occupazione illegale di terreni o altri beni immobili è possibile adire le vie legali, anche se la terra risulta non occupata dal legittimo proprietario. Tuttavia, in Argentina questi processi possono essere molto lunghi, e finchè i procedimenti legali non sono stati completati non è possibile operare lo sgombero dell’occupante, o degli occupanti. Prima di procedere all’acquisto di un bene immobile, quindi, si suggerisce di controllare attentamente i diritti a cui questo è sottoposto e le effettive condizioni in cui si trova.

 

 

La legge  No. 26.160 impedisce l’esproprio e la confisca di terre occupate tradizionalmente dalle comunità indigene, oppure soggette a rivendicazioni da parte di popoli indigeni. Queste rivendicazioni sono consultabili direttamente nei registri catastali. L’applicazione di queste norme è supervisionata dall’istituto nazionale per gli affari indigeni, dipendente dal ministero per lo sviluppo sociale.