Sebbene formalmente separato dal potere esecutivo, il sistema giudiziario argentino durante i passati governi ha continuato a subire interferenze politiche, soprattutto nello svolgimento dei processi. In passato il sistema giudiziario è stato anche utilizzato come strumento di pressione nei confronti di imprese private e varie imprese lamentano la mancanza di trasparenza e affidabilità dei tribunali.

Il nuovo governo argentino, consapevole di questo problema, ha dichiarato di voler promuovere maggiore trasparenza e rispetto delle regole nel settore giudiziario, promuovendo l’iniziativa “Justicia 2020”, un progetto per il rinnovamento del potere giudiziario, che comprende la creazione di tribunali specializzati, processi di modernizzazione e di valutazione da parte dei cittadini. 

Rinnovati dall’agosto 2015, il codice civile e commerciale argentini stabiliscono il quadro di riferimento normativo principale che regola le attività d’impresa.

 

I contenziosi che riguardano gli investimenti nazionali sono gestiti dai tribuali locali e tramite procedure amministrative. Tuttavia, i processi giudiziari continuano ad essere molto lunghi. Molti investitori stranieri, quindi, preferiscono rivolgersi a procedure arbitrali sia nazionali che internazionali, quando possibile. Per questo motivo, per dirimere eventuali contenziosi,  i contratti contengono di solito clausole di arbitrato. Come in molti altri paesi, infatti, è possibile inserire liberamente nei contratti clausole per la soluzione extragiudiziale delle controversie. Per facilitare questo tipo di approccio, presso la camera di commercio argentina  è operativo il Centro per la mediazione e l’arbitraggio (CEMARC). 

 

Occorre comunque notare che l’Argentina non possiede alcuna specifica legge sull’arbitrato, ma dispone di una legge sulla mediazione  (legge No. 24.573/1995), la quale fa obbligo alle parti di utilizzare i meccanismi di mediazione prima di adire le vie legali. Alcune disposizioni sull’arbitrato sono, comunque, presenti qua e là nel codice civile e di procedura civile e commerciale e in altre leggi. Nessuna di tali disposizioni contiene tuttavia una definizione dell’arbitrato, sia nazionale che internazionale, e nemmeno i requisiti che questo debba avere per essere valido.

 

In Argentina è possibile anche ottenere dai tribunali locali il riconoscimento di sentenze emanate all’estero. I requisiti per l’applicazione delle sentenze estere sono stabiliti nell’articolo 517 del codice nazionale di procedura civile. E’ importante notare però che questa possibilità si applica solo alle sentenze definitive e il giudizio ottenuto all’estero non è riconoscibile in presenza di un precedente o simultaneo giudizio emesso da un tribunale argentino.

 

 

  • L’Argentina è parte di numerosi trattati internazionali multilaterali per il riconoscimento e l’applicazione delle sentenze estere, quali:
  • UN Convention on the Recognition and Enforcement of Foreign Arbitral Awards 1958 (New York Convention), ratificata con legge No. 23.619/1988.
  • Trattato sul diritto internazionale procedurale, approvato dal South-American Congress of Private International Law, tenuto a Montevideo nel 1898, ratificato con legge  No. 3.192.
  • Trattato diritto internazionale procedurale, approvato dal South-American Congress of Private International Law, tenuto a Montevideo nel 1939-1940, ratificato con legge No. 7.771/1956.
  • Convenzione di Panama del 1975, CIDIP I: Inter-American Convention on International Commercial Arbitration, ratificata con legge No. 24.322/1995.
  • Convenzione di Montevideo del 1979, CIDIP II: Inter-American Convention on Extraterritorial Validity of Foreign Judgments and Arbitral Awards, ratificata con legge No. 22.921/1983.

 

Inoltre, l’Argentina è membro dell’International Center for the Settlement of Investment Disputes (ICSID), dal 1994. L’Argentina riconosce quindi i principi dell’arbitrato internazionale nelle dispute tra stato e imprese straniere. Inoltre, sin dal 1992, l’Argentina ha anche un accordo bilaterale sugli investimenti con l’Italia, il quale ha una sezione dedicata alla soluzione delle controversie tra stato e investitori. l’Argentina è inoltre membro a pieno titolo dell’s United Nations Commission on International Trade Law (UNCITRAL) e della World Bank’s Multilateral Investment Guarantee Agency (MIGA).

 

 

I contenziosi che riguardano i lavoratori sono, come in paesi come l’Italia, sempre sottoposti, invece, alla giurisdizione di appositi tribunali del lavoro regolati dal decreto No. 106/98.