Il Costa Rica non ha in forza un trattato bilaterale sugli investimenti (BIT) con l’Italia, ma ne ha con l’Argentina, il Canada, il Cile, la Corea del Sud, la Francia, la Germania, i Paesi Bassi, il Paraguay, il Qatar, Repubblica Ceca, la Spagna, la Svizzera, Taiwan e il Venezuela.

 

Inoltre, avendo il Costa Rica firmato il Central America Free Trade Agreement (CAFTA-DR) , che comprende un capitolo sugli investimenti che ingloba tutti i contenuti di un BIT, il paese risulta impegnato anche con El Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua, Repubblica Dominicana e USA. Il Costa Rica ha inoltre in forza una serie di trattati bilaterali per il commercio con disposizioni sugli investimenti esteri con Messico, Perù, Singapore, Cina, Panama, Canada, Cile e il CARICOM.

 

Gli espropri pubblici in Costa Rica sono in genere attuati in conformità alle leggi e agli obblighi derivanti dai principali trattati internazionali siglati dal paese. Tuttavia, negli anni passati non sono mancate accuse nei confronti del governo per espropri di terreni che avrebbero avuto luogo senza rapido o adeguato indennizzo.

 

Secondo la Costituzione del Costa Rica, la proprietà privata può essere espropriata dallo stato senza obbligo di prova che l’esproprio avvenga nel pubblico interesse. Di solito, però, gli espropri vengono effettuati per costruire strade ed altre infrastrutture. La legge 7495/1995 sugli espropri stabilisce che gli indennizzi debbano essere completi e avvenire prima che l’esproprio abbia effettivamente luogo, senza distinzione di nazionalità.

 

La legge stabilisce inoltre la restituzione della terra al proprietario originario qualora questa non venga utilizzata per raggiungere lo scopo per cui è stata espropriata, oppure nel caso in cui il proprietario sia stato risarcito, il diritto di riacquisto della proprietà al suo valore attuale.  Se il governo ha il diritto di prendere possesso della terra anche in presenza di un mancato accordo con il proprietario, la legge stabilisce il diritto del proprietario espropriato di rivolgersi ad una corte arbitrale. 

Nei processi di esproprio, di solito il governo del Costa Rica opera in modo corretto e accettabile dalle parti coinvolte, compresi gli investitori stranieri. Tuttavia, risultano attualmente in corso molti casi in cui le stime sul valore dei terreni da parte dei proprietari differiscono in modo sostanziale da quelle del governo, e i processi giudiziari possono metterci anni per giungere ad una decisione definitiva.

 

Sin dal 1993, il Costa Rica è membro della Convenzione per il Centro Internazionale per la risoluzione dei contenziosi che riguardano gli investimenti (conosciuta nel mondo anglosassone anche come ICSID Convention). Il Costa Rica ha attualmente alcuni casi pendenti presso l’ICSID, ma ha sempre rispettato le decisioni emanate da tale centro, l’ultima della quale nel 2012 riguardava un proprietario di cittadinanza tedesca all’interno dei confini di un parco nazionale.

Il Costa Rica è anche firmatario della convenzione per il riconoscimento e l’applicazione delle decisioni arbitrali, conosciuta anche come Convenzione di New York del 1958. Di conseguenza, nella gerarchia delle fonti di diritto la convenzione si trova al di sopra delle leggi locali, ma al di sotto della Costituzione.

 

In alcune aree costiere esiste uno storico di occupazioni abusive di proprietà private da parte di soggetti, spesso organizzati e, a volte, violenti. La polizia costaricense ha a volte mancato di prevenire o trovare una soluzione a tali occupazioni. Non è raro che gli occupanti abusivi tornino nelle terre dalle quali erano stati in precedenza allontanati. Per prevenire questi fenomeni, viene talvolta applicata una vigilanza sui terreni, che però può rivelarsi potenzialmente costosa e pericolosa. 

Il diritto di risolvere contenziosi attraverso l’arbitrato è sancito dalla Costituzione. La legge 8937/2011 riconosce sia l’arbitrato internazionale che quello nazionale. Per quest’ultimo, diversi sono i centri a cui si può rivolgersi:

  • Centro de Conciliacion y Arbitraje della Camera di Commercio del Costa Rica;
  • Centro de Resolución de Controversias dell’Associazione degli ingegneri e Architetti del Costa Rica;
  • Centro Internacional de Conciliación y Arbitraje dell’AMCHAM (Costa Rican-American Chiamber of Commerce);
  • Centro de Arbitraje y Mediación delCentro Iberoamericano de Arbitraje (CIAR).

Oltre all’arbitrato, la legge 7727/98 facilita anche all’interno del sistema giudiziario processi di conciliazione. Alcune università e comuni gestiscono “Casas de Justicia” aperte al pubblico che offrono servizi di mediazione e conciliazione gratuiti.

I tribunali costaricensi riconoscono e applicano in ogni caso le sentenze emesse da corti arbitrali straniere, così come  da tribunali stranieri. Le loro sentenze appaiono equilibrate e non tendenti a favorire soggetti pubblici (imprese o enti statatli) rispetto ai privati.

 

Gli unici problemi che affliggono il sistema giudiziario costaricense riguardano la eccessiva lunghezza e gli onerosi costi dei processi. Per questo motivo, l’arbitrato commerciale è divenuto un sempre con maggior frequenza un meccanismo di soluzione delle controversie.