Rischio espropri e protezione degli investimenti

Non risulta che il governo angolano negli ultimi dieci anni abbia effettuato espropriazioni di patrimoni produttivi  o atti equivalenti ai danni di proprietà di cittadini stranieri o multinazionali estere, né sembra avere attualmente in atto programmi che prevedano l'esproprio totale o parziale di patrimoni produttivi stranieri. In caso di dispute commerciali, il sistema giudiziario angolano è lento, difficile e non sempre imparziale. Poiché i costi legali sono alti, spesso le imprese preferiscono evitare di impegnarsi in cause legali. Nel 2003, è stato introdotto per legge il concetto dell’arbitrato nazionale e internazionale, ma la sua applicazione non è stata ancora ampiamente attuata. L’Angola non è membro dell’International Center for the Settlement of Investment Disputes (ICSID) e non ha ratificato la Convention on the Recognition and Enforcement of Foreign Arbitral Awards (CREFAA). L’Angola è membro della Multilateral Investment Guarantee Agency (MIGA).


Si registrano nel paese vincoli e limiti al rimpatrio degli utili d’impresa o di capitali. La legge sugli investimenti del maggio 2011 garantisce il rimpatrio degli utili degli investimenti ufficialmente approvati. Gli investitori possono rimetterli tramite le banche commerciali locali. Tuttavia alcune imprese riscontrano difficoltà. I trasferimenti sopra un certo ammontare richiedono l’approvazione della banca centrale, il Banco Nacional de Angola (BNA), e le banche commerciali possono essere riluttanti nel seguire il processo burocratico richiesto. Il trasferimento di denaro fuori dal paese per l’acquisto di merci destinate alla vendita o all’utilizzo in territorio angolano che possono essere supportate da fatture proforma risulta più semplice da processare. Inoltre il BNA può sospendere temporaneamente il rimpatrio di dividendi, o richiederne il rimpatrio in scaglioni, se ritiene che l’operazione possa avere un impatto negativo sulla bilancia dei pagamenti del paese.