Rischio espropri e protezione degli investimenti

Le leggi sugli investimenti del Benin non risultano discriminatorie nei confronti degli investimenti esteri. Le normative locali garantiscono alle imprese il diritto di acquisire e trasferire proprietà. Il sistema giudiziario del paese garantisce i contratti, ma i processi legali possono risultare piuttosto lunghi.  Il Benin è membro dell’Organizzazione per l’armonizzazione delle leggi sul commercio africane, OHADA, e ha adottato il codice universale per la gestione delle dispute commerciali e i casi di bancarotta.  Il Benin è anche membro della corte di giustizia e arbitrato dell’OHADA, dell’International Center for the Settlement of Investment Disputes (ICSID), ha ratificato la Convention on the Recognition and Enforcement of Foreign Arbitral Awards (CREFAA) ed è membro della Multilateral Investment Guarantee Agency (MIGA).

 

La legge sulle privatizzazioni del 1992 proibisce al governo del Benin di nazionalizzare imprese private. Non risulta che il paese negli ultimi dieci anni abbia effettuato espropriazioni di patrimoni produttivi  o atti equivalenti ai danni di proprietà di cittadini stranieri o multinazionali estere, né sembra avere attualmente in atto programmi che prevedano l'esproprio totale o parziale di patrimoni produttivi stranieri. Tuttavia, nel 2006, il governo ha dovuto riprendere il controllo dell’impresa petrolifera SONACOP, giustificando l’azione con il fatto che l’azienda si trovava in condizioni finanziarie disastrose, tali da non consentire più il proseguimento delle operazioni e l’approvvigionamento delle stazioni di rifornimento di carburante nel paese. Nel paese non si registra alcuna presenza di vincoli o limiti al rimpatrio di utili d'impresa o capitali. La moneta ufficiale del paese è il franco dell’Africa occidentale CFA, una valuta pienamente convertibile e liberamente quotata sul mercato.