Rispetto dei diritti umani

LIBERTA’ POLITICHE E ASSOCIATIVE

 

I)     Libertà di scegliere il proprio governo

 

Le ultime elezioni presidenziali e legislative del paese, rispettivamente nel marzo e dell’aprile 2011, si sono svolte in modo pacifico e, secondo gli osservatori internazionali, sono state in generale libere e corrette.   I partiti e i candidati hanno potuto parteciparvi senza restrizioni di alcun genere. Negli ultimi anni in Benin si è registrato un equilibrio del quadro politico, dove nessun partito è in grado di dominare il contesto politico nazionale. Le istituzioni politiche e amministrative del paese riflettono la grande varietà etnico-culturale del paese.

 

II)     Libertà di riunione e di associazione

 

I diritti di associazione e di riunione sono generalmente rispettati, in conformità alle leggi del paese. Le autorità intervengono solo occasionalmente eper motivi di ordine pubblico, negando a gruppi dell’opposizione, organizzazioni delle società civile e sindacati il permesso di tenere eventi pubblici; e intervenendo contro manifestazioni non autorizzate, talvolta operando alcuni fermi degli organizzatori. Ad esempio, nel luglio 2014, la polizia ha fermato dieci individui per avere organizzato una manifestazione di protesta non autorizzata contro il presidente, rilasciandoli il giorno dopo.

 

GIUSTIZIA E OPERATO APPARATI DI SICUREZZA

 

I)              Uccisioni arbitrarie / arresti, detenzioni sequestri e sparizioni politicamente motivati / torture e altri trattamenti degradanti perpetrati da parte degli apparati di sicurezza

 

Nel paese non si sono registrati casi di violenza di alcun tipo  ai danni di oppositori politici o giornalisti da parte delle forze di sicurezza. Tuttavia, queste si sono rese responsabili regolarmente di percosse contro individui in loro custodia e, occasionalmente, hanno anche effettuato arresti arbitrari.

 

II)            Arresti e detenzioni arbitrarie, funzionamento dell’apparato giudiziario

 

La costituzione del Benin stabilisce che i mandati di arresto vengano emessi dalle autorità competenti sulla base di indizi sufficienti. La legge stabilisce inoltre che la persona fermata sia portata davanti a un magistrato entro quarantotto ore dal suo arresto. Tuttavia, questa norma non è sempre rispettata. Sebbene sia vietato dalla costituzione, le autorità, a volte, arrestano persone in modo arbitrario.

In circostanze eccezionali la magistratura può autorizzare un fermo fino a otto giorni. I detenuti hanno comunque diritto a un esame giudiziario preliminare rapido e a consultarsi con un avvocato e ricevere visite dai parenti. Questi diritti, in generale,  vengono osservati. Gli imputati possono richiedere il rilascio temporaneo  su cauzione. La detenzione cautelare in carcere può durare fino a sei mesi, rinnovabili fino allo svolgimento del processo. Le autorità forniscono avvocati d’ufficio ai detenuti in stato di povertà.

La lunghezza dei processi è variabile da due a undici anni. La lentezza dei processi è dovuta all’inadeguatezza delle strutture, alla scarsa preparazione del personale e all’elevato numero di casi.

 

III)           Condizioni di vita della popolazione carceraria

 

Lo stato di forte sovraffollamento, la scarsa igiene e aerazione, e la carenza di servizi medici negli istituti penitenziari del paese hanno continuato ad essere tali da mettere a rischio la salute della popolazione carceraria. Secondo il rapporto di un difensore civico commissionato dal presidente nel 2010, in quell’anno nei centri di detenzione del paese si trovavano 6.908 detenuti, rispetto ad una capacità massima di 1.900 posti. Sul totale della popolazione carceraria, ben 5.174 detenuti risultavano in attesa di giudizio. Nel giugno 2013, il presidente di un gruppo parlamentare dell’opposizione, Union Fait la Nation, ha chiesto al ministro della giustizia ad interim di affrontare i problemi dei ritardi nei processi e del sovraffollamento delle celle, e di promuovere azioni per migliorare le condizioni di vita della popolazione carceraria.

 

IV)           Lotta alla corruzione nel settore pubblico

 

La corruzione nel settore pubblico, ad ogni livello, resta un grave problema per il paese, ed è facilitata da un contesto di sostanziale impunità. Il presidente Yayi ha continuato a portare avanti la sua iniziativa anti corruzione, iniziata nel 2006, nominando nel febbraio 2013 undici membri provenienti dal settore pubblico e privato per la gestione dell’autorità nazionale per la lotta alla corruzione (ANLC), come richiesto dalla legge 2011-20, istitutiva della stessa autorità.  Nel luglio 2013, l’assemblea nazionale ha creato un comitato d’inchiesta sulla gestione da parte dei sindaci del meccanismo di finanziamento del governo (FADEC) per lo sviluppo dei comuni, in seguito alle denunce sulla loro cattiva gestione.

 

 

Le autorità intraprendono numerose azioni per combattere la corruzione nella pubblica amministrazione. L’ufficio per il controllo dei conti dello stato conduce controlli finanziari in molte imprese pubbliche, per verificare se i fondi pubblici siano ben gestiti.  In seguito a questi controlli, nel maggio 2013, il governo ha licenziato e arrestato il direttore generale dell’azienda parastatale SONACOP, accusato di concedere appalti irregolari, rubare gas per uso personale e condurre affari con un’azienda accusata di riciclaggio di denaro sporco.

 

Per combattere la corruzione presente anche nelle operazioni portuali, nel settembre 2012 il presidente Yayi ha rimosso il segretario generale della presidenza, il direttore del porto e il capo del personale del ministero dell’economia marittima, in seguito ad accuse di tangenti per la costruzione di un interporto a Tori. Tuttavia, non sembrano esserci in seguito state azioni penali nei loro confronti.

 

Sempre per quanto riguarda i casi di corruzione ad alto livello, nel gennaio 2013, le autorità giudiziarie hanno interrogato l’ex ministro all’urbanizzazione, François Noudégbessi, per le accuse di malversazione di fondi, relative alla costruzione della nuova assemblea nazionale nella nuova capitale Porto Novo. L’edificio avrebbe dovuto essere completato entro il marzo 2011, ma la sua costruzione si è fermata solo a metà dei lavori. Nonostante questo, il ministro ha autorizzato il pagamento all’impresa di costruzione di due terzi dei costi, dodici miliardi di franchi CFA (circa 24 milioni di dollari USA). Le autorità hanno convocato per un interrogatorio anche l’attuale ministro, Blaise Ahanhanzo-Glèlè.  Sia l’ex ministro all’urbanizzazione che l’attuale ministro sono, però, stati rilasciati subito dopo l’interrogatorio.

 

A livello più basso, i comportamenti illeciti e la corruzione nella pubblica amministrazione e, in particolare, nella polizia non sono stati sistematicamente perseguiti. Un esempio di questo è l’impunità o quasi impunità che circonda le attività di estorsione ai posti di blocco stradali da parte della polizia ai danni dei viaggiatori. Situazioni come queste fanno sì che gli atti di corruzione diventino la norma.  In generale gli accusati raramente pagano le conseguenze per gli illeciti da loro compiuti. Anche il sistema giudiziario, a sua volta, ha continuato a essere minato dalla corruzione.

 

LIBERTA’ DI ESPRESSIONE

 

Nel paese operano giornali, stazioni radio e canali televisivi che esprimono frequentemente e liberamente critiche contro le politiche del presidente e del governo, senza subire ritorsioni. Tuttavia, si verificano occasionali interventi per limitare la libertà di stampa. Una commissione etica non governativa continua a censurare alcuni giornalisti per condotta non etica, pubblicazione di falsità o di informazioni riservate del governo, o inaccuratezza.

 

La maggioranza della popolazione rimane analfabeta, vive in aree rurali e riceve le informazioni solo via radio. L’ Office de Radiodiffusion et Télévision du Bénin (ORTB) trasmette programmi in francese e nelle lingue locali. Esistono inoltre settantotto radio private, comunitarie e commerciali, due stazioni radiofoniche pubbliche e cinque reti televisive private. Nel luglio 2013, il governo ha creato un seconda stazione televisiva, Benin Business 24. Le radio comunitarie rurali ricevono supporto dalla ORTB e trasmettono programmi per molte ore al giorno nelle lingue locali. Radio France e la BBC trasmettono programmi da Cotonou.

 

Il governo fornisce assistenza finanziaria ai mezzi d’informazione privati, per un importo pari a 350 milioni di CFA (circa 720.000 dollari USA) durante il solo 2013. I mezzi di comunicazione di stato sono comunque gli unici in grado di avere una quasi completa copertura di tutto il territorio nazionale, mentre le reti televisive e le radio private continuano a rimanere penalizzate a causa dell’inadeguatezza delle loro infrastrutture e delle limitazioni di segnale imposte dall’alta autorità degli audiovisivi e della comunicazione (HAAC).

 

Nel novembre 2012, l’alta autorità degli audiovisivi e della comunicazione ha sospeso la trasmissione di due talk show molto popolari in onda su una rete televisiva privata, per “mancanza di opinioni equilibrate”. I programmi non sono stati in seguito ripristinati. Alcuni giornalisti praticano l’autocensura per timore di simili ritorsioni sui loro datori di lavoro o per timore di denunce penali. Altri giornalisti la praticano solo perché in debito verso i funzionari di governo che garantiscono loro contratti.

 

L’HAAC ha anche pubblicamente avvertito i mezzi di comunicazione di non pubblicare informazioni che riguardino casi penali in svolgimento, perché potrebbero essere interpretati come un tentativo di influenzare il giudizio della corte.  Nel paese è anche possibile acquistare servizi favorevoli dalla stampa, influenzandone così il contenuto.