Conflitti e rischio terroristico

Per quanto non si registri una presenza di gruppi armati ribelli bel territorio del Burkina Faso, rimane alto il rischio di infiltrazioni da parte di gruppi armati dalla vicina Repubblica del Mali. Data l’attuale campagna militare per sconfiggere gli estremisti islamici in Mali, che vede coinvolti la Francia e altri paesi operanti sotto l’egida dell’ONU (MINUSMA), la minaccia contro interessi occidentali nell’area è aumentata. Sebbene non risulti la presenza di cellule jihadiste in Burkina Faso, esiste un rischio concreto che queste possano essere presenti o effettuare penetrazioni nel territorio dal Mali e dal Niger per effettuare attacchi terroristici o rapimenti di cittadini stranieri. Tra i gruppi islamici jihadisti che potrebbero potenzialmente colpire il paese vi sono: l’ Al-Qaïda au Maghreb islamique (AQMI), il Mouvement pour l'unicité et le jihad en Afrique de l'Ouest (MUJAO), Ansar Al Dine, Ansar Al Sharia e Boko Haram.

 

Nel corso del 2011, il Burkina Faso è stato colpito dal una ondata di contestazioni e rivolte che hanno gettato il paese per mesi in uno stato di anarchia. In questo periodo, membri dell’esercito, ammutinatisi, hanno saccheggiato depositi militari, rubato materiali, armi e munizioni e sparato in aria per chiedere miglioramenti economici. Probabilmente insieme a delinquenti comuni, hanno iniziato a rubare veicoli, saccheggiare attività economiche, rapinando ristoranti e hotel e svaligiando abitazioni. In questo periodo, molte persone sono state uccise o ferite. I commercianti sono scesi in piazza per protestare contro i saccheggi, bruciando copertoni e danneggiando edifici pubblici. Gli studenti hanno promosso contestazioni violente per protestare contro l’impunità delle forze di polizia, in seguito alla morte in custodia di uno studente.

 

Nel maggio 2012, lungo il confine tra il Burkina Faso e il Mali sono scoppiati conflitti intercomunitari scaturiti da dispute sulla terra tra agricoltori appartenenti all’etnia Dogon, residenti in Mali, e gruppi di pastori nomadi Fulani del Burkina Faso, che hanno causato la morte di circa 30 persone. Secondo il governatore della regione settentrionale del Burkina Faso, il conflitto si è originato da un accordo siglato tra Mali e Burkina Faso, che permette ai pastori del Burkina Faso di portare il loro bestiame in Mali, attraverso corridoi speciali, quando la terra da pascolo garantisce sufficiente disponibilità di foraggio.

 

Nel gennaio  2013 nuovi scontri tra pastori e agricoltori della regione centro orientale di Sangou, una delle più fertili del paese, hanno causato la morte di sette persone.  Il governatore della regione, Allahidi Diallo, ha commentato che non si erano mai verificati prima scontri di tale violenza.

 

Nel marzo 2013, si è invece registrato un aumento delle tensioni tra comunità agricole del Burkina Faso e gruppi di pastori Fulani provenienti dal Mali e altri dal Niger. 

I pastori del Niger generalmente portano al pascolo il loro bestiame nella regione del Gao, tra dicembre e febbraio. Tuttavia l’insicurezza della regione, generata dalla guerra civile in Mali, li ha obbligati a rimanere nel territorio del Burkina Faso.   Inoltre, altri pastori del Mali, che normalmente non portano il loro bestiame al pascolo in Burkina Faso, a causa del conflitto si sono spinti a sud, varcando il confine del Burkina Faso e occupando la stesa terra già occupata dai pastori del Niger.

 

Sebbene i conflitti intercomunitari in Burkina Faso siano cronici, la situazione di conflitto del Mali ha aggravato notevolmente le tensioni tra comunità agricole e pastorali. Se questa situazione di conflitto dovesse perdurare, vi potrebbe essere un rischio concreto di una crescita, su più ampia scala, dei conflitti intercomunitari nel paese.

 

Il paese ha una perdurante disputa di frontiera in merito a due villaggi con il Benin, che ha accusato il Burkina Faso di avere spostato i paletti del confine. Nel Settembre 2007, l’Economic Community of West African States (ECOWAS) è intervenuta per risolvere la disputa, che però rimane tuttora irrisolta.