Conflitti e rischio terroristico

Per quanto non si registri una presenza fissa di gruppi armati ribelli in territorio Burundese, il rischio d’infiltrazioni di gruppi armati dalla vicina Repubblica Democratica del Congo (RDC) rimane alto, anche se in diminuzione rispetto al 2012. Tra questi, il pericolo maggiore è rappresentato dall'ala dissidente del Fronte Nazionale di Liberazione (FNL), guidata dall'ex comandante Aloys Nzabampema, un gruppo ribelle composto da hutu che dispone di basi operative nel Sud Kivu. Si segnala poi la presenza anche di gruppi ribelli burundesi basati in Tanzania, che compiono incursioni nel territorio del Burundi via RDC. Per contrastare questi rischi, il Burundi mantiene un contingente militare all'interno della RDC, anche se in maniera non ufficiale.

 

Tra le principali azioni recentemente effettuate da parte dell'FNL vi è un  attacco vicino alla capitale Bujumbura, effettuato a metà marzo 2014. L’attacco ha causato la morte di almeno due persone. Il 23 giugno 2014, a Kiliba Ondes, nel Sud Kivu, l'FNL ha attaccato l'esercito del Burundi, uccidendo nove soldati, sebbene  le autorità del Burundi abbiano continuato a negare la presenza di loro truppe nella RDC. 

 

L’organizzazione integralista al Shabaab continua a minacciare di attaccare il Burundi, l’Uganda e il Kenya per la loro partecipazione alla missione dell’Unione Africana in Somalia (AMISOM). Dopo gli attacchi del luglio 2010 in Uganda e quello del settembre 2013 in Kenya, è aumentata la preoccupazione sul fatto che il Burundi possa divenire il prossimo obiettivo di quest’organizzazione.

 

Il paese non ha attualmente in atto dispute territoriali con paesi terzi suscettibili di evolvere in conflitti armati.