Conflitti e rischio terroristico

Sebbene nel paese non risulti alcuna presenza di gruppi di opposizione armata di qualsisasi matrice, entica, politica o religiosa, alcuni giorni dopo le elezioni del luglio 2013, un ordigno improvvisato è stato rinvenuto vicino al parlamento, e tre granate sono state trovate in un parco del centro di Phnom, Penh, a circa un isolato dall’ambasciata USA. In entrambe le occasioni non ci sono state vittime, poiché gli ordigni sono stati messi in sicurezza. Due altri ordigni, piazzati rispettivamente al tribunale municipale di Phnom Penh e nella sede centrale del CPP, a Kampong Speu, sono esplosi in orari notturni senza causare feriti. In relazione a questi fatti, non è stato eseguito nessun arresto.  Nel paese non risultano attentati o attacchi perpetrati da gruppi  terroristici transnazionali, sebbene i confini particolarmente permeabili del paese si prestino con facilità a essere attraversati da terroristi. Nel complesso, il rischio di attentati terroristici può considerarsi medio.

 

La Cambogia ha attualmente una disputa di confine con la Tailandia che riguarda l’area intorno al tempio Preah Vihear, ubicato nelle montagne Dângrêk, tra il distretto di Choam Khsant, nella provincia di Preah Vihear della Cambogia settentrionale e il distretto di Kantharalak (Amphoe) nella provincia di Sisaket, nel nod est della Tailandia.


Nel 2011 la Tailandia ha occupato militarmente l’area rivendicata da entrambi i paesi, scatenando una reazione militare da parte cambogiana, che ha  causato numerose vittime. Nel dicembre 2011, i due paesi si sono accordati per il ritiro delle truppe dall’area, rimettendo ad una decisione arbitrale il compito di dirimere la controversia. Nel novembre 2013, una sentenza della Corte Internazionale di Giustizia assegnava il territorio alla Cambogia, respingendo, tuttavia, l’ulteriore rivendicazione della Cambogia sulla collina Phon Trap, esclusa dal giudizio della Corte.