Rischio espropri e protezione degli investimenti

La legge sugli investimenti del 1994 ha creato nel paese un regime aperto e liberale per gli investimenti esteri. Tutti i settori dell’economia sono aperti agli investimenti esteri e, in generale, il governo permette una quota di possesso per i sogegtti stranieri pari al cento percento degli stessi. Solo in alcuni settori gli investimenti esteri sono soggetti a restrizioni, come ad esempio l’obbligo di partecipazioni azionarie locali o di autorizzazioni specifiche da parte delle autorità.  Questi settori comprendono la produzione di sigarette, quella di film, la lavorazione del riso, l’estrazione e la lavorazione di pietre preziose, la pubblicazione e stampa, i servizi radio-televisivi, la produzione di legno e pietre lavorate, la tessitura della seta.  

Alcuni imprenditori stranieri riferiscono, però, di sentirsi svantaggiati rispetto ai concorrenti cambogiani o stranieri, coinvolti in attività di corruzione o evasione fiscale o che approfittano della scarsa applicazione delle leggi e dei regolamenti nel paese.

I diritti sulla terra sono una questione controversa in Cambogia, complicata dal fatto che molti possessori di proprietà nel paese non posseggono documentazioni legali della loro proprietà, a causa del periodo dei Khmer Rossi. Si registrano numerosi casi in cui individui o gruppi influenti acquisiscono titoli sulla terra o concessioni tramite connessioni politiche e/o finnaziarie e usano le maniere forti per sgomberare le comunità e fare posto a imprese commerciali.

Negli ultimi dieci anni, non risulta che il paese abbia effettuato espropriazioni di patrimoni produttivi o attuato misure equivalenti ai danni di proprietà di cittadini stranieri o multinazionali estere, né che vi siano programmi attualmente in atto da parte del governo che prevedano l'esproprio di patrimoni produttivi stranieri.

Nel gennaio 2010, il senato cambogiano ha approvato la legge sulle espropriazioni, la quale stabilisce ampie linee guida sulle procedure per l’esproprio di terreni per il pubblico interesse. La legge da una definizione delle attività di pubblico interesse tra cui la costruzione, il recupero, la presevazione, o l’espansione di progetti infrastrutturali, quali la costruzione di punti di attraversamento di confine e la costruzione di strutture per l’esplorazione e lo sfruttamento di risorse naturali, oleodotti e gasdotti. Le proprietà possono essere inoltre espropriate a causa di disastri naturali ed emergenze, come stabilito dal governo. Le procedure per lo stabilimento degli indennizzi per le espropriazioni e le possibilità di fare appello contro gli espropri dovrebbero costituire parte di un successivo sottodecreto, di prossima emanazione.

Le dispute commerciali dirette tra il governo Cambogiano e gli investitori stranieri possono comunque essere risolte tramite arbitrato internazionale. Il paese è membro dell’International Center for the Settlement of Investment Disputes (ICSID), ha ratificato la Convention on the Recognition and Enforcement of Foreign Arbitral Awards (CREFAA) ed è membro della Multilateral Investment Guarantee Agency (MIGA). Nel 2006 la Cambogia ha adottato anche una legge sull’arbitrato. Nel marzo 2013, il governo ha aperto un centro nazionale per l’arbitrato, Il primo centro alternativo per la soluzione delle controversie, per permettere alle imprese di risolvere contenziosi commerciali in maniera più rapida e meno costosa. Tuttavia, esperti del settore ritengono che sia ancora presto per dire se questo nuovo strumento riceverà un sostegno da parte del potere giudiziario.

Nella pratica, in caso di controversie commerciali, gli investitori stranieri sono in genere riluttanti a utilizzare le vie legali in Cambogia, poiché il sistema giudiziario locale  è percepito come inaffidabile e suscettibile di influenza politica e corruzione. Imprenditori sia locali che stranieri hanno avuto problemi a ottenere sentenze coerenti, e la corruzione e la difficoltà a far applicare le sentenze fanno sì che la maggioranza delle controversie commerciali vengano risolte con negoziati, facilitati dal ministero del commercio, il  consisglio per lo sviluppo della Cambogia  (CDC), la camera di commercio cambogiana e altre istituzioni rilevanti. 

 

Non risultano, invece restrizioni alla conversione dei capitali in valuta estera e alla loro remissione all’estero per gli investitori stranieri.