Conflitti e rischio terroristico

Nel recente passato, il Camerun ha avuto un importante contenzioso con la Nigeria per la sovranità su Bakassi, una penisola affacciata sul golfo di Guinea. La penisola è governata dal Camerun dal 2008, in seguito ad un giudizio della Corte di Giustizia Internazionale, emesso nel 2002 e basato sugli antichi accordi anglo-tedeschi.


Tuttavia, nel novembre 2007, il senato nigeriano ha rigettato la decisione della corte, anche se questo non ha inficiato il passaggio dei poteri sulla penisola al Camerun.  L’accordo obbliga il Camerun a proteggere i diritti e le proprietà della popolazione residente e il diritto della stessa a mantenere cittadinanza nigeriana. Nonostante questo, la popolazione nigeriana di Bakassi ha continuato a lamentarsi del fatto che il governo camerunense non protegge pienamente i loro diritti. Nel 2010, Camerun e Nigeria hanno demarcato i propri confini grazie ad un progetto sponsorizzato dalle Nazioni Unite.

 

Le differenze etniche e linguistiche tra i gruppi anglofoni e francofoni rappresentano una costante potenziale fonte di tensione nel paese.  Nel sud del paese è presente il movimento di liberazione del Camerun meridionale britannico, una coalizione di partiti indipendentisti, tra i quali:  il Southern Cameroon’s National Council (SCNC);  il Southern Cameroon’s Peoples organization (SCAPO); il Southern Cameroon’s Restoration Movement (SCARM) Ambazonia; il Southern Cameroon’s Youth League (SCYL) e il Southern Cameroon’s Restoration Government (SCRG). Tuttavia, questi gruppi non risultano essere armati e operano attuando strategie di lotta politica pacifiche.

 

La crescita della presenza del fondamentalismo islamico nelle regioni settentrionali del paese e lungo i confini con la Nigeria e il Chad rappresenta, invece, un fattore di rischio crescente. I porosi confini settentrionali con la Nigeria espongono il Camerun al rischio d’infiltrazioni da parte del gruppo armato jihadista Boko Haram. Informazioni governative indicano che Boko Haram abbia ormai una stabile e radicata presenza nel nord del paese e che utilizzi il Camerun come retrovia e per reclutare nuovi combattenti. Il Camerun ha risposto a questa minaccia operando decine di arresti di presunti attivisti e rafforzando la propria presenza militare nell’area, intraprendendo anche attività di contrasto contro i gruppi infiltrati.

 

Tra i fatti salienti che riguardano le attività di Boko Haram, e che forniscono un’idea della sua ormai forte presenza in Camerun, vi sono i seguenti:

  • il 14 dicembre 2013, Boko Haram ha attaccato la cittadina di Kousseri, nella regione dell’estremo nord, causando la morte di due persone;
  • le autorità militari nigeriane il 20 dicembre 2013 hanno confermato che gli attacchi alle installazioni dell’esercito a Bama, nello stato di Borno, sono state effettuate da cellule provenienti dal Camerun;
  • il 15 gennaio 2014, la polizia militare camerunense ha respinto un gruppo di guerriglieri di Boko Haram chee stava attraversando il confine settentrionale con la Nigeria, uccidendo sei combattenti;
  • a partire da marzo 2014 il governo camerunense ha stabilito una serie di avamposti militari ai confini nord occidentali con la Nigeria, con lo scopo di contrastare le infiltrazioni di Boko Haram all’interno del paese;
  • il 2 marzo 2014 altre sette persone, sei integralisti islamici e un soldato camerunense, sono morte in uno scontro a fuoco seguito a un'incursione dei fondamentalisti di Boko Haram. Durante lo scontro, l’esercito camerunense ha catturato due presunti militanti del gruppo;
  • il 27 marzo le autorità camerunensi hanno arrestato tre trafficanti d’armi legati a Boko Haram, sequestrando materiale bellico, compresi dei lanciarazzi;
  • nella notte tra il 4 e 5 aprile 2014, presunti elementi appartenenti al gruppo armato  Boko Haram hanno rapito due preti italiani e una suora francese, nel distretto di Diamaré, nella regione dell'estremo nord e li hanno presumibilmente portati in territorio nigeriano. I tre religiosi sono sati liberati l'1 giugno, in seguito a negoziati, e recuperati al confine camerunense dall'esercito del Camerun. Nel novembre 2013 era stato rapito anche un prete francese, rilasciato alla fine di dicembre del 2013;
  • il 14 aprile 2014, le forze di sicurezza del Camerun hanno ucciso tre presunti membri di Boko Haram a  Amchidé;
  • il 5 maggio 2014, un gruppo formato da una  trentina di uomini appartenente a Boko Haram ha per la prima volta attaccato un avamposto militare della gendarmeria a Kousseri, nella regione dell’estremo nord, in territorio camerunense, liberando Aladij Moustapha, uno dei capi di Boko Haram. Durante l’attacco sono morti un gendarme e un detenuto, mentre molti altri sono rimasti feriti;
  • ·         il 16 maggio Boko Haram ha attaccato un’impresa di costruzioni cinese, uccidendo un soldato e sequestrando dieci lavoratori cinesi. Il governo camerunense ha risposto con l’invio di ulteriori truppe al confine con la Nigeria.

Rischi d’infiltrazione di gruppi armati sono presenti anche ai confini con la repubblica Centrafricana. Ad esempio, il 5 dicembre 2013, gruppi armati hanno effettuato attacchi a Ondiki e Bombe-Bakary, uccidendo tre soldati camerunensi.     Il 31 dicembre 2013, militanti armati provenienti da Repubblica Centrafricana hanno attaccato Ondikiby. Nuovi attacchi si sono susseguiti il 20 gennaio 2014, nel distretto di Garoua-Boulai. L’esercito del Camerun ha reagito uccidendo sei combattenti, tra i quali tre soldati della Repubblica Centrafricana. Nella notte tra l’1 e il 2  maggio 2014, diciotto camerunensi, tra i quali uomini, donne e bambini, sono stati sequestrati nel villaggio di Yokoshire, nel distretto di Garoua-Boulai, da un gruppo ribelle della Repubblica centroafricana. Il sequestro è stato realizzato in ritorsione per l’arresto del leader dei ribelli, Abdoulaye Miskine, catturato a settembre dalle forze di sicurezza camerunensi. Una forza speciale dell’esercito camerunense ha liberato gli ostaggi il 5 maggio. Nonostante l’intensificarsi delle operazioni da parte delle forze camerunensi, le infiltrazioni di gruppi armati della repubblica Centrafricana sono andate aumentando.