Rischio espropri e protezione degli investimenti

La legge sugli investimenti del 1990 stabilisce alcune limitazioni nei confronti degli investimenti esteri. Questa dovrebbe essere presto sostituita con la legge sugli investimenti approvata nel 2002, ma non ancora implementata,  che dovrebbe stabilire regole differenziate per ciascun settore economico. La nuova legge sugli investimenti riconosce in principio il diritto degli investitori esteri di possedere il 100 percento degli investimenti. Gli investitori che desiderano effettuare investimenti sopra i 100 milioni di franchi CFA (200.000 dollari USA), dovranno dichiarare l’investimento al ministero delle finanze con trenta giorni di anticipo.  

 

Le leggi del paese, in ogni caso, proteggono gli investitori sia locali sia internazionali da eventuali espropri da parte dello stato per pubblica utilità, stabilendo la loro conformità agli standard internazionali e il principio del pieno e anticipato indennizzo.

 

Nel paese, le proprietà terriere sotto utilizzate sono più a rischio di esproprio rispetto a quelle ben sfruttate.

 

Il Camerun è membro dell’International Center for the Settlement of Investment Disputes (ICSID), ha ratificato la Convention on the Recognition and Enforcement of Foreign Arbitral Awards (CREFAA) ed è membro della Multilateral Investment Guarantee Agency (MIGA) e dell’Organisation pour l'Harmonisation en Afrique du Droit des Affaires (OHADA).

 

Nonostante questo, le difficoltà nel risolvere i contenziosi commerciali, e in particolare nel fare applicare i diritti scaturenti dai contratti, continuano a rimanere un importante ostacolo alla promozione di investimenti  nel paese. Le cause legali promosse localmente da imprese straniere vengono spesso frustrate dalla lentezza del potere giudiziario camerunense. Le imprese locali esercitano regolarmente pressioni sui tribunali, anche pagando tangenti o utilizzando appoggi politici. Alcune imprese straniere hanno denunciato di avere subito sentenze a loro avverse, ottenute in modo fraudolento. L’applicazione delle decisioni giudiziarie risulta anch’essa lenta e problematica, con colli di bottiglia amministrativi e legali.

 

Non risulta che negli ultimi dieci anni il paese abbia effettuato espropriazioni di patrimoni produttivi o adottato misure equivalenti ai danni di proprietà di cittadini stranieri o multinazionali estere, né sembra avere attualmente in atto programmi che prevedano l'esproprio totale o parziale di patrimoni produttivi stranieri.

 

Nel paese non si registra alcuna presenza di vincoli o limiti al rimpatrio di utili d'impresa o capitali. Tuttavia, la liquidazione di un investimento diretto estero deve essere dichiarata al ministero delle finanze e al Banco degli stati dell’africa centrale (BEAC), trenta giorni prima dell’effettuazione del trasferimento. I trasferimenti commerciali all’estero devono essere dichiarati al ministero delle finanze, per cifre superiori a 100 milioni di franchi dell’Africa centrale CFA (200.000 dollari USA).