Rispetto dei diritti umani

LIBERTA’ POLITICHE E ASSOCIATIVE

 

I)          Libertà di scegliere il proprio governo

 

Sebbene il Presidente Paul Biya, al potere sin dal 1982, nell’ottobre 2011 sia stato rieletto in elezioni caratterizzate da vizi e irregolarità, nell’aprile 2013, il paese ha tenuto le prime elezione legislative della sua storia, per il rinnovo del senato nazionale, considerate in generale pacifiche e corrette.

 

Il Rassemblement démocratique du peuple camerounais (RDPC), Il partito al potere sostenuto dal presidente, ha conquistato 54 dei 70 seggi elettivi nel senato nazionale; mentre 30 ulteriori seggi sono stati assegnati a nomina diretta dal presidente, in conformità con la costituzione. Con questo sistema, il presidente In pratica ha continuato a controllare il parlamento.  L’RDPC è al potere nel paese sin da quando è stato creato, nel 1985.

 

Nel settembre 2013, il paese ha tenuto le elezioni legislative e amministrative per il rinnovo della camera bassa del parlamento e dei consigli municipali. Il RDPC si è aggiudicato 148 dei 180 seggi della camera bassa e 305 dei 360 consigli municipali. Malgrado irregolarità, come ad esempio lo scarso uso di documenti di identificazione a causa della mancanza di preparazione da parte dei responsabili dei seggi elettorali, i partiti dell’opposizione ne hanno in generale accettato i risultati. 

 

Nel paese esiste una grande frammentazione politica, con 291 partiti politici ufficialmente registrati. Questo favorisce il dominio dell’RDPC della scena politica nel paese. L’appartenenza al partito di governo conferisce notevoli vantaggi, tra i quali l’ottenimento di posti di lavoro chiave nell’amministrazione statale e negli enti pubblici. Il presidente ha il potere di nominare tutti i ministri del governo, compreso il primo ministro, nonché il governatore di ciascuna delle dieci regioni, che agiscono come funzionari del partito di governo, nonché i funzionari a livello distrettuale, coincidenti con i leader locali tradizionali. Anche a questi ultimi il governo garantisce un salario, creando così un sistema clientelare.    

 

L’RDPC è il partito più popolare in gran parte del paese, fatta eccezione del nordest a maggioranza anglofona, dove subisce una forte competizione  da parte del Social Democratic Front. Molti residenti anglofoni hanno una maggiore libertà e eguaglianza di opportunità e un migliore governo, ottenuto grazie alla richiesta di maggiore autonomia, piuttosto che riforme politiche nazionali.

 

II)         Libertà di riunione e di associazione

 

Sebbene la costituzione garantisca il diritto di associazione in tutto il paese, non sempre le autorità rispettano tale diritto. Nel settembre 2013, ad esempio, a Nguti, nella regione sudoccidentale, l’amministrazione locale ha sospeso le attività dell’associazione Nature Cameroon, per avere ripetutamente organizzato incontri pubblici. Secondo associazioni locali, le attività di Nature Cameroon sono state sospese in conseguenza delle pressioni esercitate da Herakles Farms, un’impresa che sta promuovendo la creazione di progetti di produzione di olio di palma nella regione.

 

I procedimenti per il riconoscimento di partiti politici, ONG e altre associazioni continuano a essere complicati e eccessivamente lenti. Questo ha cerato una situazione in cui molte associazioni hanno continuato a operare senza riconoscimento, in un contesto informale, tollerate dalle autorità, ma non ufficialmente approvate.

 

In tutto il paese il governo continua a restringere il diritto di riunione, limitando i permessi ai partiti dell’opposizione a tenere raduni e altre manifestazioni pubbliche. Alcuni attivisti del movimento di liberazione del Camerun meridionale sono stati arrestati. Ad esempio, nel febbraio 2013, a Buea, nella regione sudoccidentale, le forze di sicurezza hanno fatto irruzione nella residenza di Mola Njoh Litumbe, un attivista del Southern Cameroon’s National Council (SCNC), per impedirgli di partecipare a una conferenza stampa. L’attivista ha alla fine dovuto tenere la conferenza stampa via telefono.

 

Nel giugno 2013,  le forze di sicurezza hanno interrotto un incontro dell’SCNC, in una residenza privata di Kumbo, e arrestato oltre ottanta attivisti del partito. Gli attivisti sono stati rilasciati tutti lo stesso giorno.

 

Le autorità spesso non concedono i permessi per assemblee pubbliche organizzate da persone critiche verso il governo e utilizzano la forza per sopprimere eventi non autorizzati. Viene anche impedito alle organizzazioni della società civile e ai partiti politici di tenere conferenze stampa per prevenire il possibile rilascio di dichiarazioni critiche sulla corruzione e l’abuso di potere da parte del governo.  Ad esempio, nel febbraio 2013 a Douala, le forze di sicurezza hanno impedito al movimento africano per la nuova indipendenza e la democrazia, un partito dell’opposizione, di tenere una conferenza stampa programmata presso la sede del partito.

 

Le autorità hanno inoltre continuato a vessare Maurice Kamto e il  Mouvement pour la Renaissance du Cameroun (MRC), il suo partito. Nel novembre 2013, Kamto è stato convocato per un interrogatorio dal delegato generale per la sicurezza nazionale, per le sue critiche sull’organizzazione delle elezioni municipali e legislative.

 

Le forze di sicurezza interrompono incontri e dimostrazioni pubbliche organizzate da sindacati, partiti politici e studenti, anche con la violenza, causando numerosi feriti tra i partecipanti. Ad esempio, tra l’ottobre 2012 e il maggio 2013, la polizia ha arrestato quaranta studenti, nel campus dell’università di Buea, in seguito a scontri tra le forze di polizia e gli studenti, che protestavano per una maggiore libertà di gestione del sindacato interno degli studenti, migliori servizi e condizioni di vita. Dodici studenti sono stati arrestati e, nel novembre 2013, l’alta corte di Buea ne ha condannati cinque, tra i quali il presidente del sindacato degli studenti, a quattro anni di prigione e a pagare multe pari a CFA 850.000 (circa 1,750 dollari USA) ciascuno. Gli studenti hanno fatto ricorso contro la sentenza,  e il processo di appello è stato fissato per il luglio 2014.  Gli studenti hanno continuato a rimanere in custodia, in quanto non avevano provveduto al pagamento delle multe. 

 

GIUSTIZIA E OPERATO DEGLI APPARATI DI SICUREZZA

 

I)              Uccisioni arbitrarie / arresti, detenzioni sequestri e sparizioni politicamente motivati / torture e altri trattamenti degradanti perpetrati da parte degli apparati di sicurezza


Sebbene nel paese non si siano verificati casi di sparizioni, sequestri, intimidazioni o uccisioni motivati da ragioni politiche, non vi sono informazioni sui prigionieri politici che attualmente sarebbero tenuti in detenzione, spesso presso il segretariato di stato per la difesa. Nel febbraio 2014, il presidente Biya ha concesso l’amnistia a oltre 500 prigionieri, compresi molti prigionieri politici, tra i quali diversi ex esponenti di alto profilo del governo, condannati per reati di corruzione dopo essere divenuti oppositori politici. La liberazione di quest’ultima categoria di prigionieri ha generato reazioni particolarmente positive, poiché, in un paese caratterizzato da un livello di corruzione endemica, la condanna per corruzione di oppositori politici di alto livello era stata percepita a suo tempo come uno stratagemma del presidente per eliminare l’opposizione.

 

Le forze di sicurezza del paese, però, non solo continuano a minacciare, vessare e arrestare individui o organizzazioni critiche verso il governo, ma si rendono anche responsabili di gravi violenze, ai danni di detenuti o comuni cittadini, e in alcuni casi di omicidi extragiudiziali,dovuti all’uso eccessivo della forza.

 

Ad esempio, nel febbraio 2013, Rodrigue Seigning Tafopa, un detenuto della prigione di Mbouda, nella Regione Occidentale, è deceduto dopo essere stato percosso da agenti della gendarmeria. Secondo Nouveaux Droits de l’Homme Cameroun, un’organizzazione locale, Tafopa è morto a causa di un malore in conseguenza delle percosse e per la mancata assistenza medica, nonostante ne avesse fatto richiesta. Non risulta che le autorità abbiano aperto alcuna inchiesta sul caso.

 

In generale, comunque, gli abusi vengono investigati e vengono adottati provvedimenti contro i responsabili. Nel settembre  2013, a Kribi, nella regione meridionale, tre soldati del battaglione d'intervento rapido (BIR) hanno percosso una persona fino a causarne il decesso, durante un tafferuglio avvenuto all'interno di un bar. Le autorità li hanno arrestati e sottoposti a processo.

 

Sebbene le leggi del paese lo proibiscano, le autorità continuano a praticare torture, percosse, vessazioni e altri abusi ai danni di persone sospettate di avere compiuto reati o detenuti.

 

Nel settembre 2013, il ministro con delega della presidenza, incaricato della difesa, ha annunciato sul Cameroon Tribune, il quotidiano controllato dallo stato, che undici soldati dell'undicesimo battaglione di fanteria di Ebolowa, di stanza nella regione meridionale, sono stati puniti dai loro comandanti per avere commesso abusi sessuali ai danni di civili. I reati avrebbero avuto luogo per un contenzioso su una tariffa telefonica riguardante l'uso di un cellulare. Il ministro con delega ha riferito che i soldati coinvolti, il responsabile del loro addestramento e il comandante di battaglione,  sarebbero stati sottoposti a giudizio di un consiglio disciplinare.

 

In un altro caso, un ufficiale dell'esercito che aveva violentato una donna insieme ad altri tre complici nell'aprile 2013 a Meiganga, nella regione di Adamawa è stato rimosso e sottoposto a processo.

 

     II)            Arresti e detenzioni arbitrarie, funzionamento dell’apparato giudiziario

 

Sebbene la legge richieda una valutazione giudiziale dell'arresto entro ventiquattro ore, i tribunali non funzionano durante i weekend, così, gli individui arrestati di venerdì sono normalmente obbligati a permanere in stato di detenzione fino al lunedì successivo. Esistono informazioni che indicano che la polizia effettui i cosiddetti “arresti del venerdì”, utilizzando pretesti, dopo avere ricevuto tangenti da persone che avevano questioni personali in sospeso con gli arrestati. Sebbene questo fenomeno sia in diminuzione, secondo le ONG e gli avvocati le forze di sicurezza continuano a detenere persone in stato di fermo, arbitrariamente, anche per lunghi periodi senza accuse o processi, a volte anche in isolamento.

Arresti senza mandato si verificano anche durante retate.  La polizia e la gendarmeria, inoltre, continuano a vessare immigrati sprovvisti di documenti, una gran parte dei quali provenienti dalla Nigeria, e conducono incursioni nelle loro comunità, allo scopo di estorcere denaro alle persone sprovviste di permessi di residenza regolari.

 

III)        Condizioni di vita della popolazione carceraria

 

Nelle prigioni le condizioni di vita della popolazione carceraria hanno continuato a permanere dure e tali da mettere a rischio la vita dei detenuti, a causa del sovraffollamento delle celle, della malnutrizione, della mancanza di cure mediche e delle scarse condizioni igieniche. All'interno degli istituti penitenziari restano diffuse gravi malattie infettive quali, ad esempio la tubercolosi. I detenuti infetti non sono normalmente separati dagli altri e la disponibilità di acqua potabile è spesso inadeguata, così come quella di acqua corrente.

 

Nel dicembre 2012 nei settantasette istituti di pena del paese è ospitata una popolazione carceraria di oltre 25.300 persone, su una capacità massima di poco meno di 17.000 posti.

 

La corruzione all'interno delle prigioni è molto diffusa. Alcuni detenuti in attesa di giudizio riferiscono che le guardie, occasionalmente, pretendono il pagamento di una “tassa” sulla permanenza in prigione, che i detenuti devono pagare per non subire abusi. I prigionieri pagano le guardie anche per ricevere favori o trattamenti speciali, tra i quali permessi, letti o trasferimenti in parti meno affollate della prigione. A causa della loro incapacità di pagare multe, alcuni prigionieri sono costretti a rimanere in prigione anche dopo avere scontato la loro pena.

 

Per la risoluzione di questioni legali, molti cittadini nelle regioni Nord e Estremo Nord si rivolgono ai capi locali tradizionali, o Lamibe. Secondo diverse associazioni locali per la difesa dei  diritti umani, nelle prigioni gestite informalmente dai capi locali continuano a essere presenti gravi abusi. Non risulta però che il governo abbia svolto indagini su queste strutture.

 

IV)        Lotta alla corruzione nel settore pubblico

 

Nonostante le leggi stabiliscano sanzioni penali per i reati di corruzione nella pubblica amministrazione e le autorità continuino a intraprendere passi concreti per combattere questo fenomeno, la corruzione nel settore pubblico nel paese, continua a essere pervasiva ad ogni livello e in ogni branca dello stato, anche grazie ad un contesto di impunità.

 

Nel giugno 2013, la polizia ha arrestato Iya Mohamed, presidente della federazione calcio del Camerun e direttore generale della Sodecoton, un’impresa pubblica che controlla la filiera del cotone nel paese, in seguito a un rapporto che lo accusava di cattiva gestione, che avrebbe causato perdite per nove miliardi di franchi CFA (circa 18,6 milioni di dollari USA). Il caso risulta ancora in corso presso il tribunale penale speciale.

 

Nell’ottobre 2013, il tribunale penale speciale ha condannato per corruzione a venti anni di carcere l’ex primo ministro Inoni Ephraim e l’ex  ministro di stato Atangana Mebara. L’ex primo ministro era stato accusato di essersi appropriato di 3,5 miliardi di franchi CFA (circa 7,2 milioni di dollari USA) in seguito ad un controllo effettuato dal ministero dei trasporti sui conti delle linee aeree nazionali. 

 

Nell’ambito della sicurezza, le tangenti sono utilizzate dai sospetti per assicurarsi la libertà, vengono estorte dalla polizia ai posti di blocco o versate da cittadini influenti per far arrestare persone con cui hanno controversie personali. Le forze di polizia sono occasionalmente sanzionate per atti di corruzione. Tuttavia, molti poliziotti condannati per atti di corruzione non sono rimossi dalle loro mansioni, ma solo ammoniti o condannati al massimo a tre mesi di sospensione lavorativa senza stipendio. 

 

La corruzione nel paese riguarda anche il sistema giudiziario. Nei processi, i giudici hanno continuano ad accettare tangenti dalle famiglie degli imputati in cambio di pene ridotte o per il loro rilascio. I giudici sono influenzati dalle pressioni del governo. Molti politici e interessi economici hanno continuato a godere dell’immunità dalla magistratura. Alcuni casi politicamente sensibili vengono “sistemati” con il sistema delle tangenti.  

 

Nel paese opera la commissione nazionale anti corruzione (CONAC) responsabile di investigare sui casi di corruzione. Tuttavia questo ente non ha un potere persecutorio, ma può solo sottoporre casi ai ministeri interessati per fare promuovere un’azione amministrativa o al ministero della giustizia per far promuovere un’azione giudiziaria. 

La grande maggioranza dei casi identificati dalla CONAC è stata risolta con pene amministrative varianti dai dieci ai novanta giorni di sospensione lavorativa. In Camerun esiste anche un’unità d’investigazione finanziaria (ANIF) che opera, però, con limitazioni analoghe a quelle del CONAC.

 

LIBERTA’ DI PAROLA E DI STAMPA

 

In Camerun sono pubblicate circa 600 testate giornalistiche, tra quotidiani e riviste. Tuttavia solo venticinque hanno abbastanza fondi per uscire regolarmente.  Le autorità applicano le norme per i mezzi d’informazione in modo non omogeneo, spesso richiedendo requisiti molto difficili da soddisfare ai mezzi d’informazione critici verso il governo. Al contrario, i fondi pubblici a sostegno dei mezzi d’informazione sono elargiti in modo selettivo, in modo da favorire quelli meno critici verso il governo.

 

Le autorità utilizzano le leggi sulla diffamazione per denunciare i giornalisti e sospendere le testate giornalistiche che criticano il governo, sebbene vi siano meno denunce rispetto agli anni passati, per via della decisione del governo di praticare una maggiore tolleranza verso i giornalisti e le loro testate.

 

I mezzi di informazione privati non vengono accreditati per gli eventi ufficiali che riguardano il presidente o il primo ministro, compreso  l’accompagnamento del presidente nelle visite ufficiali.

 

Esistono circa 200 stazioni radiofoniche private, di cui quarantotto comunitarie e 150 commerciali, tre quarti delle quali basate a Yaoundé e Douala. Il governo proibisce però alle stazioni radiofoniche rurali di trattare argomenti politici. Per quanto riguarda i servizi televisivi, tredici reti televisive indipendenti hanno la licenza di trasmettere, e molte altre hanno trasmesso programmi via cavo senza alcuna licenza ufficiale, in quanto operanti in un quadro di tolleranza amministrativa.

 

Il governo controlla direttamente la Cameroon Radio Television (CRTV) che trasmette sia programmi radiofonici che programmi televisivi. Nell’aprile 2013, prima delle elezioni per il senato, il ministro per la comunicazione ha chiesto ai mezzi d’informazione di cessare temporaneamente di trasmettere un programma chiamato: “Espressione diretta dei partiti politici”, un fatto che i giornalisti hanno interpretato come una limitazione del diritto all’informazione.

 

Nell’aprile 2013, a Bamenda, nella regione nordoccidentale, le autorità locali hanno chiuso la stazione radio Fomunyoh, dopo che questa aveva invitato due esponenti dell’SCNC a partecipare ad un suo programma. La stazione radio è stata riaperta solo due mesi dopo.

 

Dal 2012, un decreto presidenziale conferisce al National Communication Council (NCC) il potere di comminare sanzioni nei confronti di giornalisti e mezzi di informazione. Queste consistono in pene variabili da alcuni mesi di sospensione al completo bando. l’NCC è molto attivo nella sospensione o messa al bando di mezzi di informazione e giornalisti per presunte pratiche non etiche. Ad esempio, nel corso del 2013, l’NCC ha sospeso, rispettivamente  per due mesi e per tre mesi, le testate e gli editori del The Guardian Post e del The Chronicle; ha sospeso per tre mesi la testata  Ouest Littoral e le radio Sky One e Youth FM. L’NCC ha inoltre sospeso per un mese la testata l’Epevier e mandato un avvertimento ufficiale  al Watchdog Tribune e agli editori delle testate  l’œil du Sahel, Pile ou Face e Mutations. L’NCC ha inoltre sospeso per tre mesi Peguy Meyong, un giornalista della radio privata Satellite FM. La stazione radiofonica Djacom FM è stata invece chiusa definitivamente.

 

Nel maggio 2014, l’NCC ha emanato un bando di sei mesi anche per l’editore e due giornalisti della testata in lingua francese “La Scene”, in seguito alla pubblicazione di un articolo dove si paragonava il ministro alla comunicazione della Costa d’Avorio a una prostituta.

 

Oltre alle sanzioni, l’NCC è incaricata di effettuare controlli ex-ante sulla carta stampata. I direttori delle testate giornalistiche sono obbligati a sottoporre le proprie pubblicazioni all’NCC due ore prima di andare in stampa.

 

Alcune testate private, inoltre, riferiscono di ricevere da funzionari pubblici promesse di commesse pubblicitarie o minacce di ritiro di queste, allo scopo di influenzare il contenuto degli articoli.

 

Oltre alle sanzioni imposte dall’NCC e le strategie del governo per ammorbidire i mezzi d’informazione meno allineati con il governo, i giornalisti e gli editori del paese sono sottoposti anche ad arresti e abusi da parte delle forze di sicurezza. Nel febbraio 2013, ad esempio, a Yaoundé, il quotidiano Le Messager ha riferito che membri della polizia giudiziaria hanno arrestato e compiuto abusi contro uno dei suoi giornalisti, Souley Onohiolo. Il giornalista era stato percosso e arrestato da agenti di polizia mentre stava cercando di entrare nell’edificio della polizia giudiziaria. Il direttore della polizia giudiziaria lo ha rilasciato poco dopo senza accuse.

 

Nel marzo 2013, Richard Djimeli, un regista controverso che ha ricevuto minacce di morte sin da quando è stato lanciato un film che critica la dittatura, è scomparso e riapparso nove giorni dopo. Djimeli ha dichiarato di essere stato rapito e torturato da uomini armati in uniforme militare. Il governo ha aperto un’inchiesta sull’accaduto.

 

In questo contesto, i giornalisti e i mezzi d’informazione del paese, per evitare ritorsioni, sono spinti a praticare forme di auto-censura.