Rischio espropri e protezione degli investimenti

Il governo colombiano ha una politica estremamente aperta verso gli investimenti esteri. Sin dagli anni ‘90, il paese ha intrapreso una politica di riforme economiche finalizzate a liberalizzare l’economia, che hanno garantito agli investitori stranieri lo stesso trattamento giuridico e fiscale rispetto a quelli nazionali, rimosso i controlli sui cambi e le rimesse di utili e capitali da e verso l’estero e permesso investimenti esteri nella maggior parte dei settori dell’economia. 


Dal 2010, l’amministrazione Santos ha continuato gli sforzi per aprire l’economia, liberalizzando ulteriormente il settore delle telecomunicazioni, dei servizi di contabilità e di revisione dei conti, dell’energia, minerario e turistico e, in misura minore, quello dei servizi legali, assicurativi, di distribuzione, pubblicitari e di elaborazione dei dati.  Questa politica ha fatto della Colombia uno dei centri principali di attrazione di investimenti diretti esteri dell’America Latina (dietro al Brasile, al Messico e al Cile).


Eccezioni e limitazioni sono, però, ancora presenti nei seguenti settori: concessioni televisive e operatori televisivi nazionali, trasmissioni radiofoniche, produzione di film, agenzie marittime, trasporto aereo e spedizioni. Gli investimenti di portafoglio nei settori finanziario, degli idrocarburi e minerario sono assoggettati a un regime speciale. Gli investitori esteri possono partecipare a programmi di ricerca sovvenzionati dal governo colombiano, tanto che la maggioranza di questi è condotta tramite istituzioni estere.


Per quanto riguarda le espropriazioni e gli indennizzi, l’articolo 58 della costituzione colombiana  regola gli indennizzi e gli espropri, garantendo i diritti di proprietà legalmente acquisiti. Contro le espropriazioni, la legge colombiana dà la possibilità di fare ricorso in appello sia per la decisione di esproprio in sé, sia per l’ammontare dell’indennizzo. Tuttavia, la costituzione non specifica come procedere nella valutazione e erogazione degli indennizzi, un elemento d’incertezza e preoccupazione per gli investitori esteri.


Anche se, negli ultimi dieci anni, non risulta che il paese abbia effettuato espropriazioni di patrimoni produttivi, o adottato misure equivalenti, ai danni di proprietà di cittadini stranieri o multinazionali estere e neppure che vi siano programmi attualmente in atto da parte del governo che prevedano l'esproprio di patrimoni produttivi stranieri, Il governo colombiano ha comunque cercato di porre rimedio a queste preoccupazioni tramite la negoziazione di trattati bilaterali sugli investimenti con paesi terzi.


La legge 315 del 1996 autorizza l’inclusione nei trattati stipulati dal governo della Colombia e imprese straniere di clausole di arbitrato internazionale vincolanti. Il decreto 1818 del 1998 permette risoluzioni di controversie alternative. La legge permette alle parti contraenti di sottoporre i contenziosi a fori arbitrali internazionali, purché le parti in causa si rivolgano a fori in paesi differenti da quelli in cui queste siano domiciliate. Nell’ottobre 2012, è entrato in vigore il nuovo statuto sull’arbitrato nazionale e internazionale (legge 1563 del 2012), che è modellato sulla Commissione sul diritto del commercio internazionale delle Nazioni Unite. Il quadro giuridico per gli investimenti esteri incorpora anche norme vincolanti (decisioni 291 e 292) derivanti dallo status di membro della Colombia nella Comunità delle Nazioni Andine, così come altri trattati sul libero commercio  e accorti bilaterali sugli investimenti. La Colombia è parte della Convention on the Recognition and Enforcement of Foreign Arbitral Awards (CREFAA) e membro dell’International Center for the Settlement of Investment Disputes (ICSID) e della Multilateral Investment Guarantee Agency (MIGA). 


L’arbitrato internazionale non è permesso per la risoluzione di contenziosi tra investitori e lo stato derivanti da contratti di stabilità legale (legge 963 del 2005) - una tipologia di contratto speciale che garantisce che le leggi applicate ai contratti siano quelle esistenti al momento dell’entrata in vigore dei contratti stessi e rimangano invariate per un periodo da tre a venti anni, variabili in base al tipo e l’ammontare dell’investimento.


Gli investitori stranieri considerano, in ogni caso, i processi di arbitrato in Colombia lunghi e complessi, specialmente con riferimento alle sentenze di applicazione. La Colombia dispone di un ampio quadro giuridico per le attività commerciali.Il suo sistema giuridico definisce i diritti giuridici delle entità commerciali, valuta le procedure di applicazione regolamentari, e emana sentenze nelle controversie all’interno della comunità imprenditoriale. Il sistema giudiziario colombiano comprende un consiglio di stato, una corte costituzionale, una corte suprema di giustizia e corti dipartimentali e distrettuali, supervisionate nelle questioni amministrative da un consiglio giudiziario superiore. La costituzione del 1991 ha riconosciuto al potere giudiziario più ampi poteri amministrativi e indipendenza finanziaria dal potere esecutivo. Nonostante questi miglioramenti, il potere giudiziario continua a rimanere minato da una burocrazia eccessiva e dalla corruzione.


Per quanto riguarda il rimpatrio di utili e capitali da parte degli investitori esteri, non esistono nel paese limitazioni al trasferimento di fondi all’estero associati a investimenti diretti esteri. La riforma del Sistema di tassazione ha anche eliminato una tassa sulle rimesse del sette percento, in precedenza in vigore. Per assicurare il rimpatrio degli utili e dei capitali e avere accesso ai servizi di cambio di valuta estera ufficiali, gli investimenti esteri devono essere registrati presso l’ufficio cambi esteri della la Banca Centrale, entro tre mesi dalla data della transazione. Il governo colombiano da facoltà al governo di limitare le rimesse nel caso che le riserve internazionali del paese si riducano a meno dell’equivalente del valore di tre mesi di importazioni. Tuttavia, tale circostanza appare improbabile, se si considera che le riserve del paese negli ultimi decenni sono sempre risultate superiori a tale soglia.