Violazioni dei diritti umani

LIBERTA’ POLITICHE E ASSOCIATIVE

 

I)          Libertà di scegliere il proprio governo

 

Nel marzo 2014 hanno avuto luogo le elezioni parlamentari, caratterizzate da un elevato tasso di astensionismo e accuse di frodi, ma pochi incidenti. Sessantanove dei candidati eletti hanno presunti legami con i gruppi armati presenti nel paese.  Dalle urne non sono usciti radicali cambiamenti nell’equilibrio tra le forze politiche. La coalizione al potere guidata dal presidente Santos ha mantenuto una forte maggioranza nella camera bassa, conquistando novantadue seggi su 166, e rimane ben posizionato al senato, dove controlla quarantasette seggi su 102. Il Centro Democratico, il partito di opposizione guidato dall’ex presidente Uribe, è risultato il secondo più votato al senato.  Nel giugno 2014, il presidente in carica Santos era stato rieletto per un secondo mandato, battendo il cadidato uribista del Centro Democratico  Óscar Zuluaga di stretta misura (51 percento dei voti contro 45 percento). Le procedure di voto sono state pacifiche, grazie alla dichiarazione di cessate il fuoco temporanea emanata dalle FARC e dall’ELN. Tuttavia nel luglio 2014 si sono intensificati gli attacchi e i sabotaggi da parte dei due gruppi guerriglieri. Le FARC hanno messo a segno una serie di operazioni contro camion per il trasporto di carburante e cisterne petrolifere, colpendo principalmente la parte meridionale del dipartimento di Putumayo. L’’ELN ha invece festeggiato il suo cinquantesimo anniversario, il 4 luglio 2014, con una serie di attacchi nel nord-est del paese.

 

II)         Libertà di riunione e di associazione

 

La libertà di riunione e associazione è riconosciuta per legge e il governo in generale garantisce tali diritti. L’affiliazione ai gruppi armati quali FARC, ELN e paramilitari ha continuato a essere illegale. Occasionalmente la polizia è intervenuta facendo eccessivo uso della forza per disperdere manifestazioni pubbliche. In un caso, nell’agosto 2013, a Fusagasugá, nel dipartimento di Cundinamarca, alcuni poliziotti della squadra antisommossa (ESMAD) hanno sparato lacrimogeni contro la folla durante una manifestazione pubblica, in occasione dello sciopero agrario, colpendo a morte Juan Camilo Acosta, uno studente di 19 anni.

 

GIUSTIZIA E OPERATO DEGLI APPARATI DI SICUREZZA

 

I)          Uccisioni arbitrarie / arresti, detenzioni sequestri e sparizioni politicamente motivati / torture e altri trattamenti degradanti perpetrati da parte degli apparati di sicurezza

 

Il governo colombiano ufficialmente dichiara di non detenere prigionieri politici. Tuttavia, alcuni membri di associazioni per i diritti umani rimangono  detenuti con l’accusa di cospirazione, ribellione e terrorismo, e le associazioni della società civile sostengono che si tratti di una tattica da parte delle autorità per vessare i difensori dei diritti umani. Secondo l’Instituto Nacional Penitenciario y Carcelario – INPEC – nel 2013, nelle carceri del paese si trovavano 2.440 detenuti accusati o condannati per ribellione o per avere fiancheggiato o sostenuto i gruppi armati insurrezionali. Di questi, 1.395 sono stati condannati, mentre 1.042 erano in attesa di giudizio, in prigione, agli arresti domiciliari o sottoposti a monitoraggio con strumentazione elettronica. Gli altri si trovavano in libertà provvisoria in attesa della sentenza.

 

Si continuano a verificare sparizioni forzate, molte delle quali motivate da ragioni politiche. Secondo la commissione nazionale per la ricerca delle persone scomparse, tra il gennaio e il settembre 2013, 1.213 dei 8.347 individui registrati come scomparsi, erano indicati come vittime di presunte sparizioni forzate. Non tutte le sparizioni registrate nel 2013 hanno comunque effettivamente avuto luogo durante l’anno, poiché alcune sono state registrate con ritardi anche di diversi anni. L’ufficio del procuratore generale della repubblica è riuscito ad ottenere decine di condanne di membri delle forze armate per il reato di sparizione forzata. Al settembre 2013 l’unità per le persone sfollate e scomparse aveva ritrovato 110 persone scomparse, 97 delle quali vive e 13 morte.

 

Le FARC, l’ELN e i gruppi criminali sorti dalla smobilitazione delle organizzazioni paramilitari hanno continuato a rapire persone, sia per ottenere un riscatto sia per ragioni politiche. Secondo le statistiche militari, nel 2013 si sono registrati  299 rapimenti. Tuttavia, tra il gennaio e l’inizio di aprile del 2014, sono stati denunciati solo 38 rapimenti in tutto il paese. Se questa tendenza continuerà nel corso del 2014, i rapimenti scenderanno a meno di 160, un vero record, se si considera che solo nell’anno 2000 ce n’erano stati 3.572. Un’efficace attività investigativa da parte del grupo antisecuestro y antiextorsión (GAULA) -  una unità dell’esercito creata per combattere i rapimenti e le estorsioni - seguito da una forte attività giudiziaria per condannare  e incarcerare i responsabili sono le ragioni della drastica diminuzione di tali reati.

 

Anche gli omicidi, compresi quelli politici, continuano a costituire un grave problema in tutto il paese. Le forze di sicurezza hanno compiuto occasionali omicidi extragiudiziali in relazione al conflitto armato interno, anche se su scala molto ridotta rispetto al passato. Si sono registrati meno casi di assassini di civili presentati come uccisioni in combattimento rispetto ad anni come il 2007 e il 2008, quando si sono avute parecchie centinaia di morti tra i civili.

 

Il procuratore generale ha l’incarico di promuovere inchieste sugli abusi dei diritti umani perpetrati dalle forze di sicurezza. Solo tra il gennaio e l’ottobre 2013, le autorità hanno denunciato 216 membri delle forze di sicurezza, arrestandone settantadue per reati quali l’omicidio o l’omicidio di civili, quasi tutti avvenuti nel corso del 2013. Il governo riconosce  che alcuni ex membri dei gruppi paramilitari sono attivi in organizzazioni di criminali, ma hanno notato che queste mancano della struttura di comando unificata e del programma ideologico che definiva le ex Autodefensas Unidas de Colombia.

 

Le associazioni per i diritti umani, le vittime e gli inquirenti accusano membri delle forze di sicurezza di collaborare o tollerare le attività dei gruppi del crimine organizzato, nei quali operano alcuni ex membri dei gruppi paramilitari. Tuttavia, tali attività delle forze di sicurezza avvengono in violazione agli ordini del presidente e dell’alto comando militare.

 

Le inchieste sui casi passati procedono con lentezza. L’ufficio del procuratore generale ha riferito che al settembre 2013, aveva ottenuto solo quarantadue nuove condanne di membri delle forze di sicurezza per casi che riguardavano l’omicidio di “persone protette” (ad esempio civili), per fatti antecedenti il 2013.

 

Anche le FARC e l’ELN continuano a commettere gravi abusi contro la popolazione civile, compresi omicidi, minacce , sfollamenti forzati e reclutamento e uso di bambini soldato. Questi gruppi continuano ad utilizzare mine antipersona. Le autorità colombiane riferiscono che le mine e le munizioni inesplose hanno ucciso tredici civili

E ne hanno feriti 107, nel solo periodo gennaio-agosto 2013. Anche i gruppi sorti dalla smobilitazione delle organizzazioni paramilitari sono responsabili di gravi e generalizzati abusi contro la popolazione civile, consistenti in omicidi, sparizioni, violenze sessuali e sfollamenti forzati. 

 

Sebbene la legge lo proibisca, membri della polizia, forze armate e guardie carcerarie hanno a volte continuato a sottoporre le persone in loro custodia a maltrattamenti e tortura.  Il personale, anche militare, accusato di tali atti è sottoposto al giudizio di tribunali civili. Dal gennaio all’ottobre 2013, l’ufficio del procuratore generale ha posto sotto inchiesta 130 membri delle forze di sicurezza per il reato di tortura, ottenendo però solo una condanna per questo tipo di reato. 

 

II)         Arresti e detenzioni arbitrarie, funzionamento dell’apparato giudiziario

 

Sebbene la legge proibisca gli arresti e le detenzioni arbitrarie, nel paese si continuano a registrare decine di casi di arresti arbitrari l’anno. Secondo la legge, la polizia può operare arresti solo tramite mandato giudiziario, salvo in caso di flagranza di reato. Membri delle forze armate hanno continuato a detenere membri dei gruppi armati catturati in combattimento, senza essere tenuti a eseguire mandati di arresto.  Membri del Cuerpo Técnico de Investigación (CTI) hanno accompagnato le unità militari e emesso tali mandati sul campo. Le autorità devono portare i sospetti davanti ad un giudice entro trentasei ore dopo l’arresto, presentare accuse formali entro trenta giorni, e iniziare il processo entro novanta giorni dall’inizio del periodo di detenzione. La libertà temporanea su cauzione in attesa di giudizio è possibile per tutti i reati, tranne quelli gravi, quali ribellione, omicidio o traffico di narcotici. Avvocati d’ufficio, ingaggiati dall’ufficio del difensore civico, forniscono assistenza agli imputati indigenti. Le autorità, in generale hanno rispettato tali diritti.

 

Il sistema giudiziario del paese continua a rimanere sotto pressione a causa dell’elevato numero di casi da smaltire, che ha causato la presenza di un elevato numero di detenuti in attesa di giudizio. In alcuni casi, i detenuti sono rilasciati senza processo, quando risultano avere già scontato più di un terzo della pena massima prevista per il reato per cui erano stati arrestati.  

 

La legge stabilisce l’indipendenza del potere giudiziario, e il governo in generale rispetta tale disposizione. Il potere giudiziario, tuttavia, ha continuato a essere sovraccaricato e inefficiente. Inoltre giudici, magistrati inquirenti e testimoni continuano a essere oggetto di intimidazioni esterne. L’ufficio del procuratore generale ha continuato a gestire un programma di protezione dei testimoni, ma coloro che sono fuori dal programma rimangono vulnerabili verso le intimidazioni e molti si rifiutano di testimoniare. 

 

III)        Condizioni di vita della popolazione carceraria

 

Eccettuate le nuove strutture carcerarie, le prigioni e i centri di detenzione del paese hanno continuato a rimanere sovraffollati e carenti di servizi igienico-sanitari. Le cure mediche sono scarse, il vitto inadeguato ed il personale poco preparato.

 

A fronte di una capacità ufficiale di 75.726 posti, all’agosto 2013 erano presenti nelle carceri del paese 118.478 detenuti (9.086 dei quali, donne). Nelle prigioni femminili si  registra la mancanza di assistenza ginecologica e pediatrica per i bambini al seguito delle madri. Sebbene la legge lo proibisca, i detenuti già condannati sono occasionalmente tenuti insieme a quelli in attesa di giudizio. I detenuti minorenni sono tenuti separati da quelli adulti.

 

L’ufficio dell’ispettore generale ha continuato a investigare sulle accuse di brutalità e uso eccessivo della forza da parte del personale carcerario ai danni dei detenuti. L’ufficio ha riferito che nell’ottobre 2013, stava gestendo ottantanove inchieste, riguardanti 159 guardie. Dal gennaio all’ottobre 2013 si sono registrati ottantotto decessi all’interno delle prigioni,  sessantasette dei quali attribuibili a cause naturali, undici a seguito di suicidio, sette a seguito di litigi tra carcerati, due dovuti ad incidenti, e uno dovuto a intossicazione.

 

I detenuti in alcune strutture ubicate in altura soffrono per la mancanza di vestiario e coperte adeguate, mentre altri, nelle zone tropicali, lamentano la scarsa aerazione e le alte temperature nelle celle. Molti detenuti sono stati costretti a dormire sui pavimenti, e altri a dividere i letti, in celle sovraffollate.

 

IV)        Lotta alla corruzione nel settore pubblico

 

Le leggi del paese stabiliscono sanzioni penali per i reati di corruzione compiuti da funzionari della pubblica amministrazione. Il governo in generale applica queste leggi in modo efficace, sebbene i pubblici funzionari continuino a volte a rendersi responsabili di atti di corruzione, senza incorrere in sanzioni. Le entrate derivanti dai traffici illeciti di stupefacenti hanno esacerbato il problema della corruzione nel paese.

 

La rivista Semana ha riferito dell’uccisione avvenuta nel marzo  2013, di Stalin Ortiz, un membro del consiglio cittadino di Buenaventura, a causa delle sue indagini su

un giro di corruzione all’ospedale  Luis Ablanque de la Plata e sulla rete di assistenza ad esso affiliata, compresa l’assunzione scorretta del fratello del sindaco e il riciclaggio di denaro sporco da parte di organizzazioni criminali coinvolte in traffici di droga e armi.

 

Al settembre 2014 Samuel Moreno Rojas, ex sindaco di Bogotà accusato nel giugno 2011 di non avere adempiuto ai suoi pubblici doveri  e di avere commesso irregolarità  in alcuni importanti appalti durante la sua gestione, rimaneva sotto processo.

 

Un’unità investigativa speciale della corte suprema di giustizia, che ha posto sotto esame membri del congresso e funzionari pubblici di alto livello, ha riferito che durante il 2013 ha aperto inchieste riguardanti due ex senatori e membri del congresso, che hanno portato a cinque condanne, nessuna assoluzione o chiusura di casi per mancanza di prove o per avere ecceduto i limiti dello statuto. L’ufficio del procuratore generale ha aperto inchieste su ispettori, revisori di conti e altri alti funzionari. Alla fine del 2013, il procuratore generale stava lavorando su 2.941 casi di presunta corruzione, trentasei dei quali sottoposti a processo.

 

Il principale organo governativo per la strutturazione e l’applicazione delle politiche di lotta alla corruzione è il Programa Presidencial de Modernización, Eficiencia,Transparencia y Lucha Contra la Corrupción. La principale istituzione governativa per le inchieste e la persecuzione dei casi di corruzione è l’ufficio del procuratore generale, ma il congresso gioca un ruolo investigativo importante in casi in cui alti funzionari del governo siano coinvolti.

 

LIBERTA’ DI ESPRESSIONE

 

La libertà di parola e di stampa è riconosciuta per legge e le autorità, in generale, rispettano tale diritto. Tuttavia, violenze, intimidazioni  e denunce per diffamazione sono utilizzate per inibire la stampa. Il governo spesso influenza i mezzi di comunicazione, in parte tramite la gestione di fondi da allocare a spot pubblicitari. I mezzi di comunicazione indipendenti comunque esprimono un’ampia varietà di punti di vista senza restrizioni.

 

Nel corso del 2013 si sono registrati 122 casi di violenze e intimidazioni contro i giornalisti, in diminuzione rispetto ai 158 del 2012. Il livello di violenza ha continuato comunque a rimanere elevato. Ad esempio, nel maggio 2013, alcune persone armate, rimaste non identificate, hanno aperto il fuoco contro Ricardo Calderón, un giornalista investigativo di primo piano, che aveva appena pubblicato sulla rivista Semana un articolo su come membri dell’esercito condannati per atrocità godessero di stravaganti privilegi all’interno del centro di  detenzione militare di Tolemaida.  Calderón è riuscito a sfuggire all’aggressione senza riportare ferite.

 

Nell’agosto 2014, il giornalista Luis Carlos Cervantes, direttore di una stazione radiofonica di Antioquia, è invece stato assassinato a colpi di arma da fuoco da tre uomini armati rimasti non identificati, mentre si recava a prendere il figlio a scuola. L’uomo era minacciato di morte da anni e gli era stata prima concessa e poi ritirata la protezione del governo. 

 

L’Escuela Nacional Sindical (ENS), l’associazione leader in Colombia per il monitoraggio dei diritti umani, ha continuato a riferire anche di uccisioni di sindacalisti, sebbene il numero di casi sia diminuito nel 2013 rispetto agli anni passati. Le minacce ai sindacalisti continuano ad essere molto diffuse nel paese. Il ministero degli interni ha continuato a promuovere un programma di protezione che copre migliaia di membri a rischio all’interno di gruppi vulnerabili, compresi i difensori dei diritti umani, i giornalisti, i sindacalisti e individui che rivendicano la restituzione di terre.