Rispetto dei diritti umani

LIBERTA’ POLITICHE E ASSOCIATIVE

 

I)          Libertà di scegliere il proprio governo

 

L’Unione delle Comore è un paese composto da tre isole, Grande Comore, Anjouan e Moheli. Sebbene dall’ acquisizione dell’indipendenza, avvenuta nel 1975, le Comore detengano il record mondiale dei tentativi di colpo di stato, oltre venti, il paese ha conosciuto negli ultimi anni una certa stabilità.

L’attuale presidente, in carica dal maggio 2011, è stato eletto con elezioni giudicate libere e corrette dagli osservatori internazionali, malgrado la presenza di alcune lacune organizzative. Nell’aprile 2013 le forze di sicurezza del paese hanno sventato un tentativo di colpo di stato e arrestato sedici presunti responsabili. Le autorità civili continuano a mantenere un efficace controllo sulle forze di sicurezza e non si sono registrati abusi sui diritti umani nel paese.

 

II)         Libertà di riunione e di associazione

 

Le autorità delle Comore rispettano il diritto di riunione e associazione, come sancito dalla costituzione e dalle altre leggi del paese.

 

GIUSTIZIA E OPERATO DEGLI APPARATI DI SICUREZZA

 

I)              Uccisioni arbitrarie / arresti, detenzioni sequestri e sparizioni politicamente motivati / torture e altri trattamenti degradanti perpetrati da parte degli apparati di sicurezza

 

Nel paese non si registrano casi di uccisioni arbitrarie di qualsiasi tipo, o sequestri e sparizioni motivati da ragioni politiche. Sebbene la costituzione e le altre leggi del paese lo vietino, si sospetta che casi di tortura e maltrattamento di detenuti potrebbero avere luogo nel paese, ma mancano denunce documentate in merito.

 

II)            Arresti e detenzioni arbitrarie, funzionamento dell’apparato giudiziario

 

Le leggi del paese richiedono l’emissione di mandati per l’arresto di persone sospettate di avere compiuto reati. Lo stato di fermo può durare per ventiquattro ore, passate le quali le forze di polizia devono ottenere un’autorizzazione da parte di un magistrato o liberare il detenuto. Tali procedure non sono però sempre rispettate nella pratica.  Il magistrato informa il detenuto dei suoi diritti, compreso il diritto a essere rappresentato legalmente da un avvocato.

La legge stabilisce che il detenuto abbia diritto a una rapida valutazione sulla legalità della sua detenzione e ad essere informato delle accuse nei suoi confronti. Tuttavia tali diritti non sono sempre rispettati. Nella pratica, inoltre, ad alcuni detenuti non viene data la possibilità di stabilire rapidi contatti con le loro famiglie e avvocati. Raramente le autorità forniscono avvocati d’ufficio alle persone indigenti. Le disposizioni normative di procedura penale derivanti dal periodo coloniale francese non sono sempre seguite dalle autorità per i reati più gravi e di alto profilo, come ad esempio durante l’arresto e la detenzione, attuata dalle autorità militari, dei presunti sedici autori del colpo di stato, prima di consegnarli alle autorità civili. 

 

III)           Condizioni di vita della popolazione carceraria

 

Le condizioni dei detenuti nelle carceri del paese sono precarie, a causa dell’insufficiente quantità di cibo che viene fornita loro, la scarsa igiene, il sovraffollamento delle celle e l’inadeguatezza dei servizi medici. Nel corso dell’anno non si sono comunque registrati decessi di detenuti nelle prigioni del paese.

Non si registrano altre violazioni dei diritti umani di una certa importanza nel paese.

 

IV)           Lotta alla corruzione nel settore pubblico

 

I reati di concussione continuano a essere pervasivi a ogni livello nella pubblica  amministrazione e la loro impunità rappresenta un problema ancora irrisolto. Numerosi casi di corruzione sono presenti anche nelle forze di polizia. Tangenti vengono pagate dai cittadini per evadere regole doganali, evitare arresti e falsificare rapporti. Si sono registrati casi di poliziotti che hanno pagato tangenti per ricevere promozioni. Nel corso del 2013, le autorità hanno investigato ottanta casi di corruzione, perseguendone quindici. Un funzionario è stato condannato a sei mesi di prigione per concussione.

 

LIBERTA' DI ESPRESSIONE

 

La costituzione sancisce la libertà di stampa, ma occasionalmente il governo critica la stampa e cerca di intimorire i giornalisti che  scrivono articoli controversi. Nel settembre 2013, una stazione radio privata che trasmetteva programmi sugli abusi e la corruzione nel settore pubblico è stata data alle fiamme da persone rimaste non identificate. Un’indagine della polizia risulta attualmente in corso.