Rischio espropri e protezione degli investimenti

Il governo eritreo continua a mantenere un’economia in larghissima parte controllata centralmente dallo stato, con la presenza di imprese pubbliche dominanti su quelle private e con molte industrie chiave controllate direttamente dal partito al potere o dalle forze armate. Negli ultimi tempi, il governo eritreo ha iniziato a incoraggiare alcuni investimenti esteri all'interno del paese, volti soprattutto ad attrarre capitali dalla diaspora eritrea, ponendo termine ad un periodo durato diversi anni di isolamento autoimposto e autarchia.

 

Il governo dell'Eritrea ha storicamente promosso all’interno del paese una politica molto poco favorevole agli investimenti privati, compresi quelli esteri. In generale, tra i molteplici rischi che gli investitori devono sostenere per operare nel paese, vi sono quelli relativi agli espropri da parte del governo etiope; quelli relativi alla presenza di un quadro giuridico e giudiziario poco chiaro e trasparente; la mancanza di un meccanismo di arbitrato per la risoluzione delle dispute sugli investimenti stessi;  i limiti al cambio e al possesso di valuta estera; e l'impossibilità di rimessa all’estero degli utili di impresa generati nel paese . Oltre a questi, altri rischi comprendono gli alti prezzi del carburante e le incostanti forniture di elettricità e acqua. 

 

Il governo eritreo ha una ricca storia di espropriazioni di imprese redditizie senza preavviso, spiegazioni o compensazioni, o possibilità di concedere ricorsi alle parti espropriate. Ad esempio, nell'ottobre 2008, il governo eritreo ha improvvisamente interrotto un contratto con l'Intercontinental Hotel Corporation (IHG) relativo alla gestione da parte dell’IHG di un hotel di proprietà statale ad Asmara. L'hotel è stato in seguito riaperto e gestito direttamente dallo stato. Questo è avvenuto nonostante nel paese non esistano leggi che le permettano una simile azione, a parte il diritto di esproprio da parte dello stato per l'interesse pubblico. l'esproprio della gestione dell'hotel è sorta quindi da una interpretazione “liberale” del concetto di esproprio per pubblica utilità da parte del governo etiope.

 

In generale, in linea teorica, l'articolo 13 del proclama sugli investimenti n° 59/1994 fa obbligo allo stato di compensare in modo equo e totale gli investitori a cui lo stesso abbia negato diritti di proprietà. Nella pratica però, le compensazioni da parte del governo, in qualsiasi circostanza, vengono raramente pagate. In ogni caso l'Eritrea non possiede un vero e proprio, meccanismo indipendente di soluzione delle dispute sugli investimenti, sebbene nel paese esistano numerose leggi che prescrivano la soluzione giudiziale delle dispute sugli investimenti. Ad esempio, l'articolo 15 del proclama sugli investimenti n° 59/1994 fornisce un quadro di risoluzione dei conflitti e dispone che lo stato eritreo  faccia entrare in forza trattati bilaterali o multilaterali sulla protezione degli investimenti. Tuttavia, l'Eritrea non ha né firmato e né ratificato la convenzione di New York del 1958 e non risulta membro dell'ICSID.) e non risulta allo stato attuale casi in cui il governo eritreo abbia accettato il meccanismo di arbitrato internazionale per risolvere dispute sugli investimenti.

Infine, gli Investitori esteri riferiscono di subire trattamenti discriminatori nei tribunali locali e di ricevere servizi giudiziari insufficienti rispetto a quelli ricevuti dai cittadini eritrei. L'Eritrea fa parte della Multilateral Investment Guarantee Agency (MIGA).