Rischio espropri e protezione degli investimenti

Le leggi sugli investimenti del Gabon non sono discriminatorie nei confronti degli investimenti esteri. Tuttavia, secondo le normative locali, gli investimenti espropriati devono essere indennizzati per un ammontare determinato da una parte terza. Negli ultimi anni, si registrano alcune iniziative del governo del Gabon che hanno portato alla revisione, al non rinnovo o al ritiro di alcune licenze minerarie nel paese. 

 

Ad esempio, si registra il caso di un’impresa cinese (CMEC) a cui è stato bloccato un controverso permesso minerario per lo sfruttamento delle miniere di rame di Belinga, concesso dal governo del Gabon nel 2006, a causa di diversi problemi ambientali, di trasparenza gestionale  e di carenza di performance da parte dell’azienda concessionaria. Il governo gabonese sta attualmente preparando una valutazione. Non appena questa sarà ultimata, il governo si è dichiarato eventualmente pronto a strappare, in tutto o in parte, la concessione alla CMEC e a scegliere nuovi partner.  La CMEC ha cercato assistenza legale.    

 

Durante il 2012, il governo gabonese ha continuato a rivedere le attività delle imprese petrolifere straniere.  Queste revisioni, eseguite dalla Alex Stewart,  sono viste con ostilità da molte imprese petrolifere straniere, tra le quali  Perenco, Maurel & Prom e Total. In alcuni casi il governo si è rifiutato di rinnovare il permesso di sfruttamento.

 

Sempre nel 2012, l’impresa cinese Addax ha perso i suoi diritti su Obangue field, una delle concessioni più grandi. Il governo del Gabon ha inoltre chiesto all’azienda un pagamento di 250 milioni di dollari USA, mentre questa si è detta disposta a concederne solo 100.000 e ha risposto cercando assistenza legale. 

 

In generale, in caso di esproprio, occorre tenere presente che la maggior parte delle dispute in Gabon vengono risolte al di fuori del sistema di arbitrato. I contenziosi di natura commerciale sono gestiti da tribunali in conformità con l’Organization for Business Law Harmonization in Africa (OHADA). Tuttavia, le leggi non sono applicate con costanza e i ritardi nei processi sono frequenti. Inoltre, la mancanza di trasparenza nei processi amministrativi e i lunghi ritardi burocratici, spesso senza spiegazioni, sollevano dubbi sul giusto trattamento e il rispetto dei contratti nel paese.

 

Le sentenze emesse all’estero e le decisioni arbitrali internazionali sono in teoria accettate, ma la loro applicazione risulta difficile. Sebbene il Gabon sia membro dell’International Center for the Settlement of Investment Disputes (ICSID) e parte della Convention on the Recognition and Enforcement of Foreign Arbitral Awards (CREFAA), non ha adottato internamente alcuna legislazione per applicare tali strumenti. Il Gabon è anche parte dell’organizzazione mondiale del commercio (OMC), della Multilateral Investment Guarantee Agency (MIGA) e della OHADA. Qust’ultima, in particolare, costituita per risolvere conflitti relativi all’implementazione del diritto commerciale, stabilisce la creazione della International Court of Justice and Arbitration (CCJA) comune ai sedici paesi membri, tutti dell’Africa centrale e occidentale. 

 

Nel paese non si registra alcuna presenza di vincoli o limiti al rimpatrio di utili d'impresa o capitali. Gli investitori esteri possono aprire conti correnti in valuta locale,  il franco dell’Africa centrale CFA, dollari USA o Euro. Non ci sono difficoltà nell’ottenere valuta estera. In base alla legge del Gabon, per i trasferimenti di importi superiori a un milione di franchi CFA (2.300 dollari USA), occorre presentare documentazione e giustificare il trasferimento. I trasferimenti all’interno dell’area CEMAC, Central African Economic and Monetary Community, sono invece liberi, e non richiedono la presentazione di documentazione o giustificazioni.