Rischio espropri e protezione degli investimenti

Il governo del Gambia ha una politica aperta verso gli investimenti esteri e mantiene restrizioni solo in alcune aree considerate sensibili, quali le operazioni di cambio, le trasmissioni radiotelevisive e la difesa. Questi ultimi due settori sono peraltro preclusi anche alle imprese locali. Nel paese non esiste una distinzione giuridica tra imprese straniere e imprese nazionali e gli investitori, prima di effettuare i loro investimenti, non hanno l’obbligo di sottoporsi ad alcuno screening.


Il sistema giudiziario garantisce il diritto scaturente dai contratti, senza alcuna discriminazione contro gli investitori esteri e le leggi del Gambia contengono disposizioni che proteggono la proprietà privata e il rispetto dei contratti. La costituzione del 1997 fornisce il quadro legale per la protezione della proprietà privata e stabilisce la possibilità di esproprio da parte dello stato solo per motivi di pubblica utilità (difesa, sicurezza e salute pubblica, ordine pubblico, moralità pubblica, etc.). Sia la costituzione che la legge per l’acquisizione obbligatoria stabiliscono indennizzi adeguati e tempestivi  per gli individui e le imprese espropriati. Tali disposizioni sono in generale rispettate e non si ha notizia di soggetti espropriati senza adeguati indennizzi. 


Per quanto riguarda gli espropri o atti equivalenti di patrimoni produttivi appartenenti a investitori stranieri, risultano un paio di casi, uno dei quali riguarda alcuni investimenti del governo libico nel paese e un altro le attività di un’impresa mineraria canadese. In entrambi i casi, però, le azioni del governo del Gambia sono parse giustificate e gli espropri avrebbero avuto luogo tramite procedure legali, nel rispetto dei diritti delle parti.


Tuttavia, nell’aprile 2011, il governo ha annunciato di avere acquisito il controllo di tutto il patrimonio libico nel paese, consistente, tra le altre cose, in alcuni alberghi e parchi divertimento. Nel maggio 2011, la corte suprema ha stabilito che il governo aveva il diritto di prendere il controllo dei patrimoni, finché non fosse emerso in Libia un governo legittimo, riconosciuto dalle Nazioni Unite.


Nel febbraio 2008, il governo del Gambia ha annunciato di avere ritirato una concessione alla Carnegie Minerals (Gambia) Ltd., una compagnia mineraria australiana. La decisione di ritirare la concessione sarebbe seguita al rifiuto dell’azienda di fornire informazioni sul tipo e la quantità di minerali estratti e sul valore delle quantità già esportate. Nel gennaio 2014, un tribunale penale speciale di Banjul ha condannato l’impresa e il suo direttore al pagamento di una multa di 200 milioni di dollari USA, con diritto da parte dello stato, in caso di mancato pagamento, di rivalersi sui macchinari e i patrimoni dell’impresa.  La decisione del governo e la sentenza del tribunale appaiono, però, controversi, anche perché l’azienda australiana, sin dal 2008 aveva sottoposto  la disputa ad arbitrato internazionale (ICSID), ancora in corso.   


Inoltre, nel gennaio 2014, il governo ha ritirato all’AP Gambia Ltd. (un’impresa australiana) una licenza per l’esplorazione dei blocchi A1 e A4 (tratti di mare designati all’esplorazione e estrazione di idrocarburi), accusandola di violare le leggi sul petrolio del paese. Il governo ha giustificato la sua decisone  con il fatto  che l’ impresa avrebbe detenuto le licenze solo per motivi speculativi, cosa ritenuta contraria alle leggi che regolano il settore petrolifero  nel paese. La ragione dell’esproprio risiederebbe nell’insoddisfazione delle autorità per la lentezza con cui l’impresa stava portando avanti la fase di esplorazione e per i ritardi nell’inizio della produzione. L’impresa ha sottoposto il caso ad arbitrato internazionale, tramite l’ICSID.


La legge per la promozione delle esportazioni e degli investimenti  del 2010 e il corpus giuridico del Gambia forniscono i meccanismi e il quadro legale per la soluzione di contenziosi, sia tramite negoziato che arbitrato.  Esiste una legge che riconosce e applica le sentenze emanate da tribunali stranieri e nei rari casi in cui le dispute coinvolgono soggetti internazionali, il governo si è dimostrato aperto al negoziato e ha storicamente accettato l’arbitrato internazionale. Il Gambia è membro dell’International Center for the Settlement of Investment Disputes (ICSID) e della Multilateral Investment Guarantee Agency (MIGA).


Nel paese non si registra alcuna presenza di vincoli o limiti al rimpatrio di utili d'impresa o capitali. La moneta locale, il dalasi, è liberamente commerciata e quotata sui mercati. La banca centrale del Gambia ha eliminato i controlli diretti sui cambi.