Violazioni dei diritti umani

LIBERTA’ POLITICHE E ASSOCIATIVE

 

I)               Libertà di scegliere il proprio governo

 

Il presidente John Atta Mills, il candidato del New Democratic Congress (NDC) è stato eletto per il suo secondo mandato nel dicembre 2012, con il 50,70% dei voti, battendo di stretta misura Nana Akufo Addo, il candidato del New Patriotic Party (NPP), il principale partito dell’opposizione, che si è fermato al 47,74%. Alle concomitanti elezioni per il rinnovo del parlamento unicamerale del paese, l’NPP è uscito come il partito più votato, con il 47,51% dei voti, mentre l’NDC ne ha ottenuti il 46,41%. Tuttavia, in base al meccanismo elettorale del paese, l’NPP ha ottenuto solo 123 seggi in parlamento, contro i 148 dell’NDC, il quale ha potuto conquistare così la maggioranza assoluta. Le elezioni sono state giudicate libere e  corrette dagli osservatori internazionali, ma contestate dal New Patriotic Party (NPP).   Le elezioni del dicembre 2012 sono state le prime in cui i votanti hanno potuto essere riconosciuti con documenti d’identità contenenti i dati biometrici, riducendo così il rischio di votazioni multiple. 

 

II)         Libertà di riunione e di associazione

 

Le autorità continuano a rispettare la libertà di riunione e associazione nel paese.

 

GIUSTIZIA E OPERATO DEGLI APPARATI DI SICUREZZA

 

I)              Uccisioni arbitrarie / arresti, detenzioni sequestri e sparizioni politicamente motivati / torture e altri trattamenti degradanti perpetrati da parte degli apparati di sicurezza


Nel paese non si riscontrano casi di violenze di alcun tipo ai danni di membri dei partiti dell’opposizione. Tuttavia, ci sono resoconti di abusi perpetrati dalle forze di polizia, principalmente ai danni di individui sospettati di avere compiuto reati e detenuti. Secondo la Commission on Human Rights and Administrative Justice (CHRAJ), l’uso delle percosse ai danni di sospetti e altri è diffuso in tutto il paese, ma non è tuttavia ufficialmente rilevato poiché le vittime sono riluttanti a sporgere denuncia. In caso di denuncia, la polizia di solito nega l’accaduto o si giustifica asserendo una presunta proporzionalità nell’uso della forza. Solo in alcuni casi eclatanti la polizia promuove inchieste. Ad esempio, nel giugno 2013, l’Ispettore generale della polizia Mohammed Ahmed Alhassan ha ordinato al Police Intelligence and Professional Standards Bureau (PIPS) di investigare su un caso di violenza da parte delle forze di polizia riguardante il pestaggio di una ventina di guardie terriere, nel contesto di una disputa a Cantonments, vicino ad Accra.

 

II)            Arresti e detenzioni arbitrarie, funzionamento dell’apparato giudiziario


Le leggi del paese subordinano gli arresti debbano alla presenza di un mandato emesso dalla magistratura e stabiliscono che i fermi debbano essere sottoposti a giudizio preliminare della magistratura, entro quarantotto ore dal loro inizio. Tuttavia, la polizia compie frequenti arresti senza mandato e prolunga i fermi senza accuse oltre i limiti di legge.  Le autorità, inoltre, trattengono talvolta persone sospettate di avere compiuto reati senza accuse e a tempo indeterminato, finché l’inchiesta non viene completata, facendosi rinnovare il mandato o semplicemente trattenendoli illegalmente.

La costituzione garantisce al detenuto il diritto ad essere informato delle accuse contro di lui e, se disoccupato o in stato di povertà, ad avere un avvocato d’ufficio.  Le autorità non rispettano in modo sistematico questi diritti, sebbene gli avvocati siano assegnati ai detenuti con rapidità.

Sebbene la legge stabilisca che i detenuti debbano essere processati entro un tempo ragionevole, stabilito dal tribunale, o, in caso contrario, rilasciati senza condizioni o a condizione che il detenuto si presenti alle udienze in tribunale, raramente queste disposizioni vengono osservate.

La legge riconosce inoltre il diritto al rilascio temporaneo su cauzione, ma i tribunali spesso stabiliscono cauzioni proibitive. I tribunali possono anche rifiutare il rilascio su cauzione, e decidere di detenere un accusato a tempo indeterminato, sottoponendo il caso a valutazioni settimanali. La polizia, occasionalmente, chiede tangenti ai sospetti come precondizione per il loro rilascio temporaneo su cauzione. La popolazione carceraria in attesa di giudizio rappresenta poco più del venti percento del totale.


III)           Condizioni di vita della popolazione carceraria

 

Le condizioni di vita dei detenuti negli istituti penitenziari del paese hanno continuato a rimanere estremamente dure, tali da mettere talvolta  a rischio la vita dei detenuti.  Non ci sono informazioni su decessi avvenuti nelle prigioni del paese a causa di queste condizioni, tuttavia, secondo la Commission on Human Rights and Administrative Justice (CHRAJ) le guardie carcerarie continuano a gestire i detenuti con brutalità. Le prigioni del paese sono state create adattando forti coloniali o vecchi edifici pubblici o a uso militare. Questi sono solitamente scarsamente aerati, dispongono di insufficienti servizi igienici, spazi limitati e illuminazione inadeguata. Molti prigionieri sono obbligati a dormire direttamente sul pavimento o, a turno, sui letti.  Nelle strutture è  però disponibile l’acqua potabile. 

 

Nell’ottobre 2013, le statistiche ufficiali indicavano la presenza di 14.101 detenuti nelle prigioni del paese, create originariamente per ospitarne circa un terzo. Le autorità carcerarie tengono insieme detenuti giovani e adulti, quelli condannati con quelli in attesa di giudizio, ma le donne sono separate dagli uomini. Le autorità carcerarie permettono alle associazioni per i diritti dei detenuti locali e internazionali, compreso l’International Committee of the Red Cross, accesso alle prigioni.

 

IV)           Lotta alla corruzione nel settore pubblico

 

Secondo fonti di stampa e le organizzazioni della società civile, la corruzione nel paese è frequente a tutti i livelli e in tutte le branche dello stato. Ad esempio, le forze di polizia erigono posti di blocco lungo le strade principali per estorcere denaro ai viandanti, e i magistrati  accettano tangenti per sveltire o rallentare processi o far sparire dossier nei processi .

 

Nel maggio 2013, il ministro dei giovani e degli sport ha annunciato inchieste  su denunce di dolo  presso la Ghana Youth Employment and Entrepreneurial Development  Agency (GYEEDA), la quale avrebbe ricevuto 949 milioni di cedis (o 432,3 milioni di dollari USA) dal governo tra il 2009 e il 2012. Il risultato dell’inchiesta, conosciuto come GYEEDA Report, è stato pubblicato nell’agosto 2013 e ha evidenziato la presenza di una leadership incompetente, una cattiva amministrazione degli appalti e dei contratti, e una inadeguata supervisione delle finanze del programma.

 

I mezzi di informazione continuano a criticare il governo per la presenza della corruzione nel settore pubblico. Ad esempio, in seguito ad un presunto non rispetto delle clausole contrattuali per un progetto di costruzione pubblico, un tribunale avrebbe riconosciuto ad Alfred Woyome, un finanziere vicino all’NDC, un risarcimento giudiziale eccessivo  nel 2010. Durante l’ultimo governo del presidente Mills, l’ Economic and Organized Crime Office (EOCO) ha condotto un’inchiesta su questo caso e presentato un rapporto che accusava  di corruzione e di incompetenza il governo. Woyome è stato arrestato nel febbraio 2012, accusato di associazione a delinquere, frode e corruzione di pubblico ufficiale, ma è stato successivamente rilasciato provvisoriamente dietro il versamento di una cauzione di 20 milioni di cedis  (circa 9 milioni di dollari USA). Woyome è stato arrestato nuovamente nell’agosto 2012 per nuove accuse di defraudamento tramite false pretese e di aver causato perdite finanziarie allo stato; l’uomo ha però ottenuto ancora una volta la libertà provvisoria su cauzione, pochi giorni dopo il suo arresto. Al maggio 2014, il suo caso risultava ancora in corso.

 

Nel 2012 le autorità britanniche hanno intercettato una grande quantità di cannabis e cocaina all’aeroporto di Heathrow, a bordo di due voli commerciali provenienti da Accra.

In relazione al sequestro, Il Bureau of National Investigations (BNI) ha inizialmente arrestato cinque responsabili della Narcotics Control Board (NACOB) del Ghana. Nonostante i dubbi su come un quantitativo così grande di sostanze stupefacenti avesse potuto passare i controlli aeroportuali senza che le autorità ghanesi se ne accorgessero, il BNI ha rilasciato i responsabili della NACOB, fatta salva l’emersione di nuove prove d’accusa.  Quattro altre persone implicate nello scandalo, tra i quali due addetti alla sicurezza privata dell’aeroporto e un funzionario della dogana, sono stati arrestati in relazione allo stesso sequestro.

 

LIBERTA’ DI ESPRESSIONE

 

Nel paese esistono oltre 150 testate giornalistiche e 250 stazioni radio FM, oltra a ventotto reti televisive registrate presso la National Media Commission. Le testate giornalistiche più diffuse sono quelle pubbliche, mentre la maggioranza delle reti televisive e stazioni radiofoniche sono private.  

 

Le autorità limitano talvolta il diritto alla libertà di parola e stampa, in vari modi. I tribunali continuano a multare i mezzi di informazione per la pubblicazione di presunte notizie diffamatorie riguardanti personalità di primo piano.  Ad esempio, nel luglio 2013, la corte suprema veloce di Accra ha multato per un importo pari a 90.000 cedis (circa 41.000 dollari USA) due quotidiani, il Daily Graphic (di proprietà pubblica) e il Daily Democrat (privato) per avere pubblicato nel 2009 articoli considerati diffamatori su Joe Baidoe-Ansah, parlamentare e ex ministro del commercio, industria e sviluppo del settore privato. I due articoli sostenevano che l’’ex-ministro aveva siglato un contratto a nome del governo, che aveva in seguito causato una perdita economica per lo stato. 

 

Anche le forze di polizia, occasionalmente, arrestano, detengono e perseguitano giornalisti critici verso il governo, contribuendo a favorire un clima di autocensura. Ad esempio, nel marzo 2013, due responsabili delle forze di sicurezza hanno aggredito due giornalisti mentre cercavano di fotografare il presidente durante le celebrazioni della giornata dell’indipendenza. Secondo la ricostruzione dei fatti, i soldati avrebbero schiaffeggiato ripetutamente uno dei due giornalisti, colpendo l’atro ai genitali con un dissuasore elettrico (taser). Le forze armate hanno risposto promuovendo un’indagine interna sull’incidente, al termine della quale si sono scusati per l’eccessivo uso della forza da parte dei due militari, che sono stati sospesi.

 

Nell’aprile 2014, un giornalista di Metro FM – una radio privata di Kumasi, la capitale regionale dell’Ashanti – è stato fermato e detenuto per avere fotografato agenti della polizia stradale prendere soldi da alcuni autisti di veicoli commerciali. Il giornalista è stato trattenuto in custodia per due ore e le immagini scattate con il suo iPad sono state cancellate.