Conflitti e rischio terroristico

Negli ultimi anni, Gibuti ha aumentato la sua importanza strategica nell’area mediorientale, grazie all’aumento della rilevanza del Corno d’Africa come luogo di passaggio delle principali rotte marittime commerciali internazionali e, in particolare, delle risorse petrolifere estratte nel Medio Oriente.

 

Gibuti è divenuto negli ultimi anni un paese chiave per il contrasto dalla pirateria. Dopo l’11 di settembre 2001, ha anche acquisito una grande importanza nella lotta al terrorismo di matrice islamica nel Corno d’Africa, punto di intersezione del terrorismo jihadista tra l’Africa, il Medio Oriente e l’Asia. Il paese ospita basi militari per una molteplicità di forze armate internazionali, in particolare degli Stati Uniti, della Francia, del Giappone e dell’Italia, ma anche di altri paesi della Nato e dell’Unione Europea. Dalle basi operative nel territorio di Gibuti questi paesi compiono un’ampia varietà di missioni in Medio Oriente, Yemen, Somalia, Sud Sudan, Sudan, Kenya e Etiopia. Insieme ai diritti di transito provenienti dal porto commerciale di Gibuti, l’affitto dei terreni per le basi militari straniere è ormai divenuto una delle attività economiche più importanti. La presenza delle basi straniere a Gibuti lo ha trasformato in una base avanzata per la lotta al terrorismo  e alla pirateria internazionali, esponendolo ad un elevato rischio di attacchi terroristici.

 

Per quanto riguarda i rischi di conflitto interstatale, tra il 10 e il 13 giugno 2008, Gibuti è stata coinvolta in un breve e limitato conflitto armato con la vicina Eritrea, per una disputa di confine sulla regione di Ras Dumeira. L’accresciuta presenza militare occidentale nel paese e  il fatto che Eritrea e Gibuti non si siano più confrontati militarmente da allora fanno considerare, però, assai basso il rischio di un conflitto tra i due paesi. 

 

Non si registra nel paese la presenza di gruppi di opposizione armata.