Rischio espropri e protezione degli investimenti

Sulla carta il paese ha una politica favorevole agli investimenti e non risulta che  il governo abbia mai attuato espropri o nazionalizzazioni. Il livello di rispetto della legge nel paese è, però, estremamente basso e quello di corruzione nel settore pubblico estremamente elevato.  Il potere giudiziario è fortemente influenzato dal governo o individui legati alla famiglia del presidente.  La maggior parte degli investimenti nel paese è negoziata a livello individuale con i ministri competenti del governo e gli investimenti possono essere effettuati solo in partnership con le autorità governative.


In caso di contenziosi che riguardano uomini d’affari legati al regime o il governo, un equo accordo può essere difficile da ottenere per vie legali, per via della scarsa professionalità e della corruzione nel sistema giudiziario.  In caso di contenziosi con il governo, occorre tenere presente che le autorità non applicano in modo affidabile e continuo le decisioni dei tribunali. Normalmente questi contenziosi devono essere gestiti in comunicazione diretta con i ministeri competenti. Si sono documentati diversi casi di uomini d’affari stranieri coinvolti in contenziosi economici e arrestati e imprigionati arbitrariamente dalle autorità. 


La Guinea Equatoriale è membro della Multilateral Investment Guarantee Agency (MIGA) ed è parte dell’Organisation pour l'Harmonisation en Afrique du Droit des Affaires (OHADA), ma non riconosce alcuna convenzione o strumento di arbitrato internazionale.

I trasferimenti di denaro verso l’estero risultano estremamente difficili.  La moneta locale, il franco dell’Africa centrale  è comunque stabile e convertibile. L’ economia è basata sul contante e le transazioni elettroniche sono poco usate.