Violazioni dei diritti umani

LIBERTA’ POLITICHE E ASSOCIATIVE

 

I)          Libertà di scegliere il proprio governo

 

La Guinea Equatoriale è afflitta da una diffusa povertà e da una dura repressione da parte del presidente-dittatore Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, al potere dal colpo di stato del 1979. Le enormi entrate economiche provenienti dall’estrazione del petrolio alimentano uno sfarzoso stile di vita del presidente, della sua famiglia e di una piccola élite che lo circonda; e generano politiche oppressive, corruzione e una cattiva gestione dei fondi pubblici. 

 

Durante le elezioni legislative del maggio 2013, il governo si è reso responsabile di numerosi abusi finalizzati a neutralizzare l’opposizione, come il blocco di proteste organizzate da oppositori politici e l’arresto degli organizzatori. Il partito al governo ha inoltre influenzato il processo elettorale e limitato la possibilità che venisse monitorato da osservatori internazionali.Solo due partiti politici hanno presentato candidati, mentre altri 10 si sono allineati al partito al potere, che ha il completo controllo degli apparati dello stato e dei mezzi di comunicazione.

 

Almeno dieci attivisti sono stati arrestati durante il periodo elettorale, dopo aver richiesto di tenere manifestazioni pubbliche per chiedere riforme del governo e per protestare  contro la decisone del governo di negare il riconoscimento al Partido Democrático de la Justicia Social. Le fondatrici del partito sono state arrestate il 13 maggio e rilasciate solo tre settimane dopo, a elezioni concluse. Una di loro è stata però in seguito detenuta di nuovo senza accuse e rilasciata solo nell’ottobre dello stesso anno. Sempre in relazione alle proteste anti-governative durante il periodo elettorale anche il leader dell’ Unión Popular, Jerónimo Ndong, è stato arrestato e trattenuto in custodia cautelare per alcuni giorni, così come Salvador Bibang Ela, leader della Convergencia Social Democrática Popular (CPDS).

 

Nel giugno 2013, le forze di sicurezza hanno arrestato molti leader del partito CPSD, per bloccare una manifestazione contro le presunte frodi avvenute durante le elezioni legislative, che non era stata autorizzata.

 

Il governo formato dopo le elezioni ha continuato a mantenere un sistema che garantisce al presidente Obiang un potere assoluto nel paese. Il presidente ha nominato il suo “discusso” figlio Teodorín come suo possibile successore e “secondo” vice presidente del paese, una carica non prevista dalla costituzione, e  lo ha scelto per ricoprire uno dei quindici seggi a nomina presidenziale in  parlamento.

 

II)         Libertà di riunione e di associazione

 

Il presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo e il suo clan  governano con pugno di ferro, reprimendo con la violenza qualsiasi dissenso e negando il diritto di riunione e associazione in tutto il paese. Le autorità impongono condizioni estremamente restrittive per la registrazione di associazioni indipendenti per i diritti. I pochi attivisti presenti nel paese sono sottoposti a intimidazioni, persecuzioni e ritorsioni da parte del governo. 

 

Solo due partiti politici indipendenti hanno partecipato alle elezioni legislative del Maggio 2013, mentre altri dieci si sono allineati con il partito al potere. Il partito del presidente può beneficiare dei vantaggi offerti dal suo controllo monopolistico del potere, dei finanziamenti e dei mezzi d’informazione. Le richieste dei partiti dell’opposizione di tenere raduni e dimostrazioni pacifiche sono sistematicamente rifiutate dalle autorità.

 

Il governo della Guinea Equatoriale ha continuato a mantenere alta la pressione sull’isola di Bioko.  Il 22 settembre 2013 le forze di sicurezza hanno deportato in Spagna  il coordinatore del Movimiento para la autodeterminación de la Isla de Bioko, Weja Chicampo, arrestato all’aeroporto di Malabo mentre rientrava da una visita in quel paese, dove aveva precedentemente vissuto in esilio.

 

GIUSTIZIA E OPERATO DEGLI APPARATI DI SICUREZZA

 

I)              Uccisioni arbitrarie / arresti, detenzioni sequestri e sparizioni politicamente motivati / torture e altri trattamenti degradanti perpetrati da parte degli apparati di sicurezza


I processi giudiziari in Guinea Equatoriale non rispettano sistematicamente gli standard di correttezza e i maltrattamenti nelle prigioni sono la norma. Molti detenuti vengono trattenuti a tempo indefinito senza accuse, alcuni in prigioni segrete, e sono soggetti a torture. Il presidente Obiang esercita un completo controllo sul potere giudiziario, in qualità di “Magistrato capo” dell’organo di supervisione giudiziaria, di cui nomina i membri. 

 

Le autorità continuato ad arrestare arbitrariamente anche immigranti irregolari e uomini d’affari, questi ultimi per contenziosi economici. Il potere giudiziario è utilizzato per intimorire e punire coloro che sono considerati sleali verso il potere. Emblematico in tal senso è il caso di Roberto Berardi, un socio in affari del figlio del presidente, Teodorín, condannato a due anni e mezzo di carcere per frode finanziaria, nel luglio 2013, in un processo in cui la famiglia del condannato sostiene non essere stata presentata alcuna prova di colpevolezza a suo carico. Secondo la famiglia, l’arresto dell’imprenditore italiano è giunto dopo che questi aveva chiesto conto a Teodorín di un trasferimento bancario sospetto dall’impresa che gestivano congiuntamente a un conto corrente negli USA. La famiglia ha denunciato anche che l’uomo è stato tenuto in detenzione segreta per parecchie settimane e sottoposto a tortura. Solo dopo forti pressioni internazionali, nell’aprile 2014, il presidente ha concesso la grazia al Berardi, promettendone il rilascio.

 

II)            Arresti e detenzioni arbitrarie, funzionamento dell’apparato giudiziario

 

In teoria, la costituzione del paese garantirebbe che le persone sospettate di avere compiuto un reato possano essere arrestate solo dietro mandato emesso dall’autorità giudiziaria, salvo i casi di flagranza di reato. Tuttavia, le forze di sicurezza del paese spesso operano arresti senza mandato. La persona fermata ha il diritto a un esame preliminare del caso per stabilire la legalità della sua detenzione, entro settantadue ore, fine settimana e giorni festivi esclusi, ma le detenzioni sono spesso più lunghe e a volte possono durare anche mesi. L’associazione degli avvocati fornisce avvocati d’ufficio a richiesta e esiste anche un sistema di libertà provvisoria per i detenuti in attesa di giudizio. Tuttavia, la maggior parte dei detenuti non viene informata di queste possibilità.

 

III)           Condizioni di vita della popolazione carceraria


Le condizioni di detenzione nelle 12 prigioni del paese hanno continuato ad essere estremamente dure e tali da mettere a rischio la stessa vita dei detenuti. Le strutture sono sovraffollate, poco ventilate, male illuminate, con servizi sanitari carenti, sporche e prive di materassi. Sebbene non esistano statistiche di nessun tipo sulla popolazione carceraria del paese, si stima che questa ammonti a circa un migliaio di individui. Non ci sono informazioni sulla percentuale di detenuti minorenni. Donne e minori, dei quali non si conosce il numero, vengono tenuti insieme agli uomini e  ci sono informazioni di stupri e altri abusi sessuali ai loro danni. I detenuti in attesa di giudizio sono tenuti insieme a quelli già condannati. Sono diffuse malattie quali l’HIV e la malaria. Le autorità forniscono cure mediche solo a un numero ridotto di persone. Ai detenuti viene fornito un  vitto insufficiente e di scarsa qualità. Le famiglie spesso suppliscono a questa carenza portando cibo ai detenuti.  Alcune prigioni sono ubicate all’interno di basi militari, gestite da personale civile, ma sorvegliate da militari.


IV)           Lotta alla corruzione nel settore pubblico

 

Mentre le enormi entrate dal settore petrolifero finanziano lo sfarzoso stile di vita del presidente e di una ristretta cerchia di parenti e collaboratori, una corruzione sistemica continua a flagellare il paese, caratterizzato da una povertà diffusa.  

 

Nel paese persistono una cattiva gestione di fondi pubblici e la corruzione ad alto livello, favorite da un contesto di impunità. Il presidente Obiang e il parlamento difendono con forza il figlio del presidente dalle accuse di corruzione e riciclaggio di denaro, oggetto di investigazioni in Francia e Stati Uniti.

 

Le autorità continuato ad arrestare arbitrariamente uomini d’affari per contenziosi economici (vedere il caso di Roberto Berardi nella sottosezione I).

 

LIBERTA’ DI ESPRESSIONE

 

Sebbene la costituzione e le altre leggi del paese garantiscano la libertà di parola e di stampa, queste forniscono alle autorità anche ampi poteri per limitare le attività dei mezzi d’informazione. In questo contesto, i  mezzi di informazione rimangono deboli e sottoposti al controllo o all’influenza del governo. I pochi mezzi privati del paese sono normalmente di proprietà di persone vicine al presidente, mentre i giornalisti, sottoposti a sorveglianza e minacce da parte delle autorità, praticano l’autocensura.

  

In generale, i cittadini non possono criticare il presidente, la sua famiglia o altri importanti funzionari dello stato o delle forze di sicurezza, senza incorrere in ritorsioni. Nel paese opera in maniera discontinua una testata giornalistica parzialmente indipendente. Tuttavia la diffusione di quotidiani e riviste è estremamente limitata e ostacolata dal governo. I giornalisti stranieri devono essere accreditati presso il ministero dell’informazione e le autorità ostacolano gli spostamenti dei i pochi giornalisti che visitano il paese. Le agenzie di notizie internazionali non hanno corrispondenti regolari nel paese e agenti del governo seguono e sorvegliano gli stringer locali che lavorano per i mezzi d’informazione stranieri.   

 

Il governo ha il monopolio dei servizi radiofonici e televisivi del paese, tramite la RTVGE.  Il presidente possiede il solo mezzo di informazione televisivo privato del paese. La televisione via satellite è disponibile, compreso il canale televisivo in lingua francese Africa24, il quale occasionalmente critica il governo della Guinea Equatoriale.

 

Le leggi permettono alle autorità di censurare la stampa e stabiliscono sanzioni penali, civili e amministrative in caso di violazioni. L’unico quotidiano indipendente del paese continua a praticare l’autocensura e non critica apertamente il governo.

 

L’unica struttura tipografica disponibile nel paese per la stampa è ubicata all’interno del ministero dell’informazione, cosa che permette al governo di controllare direttamente e censurare il materiale stampato.

 

Durante il 2013, il conduttore di un programma radiofonico nazionale è stato licenziato e il programma cancellato dopo che questi aveva criticato un alto funzionario di governo.