Rischio espropri e protezione degli investimenti

La legislazione sugli investimenti del Kenya è modellata su quella britannica. Le espropriazioni di proprietà private possono essere attuate solo per ragioni di sicurezza o di pubblica utilità. Tuttavia, non risulta che negli ultimi dieci anni il paese abbia effettuato espropriazioni di patrimoni produttivi o adottato misure equivalenti ai danni di proprietà di cittadini stranieri o multinazionali estere, né sembra avere attualmente in atto programmi che prevedano l'esproprio totale o parziale di patrimoni produttivi stranieri.

 

Anche il sistema giudiziario è modellato su quello britannico. La maggior parte dei contenziosi legali nel paese vengono giudicati dai tribunali locali, sebbene si stiano diffondendo l’arbitrato e i sistemi alternavi di soluzione dei contenziosi commerciali, regolati dalla legge sull’arbitrato. Il sistema giudiziario keniano sta attraversando un momento di profondi cambiamenti, che dovrebbero promuoverne l’efficienza e l’integrità. Tuttavia, corruzione e inefficienze al suo interno sono ancora un problema.

 

Il Kenya è membro dell’International Center for the Settlement of Investment Disputes (ICSID),  ha ratificato la Convention on the Recognition and Enforcement of Foreign Arbitral Awards (CREFAA) ed è,membro della Multilateral Investment Guarantee Agency (MIGA).

 

Il Kenya ha una economia aperta e una valuta pienamente convertibile. La legge sulla protezione degli investimenti garantisce il rimpatrio dei capitali e le rimesse dei dividendi sugli utili e il pagamento di interessi agli investitori esteri. Il paese non pone alcuna limitazione alla conversione e al trasferimento di fondi associati agli investimenti. Tuttavia le filiali di imprese straniere sono sottoposte ad un regime di tassazione degli utili pari al 37,5%, più elevato rispetto alle imprese nazionali.