Rischio espropri e protezione degli investimenti

Il Laos ha una politica aperta verso gli investimenti, sia locali sia esteri. La legge sulla promozione degli investimenti del 2010 ha introdotto requisiti per la registrazione e incentivi fiscali applicabili sia alle imprese locali che internazionali. Agli investitori stranieri è permesso investire in ogni settore, ad eccezione di quelli che possono avere un impatto negativo sulla la sicurezza nazionale, sulla salute, sulle tradizioni nazionali o sull’ambiente naturale.

Formalmente non ci sono limitazioni sulla quota di possesso delle attività acquisibili da investitori stranieri. In pratica, però, molte imprese operano in collaborazione con partner locali. Le imprese coinvolte in grandi progetti, soprattutto nel settore minerario e dell’energia idroelettrica, spesso  scelgono, o sono obbligate a farlo, di concedere  una proprietà parziale al governo, spesso finanziandosi con prestiti di istituzioni multilaterali.


Il sistema giudiziario laotiano non è indipendente. La normativa sui contratti è carente in molte importanti aree. Il rispetto dei contratti è garantito in linea di principio, ma nella pratica questi sono oggetto di interferenze e la loro applicazione dipende dal sostegno politico. Un contratto può essere non rispettato se si rivela svantaggioso per una delle parti o se confligge con gli interessi dello stato. Gli operatori economici stranieri nel paese descrivono il contratto in Laos come “un quadro di negoziazione” più che un accordo vincolante per le parti. Sebbene esista un tribunale commerciale, la maggioranza dei giudici che vi lavorano ha poca formazione specifica.


Nelle controversie che riguardano il ministero della pianificazione e investimenti, le imprese possono fare appello contro le decisioni del ministero solo al ministero stesso. Un’impresa che ritiene di essere tratta in modo ingiusto dal governo non dispone di strutture indipendenti a cui rivolgersi. Le leggi del Laos spesso si contraddicono. L’esistenza di un gran numero di decreti governativi, a volte non pubblicati, complica ulteriormente la situazione.

I patrimoni stranieri presenti nel Laos sono protetti per legge da espropri, confische o nazionalizzazioni, salvo quando necessari per finalità pubbliche, caso in cui sono previste compensazioni. Contro la revoca di una licenza di investimento l’impresa investitrice non può però appellarsi ad alcun ente o organo indipendente ed è tenuta ad una rapida liquidazione dei suoi patrimoni.


Complicata può essere anche la soluzione di contenziosi con partner privati locali. Sin dal 2008, la Sanum Investments, un’impresa di Macao operante nel settore del gioco è stata coinvolta in contenziosi con il governo laotiano e un partner d’affari privato  laotiano (ST group), vicino al governo.  L’impresa ha subito il blocco dei lavori di costruzione di un progetto e la revoca di una serie di licenze, atti che ha considerato equivalenti a un esproprio. L’azienda ha cercato, senza successo, una mediazione con il governo e, alla fine, ha dovuto fare ricorso a un tribunale di arbitrato internazionale, facendo leva sull’esistenza di un accordo bilaterale per la protezione degli investimenti tra la Repubblica Popolare Cinese e quella del Laos. Il contenzioso risulta ancora in corso. Il Laos non è membro dell’ICSID, mentre risulta parte della Convention on the Recognition and Enforcement of Foreign Arbitral Awards (CREFAA), anche non l’ha mai applicata. Il Laos è, inoltre, membro della Multilateral Investment Guarantee Agency (MIGA).


Nel paese non si registra alcuna presenza di vincoli o limiti al rimpatrio di utili d'impresa o capitali. La valuta locale (il Kip) è pienamente convertibile e liberamente quotata sui mercati internazionali.