Violazioni dei diritti umani

LIBERTA’ POLITICHE E ASSOCIATIVE

 

I)          Libertà di scegliere il proprio governo

 

Nel 2011 si sono tenute le ultime elezioni legislative per il rinnovo dell’assemblea nazionale. Per espresso divieto delle autorità laotiane, le elezioni si sono svolte senza la presenza di osservatori internazionali. Il governo ha continuato a negare ai propri cittadini la possibilità di scegliere un’alternativa al partito dominante. Su raccomandazione del presidente, l’assemblea nazionale elegge il primo ministro e i ministri del governo.

 

II)         Libertà di riunione e di associazione

 

Sebbene la libertà di riunione sia formalmente garantita per legge, le autorità limitano questo diritto. Sono previste pene detentive variabili da uno a cinque anni di carcere per la partecipazione a dimostrazioni, marce di protesta  e altri atti che possano causare disordini o instabilità sociale. I partiti diversi dal Partito Rivoluzionario del Popolo del Laos sono considerati illegali e sono proibite tutte le associazioni politiche non approvate dal Partito. La registrazione di associazioni non profit, con scopi economici, sociali, professionali, tecnici e cerativi, è consentita, seppure con procedure lente.

 

GIUSTIZIA E OPERATO DEGLI APPARATI DI SICUREZZA

 

I)              Uccisioni arbitrarie / arresti, detenzioni sequestri e sparizioni politicamente motivati / torture e altri trattamenti degradanti perpetrati da parte degli apparati di sicurezza


Non esistono statistiche ufficiali o stime affidabili sulla presenza di prigionieri politici nel paese. Il governo laotiano dichiara di detenerne attualmente solo quattro. Due di questi sono Thongpaseuth Keuakoun e Seng-aloun Phengpanh, arrestati nel 1999 e condannati a 15 anni di carcere per avere tentato di organizzare una dimostrazione in favore della democrazia. Gli altri due sarebbero Thao Moua e Pa Phue Khang, appartenenti al gruppo etnico hmong, arrestati nel 2003 mentre lavoravano come guide per tre giornalisti,  e  condannati rispettivamente a dodici e venti anni di carcere, per ostruzione della giustizia e possesso di armi.  Anche i tre giornalisti sono stati arrestati con l’accusa di avere informato su un attacco di un gruppo armato hmong.

 

Non risultano uccisioni illegali da parte delle forze di sicurezza, neanche di membri di gruppi di opposizione armata. Tuttavia, le forze di sicurezza compiono occasionalmente abusi ai danni dei detenuti in loro custodia, percuotendoli e mantenendoli in isolamento per lunghi periodi in celle completamente buie. In alcuni casi i detenuti avrebbero subito vere e proprie torture.

 

II)            Arresti e detenzioni arbitrarie, funzionamento dell’apparato giudiziario

 

La polizia e l’esercito hanno entrambi il potere di effettuare arresti, anche se normalmente solo la polizia esercita tale prerogativa. La legge riconosce ai detenuti il diritto a una rapida decisione giudiziale sulla legalità della loro detenzione e prescrive inoltre che il detenuto debba essere informato delle accuse a suo carico entro ventiquattro ore e che le autorità informino i suoi parenti. Le autorità, in generale, rispettano tali procedure. Esiste anche un sistema di scarcerazione provvisoria, che è però concessa arbitrariamente dalle autorità giudiziarie. In conformità con le leggi, alcuni detenuti sono tenuti agli arresti domiciliari, soprattutto per motivi di salute. Nel 2013 non risulta che alcun detenuto sia stato tenuto in isolamento. I detenuti che ne facciano richiesta possono ricevere l’assistenza di un legale d’ufficio.

 

La polizia continua a eseguire arresti con grande discrezionalità, utilizzando gli ampi poteri conferitile dalla legge e, occasionalmente, utilizza l’arresto a scopo di intimidazione o estorsione. Ufficialmente esiste un limite di un anno al mantenimento di una persona in stato di detenzione senza udienza preliminare o processo.  Tuttavia, questa regola a volte è ignorata. Inoltre, occasionalmente i prigionieri vengono mantenuti in stato di detenzione anche dopo aver scontato la loro pena, in particolare quando non hanno pagato le multe stabilite dalla corte. In altri casi, il rilascio viene concesso dopo un accordo a pagare le multe successivamente. Sebbene la legge sancisca l’indipendenza del potere giudiziario, impunità e corruzione continuano a costituire un problema.

 

III)           Condizioni di vita della popolazione carceraria

 

Le condizioni di vita della popolazione carceraria variano molto da prigione a prigione e possono essere molto dure. Le condizioni nelle strutture statali della capitale sono in generale migliori di quelle nelle prigioni più piccole di provincia. Sebbene non esistano informazioni ufficiali, si sa che nel carcere di Samkhe, a Vientiane, la prigione più grande del paese, i detenuti hanno accesso all’acqua potabile e a razioni di cibo minime ma sufficienti. Sempre a Samkhe, i detenuti possono coltivare i campi per integrare la propria alimentazione. Nelle altre prigioni del paese, alla fine del periodo di detenzione, viene richiesto ai detenuti un rimborso spese per il vitto fornito loro.

 

La maggioranza dei detenuti ha in genere una sorta di assistenza sanitaria minima, ma in caso di malattia devono pagare il costo delle medicine. A Samkhe i prigionieri vengono vaccinati al momento del loro arrivo. In alcune prigioni, i detenuti malati possono ricevere cure negli ospedali della polizia.

 

Nelle prigioni non è presente alcun difensore civico e non sono permesse ispezioni regolari da parte di osservsatori esterni. A volte le autorità permettono viste di diplomatici, ma in maniera molto limitata. I detenuti stranieri sono tenuti in prigioni speciali a loro riservate.

 

IV)           Lotta alla corruzione nel settore pubblico

 

La legge stabilisce sanzioni penali per i reati di corruzione dei funzionari della pubblica amministrazione. Tuttavia, le autorità continuano a fare poco per porvi un freno e la corruzione continua a costituire un problema serio nel paese, alimentata anche dai salari molto bassi degli impiegati pubblici. In molti casi, come ad esempio nelle forze di polizia, la possibilità di compiere atti di corruzione è facilitata dagli ampi poteri conferiti dalle leggi.

 

In teoria, il comitato di ispezione e anti-corruzione del governo, che ha una autorità di rango ministeriale, è responsabile di promuovere inchieste sulla corruzione all’interno di tutti i ministeri. Tuttavia, normalmente, le autorità arrestano e puniscono per atti di corruzione funzionari pubblici di medio-basso livello, ma molto raramente quelli di livello più elevato.

 

La corruzione è indicata come un problema perdurante nei mezzi di comunicazione governativi, soprattutto quelli in lingua inglese. Ad esempio, nel novembre 2013, i mezzi d’informazione governativi in lingua inglese hanno menzionato un caso particolarmente esteso di corruzione, riguardante venti impiegati pubblici della provincia di Huapan, senza fare i nomi delle persone coinvolte. Il caso non è stato però menzionato dai mezzi d’informazione in lingua laotiana. 

 

LIBERTA’ DI ESPRESSIONE

 

Sebbene la legge stabilisca la libertà di parola e stampa, il governo limita fortemente la possibilità di diffondere messaggi politici e critici verso le autorità. Nel paese è in vigore un sistema di leggi che proibisce la denigrazione dello stato o delle sue politiche, l’incitamento al disordine, e la propagazione di informazioni o opinioni che indeboliscano le istituzioni. Lo stato possiede e controlla la maggior parte degli organi di stampa e dei mezzi d’informazione in internet. Le notizie dei mezzi d’informazione locali sono strettamente controllate dal governo e allineate sulle posizioni del governo. Il governo permette, tuttavia, la pubblicazione di numerosi periodici privati di natura non politica e la diffusione di alcuni quotidiani stranieri approvati dalle autorità. 

 

Sebbene le trasmissioni radio-televisive siano controllate dal governo, le reti straniere sono liberamente disponibili via cavo e satellite. Il governo richiede la registrazione dei ricevitori satellitari e il pagamento di una tassa una tantum, con il solo scopo di generare un’entrata fiscale.

 

I giornalisti stranieri devono avere un visto speciale. Il governo limita le loro attività, negando loro libero accesso alle fonti d’informazione, ma spesso permette loro di viaggiare senza scorta ufficiale. Quando questa è necessaria, viene fornita a spese dei giornalisti.

 

Le autorità sottopongono a valutazione tutti gli articoli in seguito alla loro pubblicazione. Il dipartimento per i mezzi d’informazione di massa del ministero dell’informazione e della cultura ha dichiarato di non avere disapprovato alcun articolo nel corso del 2013. Tuttavia questo può essere dovuto alla diffusa pratica dell’autocensura.