Violazioni dei diritti umani

LIBERTA’ POLITICHE E ASSOCIATIVE

 

I)          Libertà di scegliere il proprio governo

 

La presidente Ellen Johnson Sirleaf, al suo secondo mandato, è  stata rieletta nel 2011 insieme al suo partito, lo Unity Party, in elezioni che gli osservatori internazionali hanno giudicato libere, corrette e trasparenti.

 

II)         Libertà di riunione e di associazione

 

Non si registrano restrizioni alla libertà di riunione e associazione.

 

GIUSTIZIA E OPERATO DEGLI APPARATI DI SICUREZZA

 

I)              Uccisioni arbitrarie / arresti, detenzioni sequestri e sparizioni politicamente motivati / torture e altri trattamenti degradanti perpetrati da parte degli apparati di sicurezza


Sebbene non si siano registrati casi di uccisioni illegali, arresti arbitrari o sparizioni motivate da ragioni politiche, le forze di sicurezza hanno continuato a rendersi responsabili di torture e maltrattamenti su persone in custodia e di violenze durante arresti, tentativi di estorsione ai danni di comuni cittadini o altre circostanze. E’ stato denunciato anche un caso di stupro da parte di un ispettore di polizia, ai danni di una donna in visita a un detenuto presso una stazione di polizia.

 

Le autorità aprono inchieste sugli abusi della polizia e, in qualche caso, prendono provvedimenti. Tuttavia i casi di violenza e cattiva condotta delle forze di sicurezza continuano a costituire un grave problema. 

 

II)            Arresti e detenzioni arbitrarie, funzionamento dell’apparato giudiziario

 

Le forze di polizia possono effettuare arresti solo dietro mandato. Le leggi stabiliscono che la persona fermata venga ufficialmente accusata o rilasciata entro quarantotto ore. Tuttavia, la polizia effettua spesso arresti senza mandato o il mandato viene emesso senza indizi sufficienti. I detenuti, soprattutto quelli privi di mezzi per pagarsi un avvocato, spesso sono tenuti senza accuse per periodi eccedenti le quarantotto ore.   I detenuti, normalmente, vengono informati delle accuse contro di loro al momento del loro arresto. La legge riconosce la possibilità di concedere ai detenuti in attesa di giudizio per reati meno gravi il rilascio temporaneo su cauzione. I detenuti hanno diritto a ricevere visite dei propri famigliari e del proprio avvocato e, se in stato di povertà, a essere assistiti da un a legale d’ufficio, ma le autorità non sempre garantiscono tali diritti.


La debolezza del sistema giudiziario compromette l’accesso alla giustizia e il regolare iter dei processi. Le custodie cautelari eccessivamente lunghe sono la norma: si stima che oltre l’80% dei detenuti in Liberia sia in custodia cautelare prolungata a causa dell’insufficiente capacità dei tribunali di gestire i processi, le finanze inadeguate e la mancanza di coordinamento tra i tribunali e le forze di polizia.


La cattiva gestione del potere giudiziario, la corruzione dei giudici, dei giurati e dei funzionari ministeriali compromettono gravemente la giustizia nel paese. Tuttavia, il governo, con il sostegno finanziario di istituzioni internazionali, sta promuovendo alcuni miglioramenti, decentralizzando funzioni giudiziarie e di polizia in centri regionali fuori dalla capitale. 

 

III)           Condizioni di vita della popolazione carceraria


Le condizioni dei detenuti negli istituti penitenziari del paese sono estremamente dure e tali da costituire una minaccia alla stessa vita dei detenuti. Tra i principali problemi all'interno degli istituti vi sono il vitto inadeguato, la scarsa igiene, l’insufficiente illuminazione e aerazione dei locali, le temperature eccessive, l’assistenza medica inadeguata, la carenza di fornitura di acqua potabile. I detenuti sono esposti alle violenze delle guardie carcerarie e di altri detenuti. La popolazione carceraria è stimata in circa 1.800 persone, un numero più che doppio rispetto alla capacità ufficiale delle prigioni. Durante il 2013 si sono registrati sette decessi all'interno delle strutture penitenziarie.


Nonostante organizzazioni delle Nazioni Unite e associazioni umanitarie private forniscano medicinali, i servizi sanitari all'interno delle strutture penali continuano a essere carenti. I medicinali per combattere malattie come la malaria e la tubercolosi, sono forniti solo fino a esaurimento degli stock, causando la loro assenza nelle strutture carcerarie per settimane e anche mesi.


Uomini e donne sono detenuti separatamente. Tuttavia, in alcune strutture, i detenuti minorenni sono tenuti insieme agli adulti. I detenuti già condannati sono tenuti negli stessi spazi utilizzati da quelli in attesa di giudizio. 

 

IV)           Lotta alla corruzione nel settore pubblico

 

La legge non stabilisce sanzioni penali per gli atti di corruzione perpetrati dai funzionari dello stato, anche se esistono sanzioni penali per reati quali il sabotaggio economico, la cattiva gestione di fondi pubblici e altri comportamenti relazionabili con la corruzione. I funzionari pubblici continuano a rendersi responsabili di atti di corruzione in un contesto di impunità.

 

A libello più basso, le carenze materiali, la scarsa preparazione, l’indisciplina e la corruzione delle forze di polizia hanno continuato a rappresentare un ostacolo per la buona gestione del potere giudiziario e lo stabilimento di un sistema di rispetto delle regole nel paese. La polizia liberiana continua regolarmente a chiedere tangenti e a partecipare a sistemi estorsivi. I membri dell’Emergency Response Unit e della Police Support Unit compiono regolarmente rapine e altri reati durante lo svolgimento delle loro attività. Il problema degli abusi viene affrontato tramite la Professional Standards Division (PSD), responsabile di aprire indagini contro rappresentanti delle forze di polizia in base alle denunce dei cittadini o provenienti dall’interno della polizia. Solo nei primi sei mesi del 2013, questa divisione ha ricevuto 299 denunce, ha indagato su novantasei di esse e preso provvedimenti in ottanta casi.

 

La Liberia Anti-Corruption Commission (LACC) ha il potere di investigare e perseguire reati di corruzione. Tuttavia, dal 2008, anno della sua creazione, è riuscita a ottenere solo una condanna. Attualmente la LACC è obbligata a sottoporre i casi che intende perseguire al Ministero della Giustizia, per approvazione. Nel corso del 2013, la LACC ha ricevuto venticinque segnalazioni di casi di presunta corruzione, promuovendo investigazioni su ventitré di questi e sottoponendone quattro all’autorità giudiziaria, senza tuttavia riuscire ad ottenere alcuna condanna.

 

Negli ultimi cinque anni, la General Auditing Commission (GAC), l’ente di revisione dei conti, ha pubblicato decine di rapporti  su casi di cattiva gestione e corruzione. Il Ministero della Giustizia ha promosso investigazioni e inchieste solo su alcuni di essi. Tuttavia, nel settembre 2013, il Ministero ha annunciato che avrebbe rivisto anche i casi denunciati dal GAC in passato e il parlamento ha tenuto un’audizione su questi casi.

 

LIBERTA' DI ESPRESSIONE

 

Dal punto di vista della libertà di espressione, in Liberia ci sono stati alcuni miglioramenti, come testimoniano la creazione di diversi mezzi d’informazione e l’approvazione di una legge sulla libertà dell’informazione. Tuttavia, continua a rimanere in vigore una superata e restrittiva legge contro la diffamazione che limita fortemente la libertà di espressione.

 

Nell’agosto 2013, a seguito di una denuncia per diffamazione promossa da Chris Toe, ex ministro per l’agricoltura,  un famoso giornalista liberiano è stato condannato da un tribunale civile al pagamento di una somma esorbitante, pari a 1,2 miliardi di dollari liberiani (circa 1,5 milioni di dollari USA), come risarcimento danni. Poiché impossibilitato a pagare una tale somma, in base alle leggi liberiane il giornalista è stato imprigionato per parecchie settimane e ha rischiato una lunga pena detentiva. La denuncia è stata alla fine ritirata. Questo caso ha però messo in luce come, in generale, nelle leggi liberiane esistano poche garanzie per assicurare che le sentenze non siano eccessivamente onerose. Episodi come questo costituiscono un forte deterrente contro la libertà di stampa nel paese.