Conflitti e rischio terroristico

Non si registra nel territorio del Madagascar l’esistenza di gruppi armati ribelli di qualsiasi natura, etnica, politica o religiosa. La popolazione del paese è composta da una grande varietà di gruppi etnici di origine asiatica e africana. Le religioni praticate in Madagascar sono in prevalenza cristiane, con piccole comunità aderenti a una forma moderata di religione islamica, normalmente lungo la fascia costiera del paese. Non si registrano tensioni di carattere etnico o religioso tra la popolazione.

 

Malgrado il ritorno alla democrazia, le istituzioni politiche rimangono instabili e cariche di tensione, acuita dal ritorno nel paese dell’ex presidente Ravalomanana. Nel corso del 2013, si sono verificati attentati esplosivi di bassa intensità nella capitale Antananarivo e in altre località del paese (solo alcuni dei quali riusciti), maturati in un ambito di violenza politica pre-elettorale. Il 25 gennaio 2014, giorno dell’investitura del nuovo presidente, un’esplosione ha causato la morte di due persone e il ferimento di altre cinquanta ad Antananarivo, e sono stati rinvenuti altri ordigni e granate, sempre nella capitale.

 

Questi atti terroristici, tutto sommato, di carattere limitato, sono considerati matrice interna, senza alcun legame internazionale. Non risulta, infatti, alcuna presenza di gruppi terroristici internazionali e il rischio di attentati di matrice internazionale è da considerarsi basso. Il Madagascar non ha tensioni o contenziosi con paesi terzi suscettibili di evolvere in conflitti interstatali.