Violazioni dei diritti umani

LIBERTA’ POLITICHE E ASSOCIATIVE

 

I)          Libertà di scegliere il proprio governo

 

Nel maggio 2009 le elezioni presidenziali hanno decretato la vittoria di Bingu wa Mutharika del Democratic Progressive Party (DPP). Le elezioni sono state giudicate dagli osservatori internazionali in generale libere e corrette, anche se con qualche carenza, come ad esempio un diseguale accesso ai mezzi di comunicazione tra il partito di governo (il DPP) e i diversi partiti e candidati dell’opposizione in competizione. I partiti d’opposizione hanno accusato il governo di utilizzare fondi pubblici per promuovere la campagna elettorale. Nell’aprile 2012, Joyce Banda, vicepresidente del paese, è divenuta presidente in seguito alla morte di Bingu wa Mutharika. Banda era stata scelta come compagna per le presidenziali del 2009, ma era stata espulsa dal DPP nel 2010, anno in cui ha fondato il  People’s Party (PP).

 

Nel maggio 2014, si sono tenute le elezioni generali, per l’elezione del nuovo presidente, il rinnovo parlamento e dei governi locali. Le elezioni presidenziali sono state vinte dal candidato dell’opposizione Peter Mutharika, fratello di Bingu wa Mutharika e sostenuto dal Democratic Progressive Party (DPP). Joyce Banda, leader del People’s Party (PP) è uscita sconfitta, insieme ad altri candidati. Tuttavia, alle elezioni legislative, il DPP ha conquistato solo una risicata maggioranza relativa, ottenendo il 21,98 percento dei consensi e solo cinquantuno dei 193 seggi in parlamento. Gli altri tre principali partiti in competizione hanno ottenuto i seguenti risultati: People’s Party (PP), 18,5 percento (ventisei seggi);  Malawi Congress Party (MCP),17,37 percento (quarantotto seggi)  e United Democratic Front, il 9,63 percento (quattordici seggi). Le elezioni sono state considerate libere, credibili, calme, pacifiche e corrette da una numerosa missione di osservatori dell’Unione Europea, invitata dalla Malawi Electoral Commission (MEC). Sia i candidati per le presidenziali che i membri dei partiti politici hanno potuto svolgere le proprie campagne elettorali liberamente, organizzando grandi raduni (nel caso dei partiti più grandi) o optando per strategie porta a porta e organizzando piccole riunioni. Tuttavia, come per le precedenti elezioni del 2009, si è registrato un  diseguale accesso ai mezzi di comunicazione tra il partito di governo (il PP) e i partiti e candidati dell’opposizione. I risultati delle elezioni sono stati validati dalla MEC e accettati dai partiti dell’opposizione, ad eccezione del PP, l’ex partito di governo, la cui leader Joyce Banda che le ha bollate come fraudolente. Dopo le elezioni è stato formato un nuovo governo sostenuto da un’intesa tra il DPP e l’UDF.

 

II)         Libertà di riunione e di associazione

 

La costituzione sancisce il diritto di riunione e associazione e il governo in generale rispetta questi diritti.

 

GIUSTIZIA E OPERATO DEGLI APPARATI DI SICUREZZA

 

I)              Uccisioni arbitrarie / arresti, detenzioni sequestri e sparizioni politicamente motivati / torture e altri trattamenti degradanti perpetrati da parte degli apparati di sicurezza


Nel paese si segnalano sporadici casi di uccisioni arbitrarie e illegali commesse da agenti di polizia, ma, a differenza che nel 2011, non si registrano omicidi o sparizioni di oppositori politici.

 

Il dipartimento degli affari interni del Servizio di Polizia del Malawi è incaricato di condurre inchieste sui casi di omicidio che coinvolgono il corpo di polizia.  I responsabili di abusi vengono occasionalmente puniti, ma le inchieste sono spesso sospese o abbandonate, senza che le autorità giungano a una conclusione. Durante le indagini, i sospettati vengono rilasciati su cauzione. Ad esempio, tra il 7 e l’8 maggio 2013, nove poliziotti sono stati arrestati a Blantyre e Lilongwe con l’accusa di aver ucciso diversi manifestanti antigovernativi nel 2011. Il 23 maggio 2013 tutti i poliziotti arrestati a Blantyre sono stati rilasciati su cauzione.  Altri otto poliziotti arrestati nel 2011 per l’assassinio dello studente d’ingegneria e attivista politico Robert Chasowa, sono stati rilasciati su cauzione nell’ottobre 2013, e il loro processo risulta ancora in corso.

 

Nel febbraio 2014, tre poliziotti sono stati condannati da un tribunale di Mzuzu per la morte in custodia di uno studente avvenuta nel dicembre 2012. Nel luglio 2014, una sentenza di secondo grado li ha però dalle loro responsabilità, ordinandone il reintegro in servizio attivo. Nell’agosto del 2014, una nuova decisione della corte suprema di Mzuzu ha ordinato la riapertura del caso.

 

I funzionari di polizia sono in genere disciplinati, tuttavia le punizioni contro i responsabili dei casi di abuso sono spesso lievi e consistono nella riassegnazione ad altra mansione o nel licenziamento.

 

II)            Arresti e detenzioni arbitrarie, funzionamento dell’apparato giudiziario

 

La legge prevede che le persone sospettate di avere compiuto reati siano poste in stato di arresto con regolare mandato, informate delle accuse a loro carico entro quarantotto ore dal loro arresto e che abbiano diritto a ricevere assistenza legale. La maggior parte degli arresti viene però effettuata dalla polizia senza mandato, ed è molto diffuso l’uso del mandato di custodia preventiva temporanea per raggirare la regola delle quarantotto ore. Mandati d’arresto formali, basati su indizi sufficienti sono di solito emessi solo in casi riguardanti atti di corruzione o reati finanziari commessi da funzionari pubblici o uomini d’affari.

 

La polizia, molto spesso, chiede il pagamento di tangenti concedere il rilascio temporaneo su cauzione, che di solito viene concesso più per ridurre il sovraffollamento delle carceri che per considerazioni di altra natura come il rischio di reiterazione del reato,  la possibilità di inquinamento delle prove, l’incolumità di testimoni o vittime, ecc.

 

Anche se la legge stabilisce che lo stato si faccia carico dell’assistenza legale di tutti i detenuti che non possono permettersela, questa è fornita solo per i reati che comportano la pena capitale, alle donne e ai minorenni. L’assegnazione dell’avvocato d’ufficio è spesso ritardata per la carenza di personale. Ai parenti è spesso negato il permesso di fare visita ai detenuti. Non risulta però che i detenuti vengano tenuti in isolamento o agli arresti domiciliari.

 

Diverse associazioni forniscono assistenza legale gratuita per sveltire i processi, dando priorità ai detenuti malati, ai giovani e a quelli  i cui processi sono gravati da ritardi.

 

Sebbene la legge proibisca gli arresti arbitrari, le autorità utilizzano i capitoli del codice penale che riguardano malviventi e vagabondi per effettuare retate. Ad esempio, tra il 21 e il 22 settembre 2013 le forze di polizia hanno arrestato oltre 300 persone in vari distretti del paese, nell’ambito di una maxi operazione anti crimine. I sospetti sono stati successivamente denunciati per vari reati, tra i quali violenza sessuale, possesso di cannabis, violazione della legge sui malviventi e il vagabondaggio. Un portavoce della polizia si è limitato a dichiarare che i casi sono stati tutti sottoposti a giudizio subito dopo gli arresti, e che gli individui erano stati condannati a pene pecuniarie e detentive, senza però dare dettagli sui casi.   

 

Non ci sono dati precisi sulla lunghezza delle custodie cautelari per le persone in attesa di giudizio nelle prigioni del paese. Nei casi di omicidio due la custodia cautelare dura in genere due o tre anni, ma ci sono casi in cui i tempi si prolungano ulteriormente. La costituzione sancisce l’indipendenza del potere giudiziario e il governo in generale rispetta tale principio. Il potere giudiziario, tuttavia, è penalizzato inefficienze interne, scarsità di personale qualificato e di risorse, e da un elevato numero di casi da smaltire .

 

III)           Condizioni di vita della popolazione carceraria

 

 Le condizioni delle prigioni nel paese sono dure e tali da mettere potenzialmente a rischio la vita dei detenuti. Le strutture contengono normalmente il doppio della popolazione carceraria per cui sono state costruite. Oltre al sovraffollamento, altri problemi che affliggono le prigioni del paese sono l’alimentazione insufficiente e l’inadeguatezza delle condizioni igienico-sanitarie. Le celle sono in genere aerate e la disponibilità di acqua potabile è sufficiente.

 

IV)           Lotta alla corruzione nel settore pubblico

 

La legge prevede sanzioni penali per i casi di corruzione dei pubblici funzionari e il governo persegue alcuni casi con un certo successo. Tuttavia, i funzionari pubblici spesso sono responsabili di atti di corruzione, favoriti da un contesto di impunità. All’inizio del settembre 2013, è scoppiato un grosso scandalo nazionale denominato Cashgate, partito da un’inchiesta sul furto di almeno venti miliardi di Kwacha malawiani (poco meno di cinquanta milioni di dollari USA) tramite transazioni fraudolente che utilizzavano il sistema automatico dei pagamenti dello stato. Secondo gli inquirenti, sebbene le transazioni fraudolente siano iniziate nel 2010, queste hanno avuto un picco massimo nel corso della metà del 2013. Lo scandalo è scoppiato dopo l’uccisione, il 13 settembre, di Paul Mphwiyo, direttore al bilancio, apparentemente implicato nella frode. Tra il settembre  2013 e la prima parte del 2014, la polizia ha arrestato decine di persone, principalmente impiegati di livello intermedio, sospettati di coinvolgimento nella frode. 

 

Nell’ottobre 2013, lo scandalo Cashgate ha portato allo scioglimento del  governo da parte della presidente Banda e alla formazione di un nuovo governo,  dal quale sono stati esclusi  i precedenti ministri della giustizia e delle finanze.  Il nuovo governo, in collaborazione con i finanziatori internazionali, ha intrapreso un piano d’azione per perseguire I casi di corruzione, per capire come la frode possa essere accaduta e introdurre controlli interni e migliori sistemi per prevenire casi simili in futuro. Il 7 novembre 2013, l’ex ministro della giustizia Ralph Kasambara è stato arrestato e denunciato per l’uccisione di Mphwiyo. Lo stesso veniva arrestato nuovamente il 27 gennaio 2014 per riciclaggio di denaro sporco.

 

Nel giugno 2013 sono emerse anche rivelazioni su un presunto caso di corruzione  riguardante il presidente Bingu wa Mutharika. Un’analisi fiscale sui suoi conti correnti bancari e le sue proprietà immobiliari in Malawi e all’estero ha stimato la sua ricchezza in sessantuno miliardi di Kwacha malawiani (circa 150 milioni di dollari USA), mentre nel 2004, al tempo del suo primo incarico di governo, raggiungeva solo i 150 milioni di Kwacha malawiani (circa 368.000 dollari USA). Informate dell’ampiezza dei suoi patrimoni, le autorità del paese (Anti-Corruption Bureau, Financial Intelligence Unit e il Department of Public Prosecution) hanno aperto un’inchiesta tutt’ora in corso.

 

Nel maggio 2012, un rapporto di una ONG internazionale ha denunciato l’elevato grado di corruzione nel paese, sia ai livelli più alti che a quelli più bassi. La corruzione risulta particolarmente presente nella polizia, nei servizi doganali, nella magistratura e nel settore degli appalti pubblici.

 

L’Anti-Corruption Bureau è responsabile di investigare e perseguire i casi di corruzione nel settore pubblico e promuove campagne educative dirette ai pubblici funzionari e al pubblico in generale per combattere la corruzione. L’Anti-Corruption Bureau è in genere considerato competente nel combattere la corruzione di livello basso, dove è più facile ottenere confessioni, mentre per i casi di più alto livello le inchieste procedono più lentamente. L’Anti-Corruption Bureau opera con un organico molto al di sotto del necessario: ad esempio dispone solo di otto magistrati per gestire centinaia di denunce all’anno, e i suoi sette team investigativi operano con un organico dimezzato rispetto al necessario. Nonostante questo, l’ufficio riesce a far perseguire decine di casi di corruzione all’anno.

 

LIBERTA’ DI STAMPA

 

La costituzione e le altre leggi del paese garantiscono la libertà di opinione e di stampa e il governo in generale rispetta questi diritti, anche se talvolta utilizza le leggi contro la sedizione e la minaccia alla pace per mettere a tacere le critiche. Nel paese è possibile accedere a una ampia varietà di testate giornalistiche, che sono portatrici di diverse opinioni politiche. Tra questi vi sono due quotidiani indipendenti, tre settimanali e una pubblicazione bimestrale in free press. I quotidiani vengono pubblicati in lingua inglese per un pubblico istruito e urbano.

 

Nel paese si registrano limitati casi di violenza, vessazioni e intimidazioni contro giornalisti. Ad esempio, il 22 ottobre 2013, la polizia ha arrestato Sylvester Namiwa, un giornalista della Galaxy FM Radio, due ore dopo che il giornalista aveva elencato durante il suo programma i nomi degli individui e delle aziende implicate nella sottrazione di fondi pubblici nell’ambito dello scandalo Cashgate. Il giornalista è stato denunciato per divulgazione di contenuti suscettibili di incitare alla violenza.

 

In un altro caso, nell’ottobre 2012, la polizia ha arrestato e accusato Justice Mponda del Malawi Voice, una pubblicazione online, per avere pubblicato notizie false. L’8 febbraio 2013, un tribunale lo ha però dichiarato Mponda non colpevole per mancanza di volontà da parte dello stato di perseguire il caso. I giornalisti a volte praticato forme di autocensura, specialmente quelli operanti nelle aziende a controllo statale, come ad esempio MBC Radio One e Two e MBC TV, allineate su posizioni filo governative.

 

Come per le precedenti elezioni del 2009, si è registrato un  diseguale accesso ai mezzi di comunicazione tra il partito di governo (il PP), che ha esercitato un controllo sulla radio e la televisione pubblica, e i partiti e candidati dell’opposizione. Altri mezzi di informazione privati hanno, comunque, fornito più spazio ai partiti dell’opposizione e la MEC ha compiuto sforzi per acquistare più spazi per i partiti e i candidati. In particolare, Galaxy  Radio ha concesso più spazio al DPP,  Joy Radio ha fornito maggiore copertura all’UDF e  Times TV ha assegnato più spazio all’MCP. I quotidiani Daily Times e The Nation e le stazioni radiofoniche Zodiac e Capital FM hanno fornito una copertura più bilanciata.

Violazioni dei diritti umani