Conflitti e rischio terroristico

Come diversi altri paesi dell’Africa occidentale, la Mauritania è impegnata militarmente in Mali, all’interno della missione multidimensionale integrata di stabilizzazione nel Mali (MINUSMA). Di conseguenza, risulta esposta al rischio di attacchi terroristici di rappresaglia da parte di gruppi armati jihadisti attivi nella regione.  Tale rischio è da ritenersi particolarmente elevato, sia per la vicinanza del paese ad alcune delle principali aree di conflitto, tra le quali lo stesso Mali e l’Algeria, sia per la presunta presenza di gruppi armati jihadisti, come ad esempio l’AQMI, nel suo territorio.

 

Negli ultimi anni sono avvenuti numerosi attentati attribuiti all’AQMI, tra i quali l’uccisione di quattro turisti francesi nel dicembre 2007 e il massacro di decine di militari nei dintorni di Tourine, nel settembre 2008. Più recentemente l’AQMI ha rivendicato l’assassinio di un residente statunitense nella capitale Nouakchott nel luglio 2009, un attentato suicida all’ambasciata francese  nell’agosto 2009, e il rapimento di tre cooperanti spagnoli, nel dicembre 2009.  Nell’agosto 2010, la Mauritania ha subito il suo primo attentato dinamitardo effettuato con un’autobomba a controllo remoto, fuori da una caserma militare a Nema. Nel febbraio 2011, le forze di sicurezza hanno sventato un nuovo attentato dinamitardo a Nouakchott, distruggendo un veicolo contenente grandi quantità di esplosivo. Un secondo veicolo, carico di esplosivo, è stato rinvenuto a Rkiz, e i passeggeri dei veicoli sono stati arrestati. L’AQMI ha rivendicato entrambe le azioni. Nel giugno 2011, le forze di sicurezza mauritane hanno condotto un’azione contro un campo dell’AQMI nella regione della foresta di Wagadou, nel Mali nordoccidentale, con l’assistenza dell’esercito maliano.  L’offensiva ha portato all’uccisione di quindici membri dell’organizzazione islamica. Nel luglio 2013, l’AQMI ha effettuato una rappresaglia mediante un attacco alla base militare di Bassiknou. Dopo una controffensiva effettuata dalle forze mauritane, però, gli attaccanti sono stati costretti a fuggire verso il Mali. 

 

Attualmente non risultano dispute territoriali con paesi confinanti suscettibili di evolvere in conflitti armati.