Violazioni dei diritti umani

LIBERTA’ POLITICHE E ASSOCIATIVE

 

I)               Libertà di scegliere il proprio governo

 

Mauritius è governata dall’Alliance de l'Avenir, una coalizione di centro-sinistra guidata dal primo ministro Navinchandra Ramgoolam, che nelle elezioni del 2010, le ultime tenutesi nel paese, ha conquistato quarantuno dei sessantadue seggi in palio all’assemblea nazionale. Le elezioni sono state giudicate libere e corrette dagli osservatori internazionali. Il sistema elettorale del paese è estremamente inclusivo e sensibile agli interessi politici dei gruppi minoritari: otto dei settanta del parlamento vengono infatti assegnati ai candidati non eletti rappresentanti le minoranze del paese, attraverso un sistema chiamato “sistema del miglior perdente”. Tuttavia, questo sistema è basato su quote riferite al censo del 1972, che non sono aggiornate. Oltre a questo, alcuni candidati hanno denunciato l’abitudine di distribuire doni agli elettori da parte di alcuni candidati e il fatto che alcuni materiali usati durante le elezioni non erano disponibili in creolo, la lingua parlata dal novanta percento della popolazione. 

 

Durante le elezioni del 2010, i partiti politici non hanno subito interferenze o limitazioni di alcun tipo, ma i partiti di opposizione si sono lamentati del fatto che la MBC TV, la televisione di stato, abbia favorito il partito al governo.

 

II)         Libertà di riunione e di associazione

 

La costituzione sancisce il diritto alla libertà di riunione e associazione.  A differenza che in passato, le elezioni più recenti sono state molto pacifiche e non ci sono stati casi di violenza di alcun tipo ai danni di membri o leader dei partiti d’opposizione.

 

GIUSTIZIA E OPERATO DEGLI APPARATI DI SICUREZZA

 

I)              Uccisioni arbitrarie / arresti, detenzioni sequestri e sparizioni politicamente motivati / torture e altri trattamenti degradanti perpetrati da parte degli apparati di sicurezza

 

Le forze di polizia di Mauritius, le uniche forze di sicurezza presenti nel paese,  sono un corpo ben addestrata e professionale, all’interno del quale non si registrano particolari problemi di corruzione.

 

II)            Arresti e detenzioni arbitrarie, funzionamento dell’apparato giudiziario

 

La costituzione e le leggi del paese stabiliscono che gli arresti debbano avvenire solo dietro mandato emesso dalla magistratura e basato su indizi sufficienti, fatti salvi i casi di flagranza di reato. I sospetti fermati devono essere condotti davanti a un magistrato distrettuale entro quarantotto ore dall’arresto. La polizia di solito rispetta questi diritti, sebbene occasionalmente ritardi i contatti dei detenuti con i loro avvocati.  Alle persone arrestate di solito è data immediata possibilità di contattare la propria famiglia, anche non sempre questo diritto è garantito a chi non ne è al corrente. I sospetti possono essere tenuti in stato di arresto senza accuse fino a una settimana, passata la quale possono chiedere a un giudice la libertà temporanea su cauzione.  I tribunali di solito concedono questa possibilità per la maggior parte dei reati. A causa del lavoro accumulato e dell’impossibilità di pagare le cauzioni necessarie per accedere alla libertà temporanea, circa il quarantanove percento della popolazione carceraria risulta in attesa di giudizio. Il tempo di attesa medio per un processo è di circa due anni.

 

La magistratura è indipendente e professionale, gli imputati godono della presunzione di innocenza e i processi sono pubblici. Gli imputati hanno la possibilità di consultare tempestivamente il loro avvocato. Un avvocato d’ufficio è fornito agli imputati in stato d’indigenza a spese dello stato per i reati più gravi. Agli imputati è dato tempo adeguato per preparare la loro difesa, la possibilità di interrogare i testimoni dell’accusa e far comparire testimoni propri,  e di ricorrere in appello contro le decisioni avverse. Gli imputati hanno il diritto di restare in silenzio e di dichiararsi non colpevoli.

 

III)           Condizioni di vita della popolazione carceraria

 

I centri di detenzione del paese non sono all’altezza degli standard internazionali, soprattutto per via del sovraffollamento, che però non raggiunge lontanamente i livelli degli altri paesi del continente africano. Ad esempio, nella prigione centrale di Beau Bassin, la più grande del paese, all’inizio del settembre 2013, si trovavano 1.346 prigionieri su una capienza massima di 1.064. I mezzi di comunicazione riferiscono di carenze igieniche e sanitarie all’interno della stessa prigione. Tuttavia, non risulta che in nessuno degli istituti penitenziari del paese vi siano situazioni tali da mettere a rischio la vita o la salute dei detenuti.

 

IV)           Lotta alla corruzione nel settore pubblico

 

La legge prevede sanzioni penali per gli atti di corruzione nella pubblica amministrazione. Tuttavia, alcuni pubblici funzionari se ne rendono occasionalmente responsabili. Nel corso del 2013, la commissione indipendente contro la corruzione (ICAC) ha ricevuto ottantaquattro denunce, riguardanti le forze di polizia. Di queste, trentasette, relative soprattutto a casi di concussione, sono rimaste sotto inchiesta nel corso dell’anno.

 

LIBERTA’ DI ESPRESSIONE

 

La costituzione e le altre leggi di Mauritius garantiscono la libertà di parola e di stampa. Tuttavia, il governo non sempre rispetta questi diritti. Esistono diversi mezzi di informazione indipendenti che esprimono un’ampia varietà di punti di vista, ma alcuni esponenti della stampa mauriziana denunciano censure da parte dell’autorità giudiziaria e vessazioni da parte della polizia quando trattano questioni di rilevanza politica.

 

Il governo possiede l’unica rete televisiva del paese, MBC TV. La rete televisiva pubblica è accusata dai partiti dell’opposizione e dai mezzi di comunicazione di essere filogovernativa e informare in modo scorretto sui dibattiti parlamentari. Le reti straniere sono disponibili via satellite o tramite cavo. Le limitazioni normative imposte agli investitori esteri nel settore dei mezzi d’informazione (in base all’Independent Broadcasting Authority Act del  2000) continuano a costituire un deterrente allo stabilimento nel paese di stazioni televisive indipendenti.