Conflitti e rischio terroristico

Nonostante gli accordi di pace del 1992, la RENAMO ha continuato a mantenere una forza armata all’interno del paese e, con l’avvicinarsi delle elezioni dell’ottobre 2014, si è registrato un aumento delle tensioni. Nel 2013 sono ripresi gli scontri armati tra il governo e la RENAMO, culminati nell’ottobre dello stesso anno, con l’occupazione da parte dell’esercito ella roccaforte militare della RENAMO di Casa Banana, nella provincia di Gorgosa. Questa azione ha provocato un’ulteriore escalation dello scontro con un susseguirsi di azioni armate da entrambe le parti, che si sono protratte anche nei primi sei mesi del 2014. La RENAMO ha intensificato le sue azioni, con imboscate contro obiettivi militari, ma anche civili, attaccando mezzi di trasporto pubblici sulla principale arteria autostradale che collega il nord con il sud del paese. La ripresa degli scontri armati con la RENAMO, che ha  causato oltre un centinaio di morti e diverse centinaia di feriti in tutto il paese, ha alimentato forti timori di un conflitto interno su più vasta scala. Tuttavia, nel settembre 2014, il presidente Guebuza, e il leader della RENAMO, Dhlakama, hanno siglato un accordo di pace che ha aperto la strada all’integrazione dei combattenti della RENAMO nell’esercito nazionale e a una maggiore supervisione della RENAMO delle elezioni politiche di ottobre. Il paese non ha contenziosi con paesi terzi suscettibili di evolvere in conflitti armati.