Violazioni dei diritti umani

LIBERTA’ POLITICHE E ASSOCIATIVE

 

I)          Libertà di scegliere il proprio governo

 

Il Frente de Libertação de Moçambique (FRELIMO) guida il paese ininterrottamente dalla sua indipendenza, avvenuta nel 1975. Armando Guebuza, Segretario Generale del FRELIMO, è al suo secondo mandato presidenziale. Le elezioni generali del 2009 hanno assicurato una schiacciante vittoria di Guebuza, rieletto presidente con il settantacinque percento dei voti, e del FRELIMO, che ha conquistato oltre il settantacinque percento dei seggi in parlamento, quarantadue posti di sindaco su quarantatré in palio e circa l’ottanta percento dei seggi nei consigli comunali. Tuttavia, le elezioni sono state criticate dagli osservatori internazionali per la mancanza di competizione, trasparenza, integrità, imparzialità e indipendenza. Durante queste elezioni, particolari perplessità sono state suscitate dall’esclusione di sei candidati alle presidenziali (su nove complessivi) e dall’impedimento imposto ai candidati del movimento democratico del Mozambico (MDM), di candidarsi in sette degli undici distretti legislativi del paese. Gli osservatori internazionali hanno notato anche irregolarità nella registrazione dei votanti e nel conteggio dei voti. I principali partiti d’opposizione, la RENAMO e l’MDM, hanno contestato i risultati, accusando il governo di frode elettorale e agitatori e  provocatori del FRELIMO di avere sistematicamente  interrotto e disturbato la campagna elettorale, ostacolando i relatori e i candidati con rumori molesti, e, occasionalmente, anche lanciando sassi. I candidati del FRELIMO, al contrario, non hanno subito vessazioni.  Secondo i partiti d’opposizione, le autorità avrebbero mancato di garantire l’ordine durante gli episodi di disturbo della campagna elettorale.  Rapporti indipendenti corroborerebbero anche le accuse dei partiti d’opposizione, secondo le quali il FRELIMO avrebbe utilizzato risorse pubbliche per finanziare la propria campagna, in violazione delle leggi elettorali.


Con l’approssimarsi delle elezioni politiche del 2014, la RENAMO ha continuato a boicottare il processo elettorale, lamentando un’insufficiente rappresentanza dei partiti d’opposizione nel comitato nazionale elettorale, composto da cinque membri del FRELIMO, due della RENAMO, uno dell’MDM, tre della società civile e due esponenti del potere giudiziario. La RENAMO accusa il governo del FRELIMO di aver selezionato i rappresentanti della società civile e del potere giudiziario, scegliendo soggetti vicini al governo, in modo da garantirsi il controllo sul comitato. 

 

In risposta allo stallo negoziale con il governo, la RENAMO ha intensificato le sue azioni armate, con imboscate contro obiettivi militari, ma anche civili, attaccando mezzi di trasporto pubblici sulla principale arteria autostradale che collega il nord con il sud del paese. Tuttavia, nel settembre 2014, il presidente Guebuza, e il leader della RENAMO, Dhlakama, hanno siglato un accordo di pace che ha aperto la strada all’integrazione dei combattenti della RENAMO nell’esercito nazionale e a una maggiore partecipazione e supervisione della RENAMO nelle elezioni politiche di ottobre.

 

II)         Libertà di riunione e di associazione

 

La costituzione e le altre leggi del paese garantiscono la libertà di riunione e associazione, e le autorità, in generale rispettano tali diritti, sebbene con qualche abuso per quanto riguarda il diritto quello di riunione.

 

Nel corso del 2013, i partiti d’opposizione sono stati a volte sottoposti a restrizioni e hanno subito vessazioni, tra Ie quali anche arresti illegali. Ad esempio, la municipalità di Maputo, controllata dal FRELIMO, ha ignorato la richiesta da parte dell’MDM di svolgere una marcia commemorativa per gli arresti dei suoi attivisti durante le elezioni dell’aprile 2012. La marcia, avvenuta ugualmente, è stata dispersa dagli agenti anti-sommossa. Alcuni dei partecipanti che avevano rilasciato interviste alla televisione sono stati successivamente fatti oggetto di intimidazioni sui loro posti di lavoro. Si sono registrati, inoltre, casi di vandalismo da parte di membri del FRELIMO contro gli uffici dei partiti d’opposizione, debolmente contrastati dalle autorità.

 

Nel maggio 2013, durante uno sciopero nazionale di due settimane indetto dall’associazione medica mozambicana, la polizia ne ha arrestato e denunciato il leader Jorge Arroz, con l’accusa di sedizione. La polizia lo ha rilasciato ritirando le accuse solo dopo che un gran numero di attivisti per i diritti umani ne avevano richiesto il rilascio. La società civile ha percepito l’arresto di Arroz come un tentativo di intimidazione  da parte del governo.

 

Nel giugno 2012, un tribunale ha ordinato al ministero degli interni di pagare 500.000 meticais (circa 17.780 dollari USA) di indennizzo alla famiglia di un ragazzo di undici anni, ucciso da un proiettile vagante durante le rivolte del 2010 per l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, dei carburanti e dei trasporti. Questa è stata la prima azione disciplinare presa nel paese per l’uso improprio di lacrimogeni, proiettili di gomma e proiettili esplosivi durante le rivolte di strada, in cui la polizia ha ucciso un numero di dimostranti che oscilla tra tredici a diciotto, in numerose città del paese. La famiglia del giovane ha ricevuto l’indennizzo nel corso del 2013.

 

GIUSTIZIA E OPERATO DEGLI APPARATI DI SICUREZZA

 

I)              Uccisioni arbitrarie / arresti, detenzioni sequestri e sparizioni politicamente motivati / torture e altri trattamenti degradanti perpetrati da parte degli apparati di sicurezza

 

Sebbene sia proibito dalla legge, le forze di polizia, in genere male addestrate e preparate, fanno frequentemente un uso eccessivo della forza durante l’arresti, l’interrogatorio e l’imprigionamento di persone sospettate di reati. Le organizzazioni per la difesa dei diritti umani e i mezzi di  comunicazione riferiscono di torture, trattamenti crudeli e degradanti e altri abusi. Le forze di polizia continuano anche a essere responsabili di detenzioni e arresti arbitrari, sebbene questa non sia la norma.  L’MDM denuncia numerosi arresti di suoi attivisti politici, solo per aver esposto in pubblico la bandiera del partito. I detenuti, le loro famiglie e le associazioni della società civile continuano a denunciare casi in cui la polizia e i responsabili delle strutture penitenziarie chiedono tangenti ai prigionieri per rilasciarli al termine della pena.

 

Un altro problema riguarda l’indipendenza del potere giudiziario. Nell’ottobre 2012, un giudice della provincia di Inhambane ha condannato trentasette membri dell’MDM a due mesi di prigione, per avere fatto illegalmente campagna elettorale vicino ai seggi durante le elezioni amministrative supplementari (municipali) dell’aprile dello stesso anno. Gli arresti e la successiva condanna degli attivisti sono stati considerati dalla comunità internazionale come un evidente atto intimidatorio finalizzato a sopprimere il sostegno ai partiti d’opposizione.

 

Nel giugno 2014, il governo ha arrestato il generale Jeronimo Malagueta, ex comandante guerrigliero e attuale capo del dipartimento dell’informazione della RENAMO, con l’accusa di essere mandante di omicidi, di distruzione di beni e di incitamento alla violenza. La RENAMO ha condannato l’episodio etichettandolo come politicamente motivato e ha chiesto la liberazione del generale, che però  è stato liberato soltanto nel marzo del 2014, dopo che il tribunale ha fatto cadere le prime due accuse, mantenendo solo quella di incitamento alla violenza.

 

II)            Arresti e detenzioni arbitrarie, funzionamento dell’apparato giudiziario

 

Sebbene le leggi del paese stabiliscano che gli arresti debbano avere luogo solo dietro mandati giudiziari, fatta eccezione per i casi di flagranza di reato, la polizia continua ad arrestare e detenere persone in modo arbitrario. Per legge, la lunghezza massima della detenzione investigativa senza mandato è di novanta ore, mentre quella con mandato può durare sei mesi, con il diritto per il detenuto di chiedere una revisione giudiziaria del caso.

 

Il fermo può essere prolungato per altri novanta giorni mentre le autorità continuano l’inchiesta. Una persona accusata di reati con pene massime di oltre otto anni può rimanere in stato di detenzione per altri ottantaquattro giorni, senza essere formalmente accusata; e questa estensione può essere rinnovata per altri due periodi di lunghezza analoga. La legge stabilisce che, se allo scadere del periodo, non vengono mosse a carico del detenuto accuse formali, questo deve essere rilasciato. In molti casi, però, le autorità ignorano o non applicano queste regole, così come ignorano il diritto dei detenuti all’assistenza legale e a ricevere visite.

 

La legge garantisce ai cittadini il diritto di utilizzare il sistema giudiziario e di ricevere assistenza legale, indipendentemente dalle loro possibilità economiche. Tuttavia, a causa della carenza di avvocati, gli imputati spesso non sono assistiti.

 

Non risultano esserci nel paese detenuti tenuti in isolamento o agli arresti domiciliari.

 

I funzionari di polizia e le guardie carcerarie chiedono tangenti per il rilascio di detenuti che hanno già scontato la sentenza. La polizia ogni tanto opera detenzioni arbitrarie o esegue falsi arresti, ma questi non sono la norma. Il prolungarsi eccessivo della detenzione in attesa di giudizio costituisce un grave problema, causato dalla carenza di giudici e magistrati inquirenti e da una scarsa comunicazione interna.

 

III)           Condizioni di vita della popolazione carceraria

 

Sebbene ci siano stati alcuni miglioramenti nelle condizioni di detenzione della popolazione carceraria, queste continuano a rimanere estremamente dure e tali da mettere a rischio la vita dei detenuti.  Tra i principali problemi che affliggono le carceri del Mozambico vi sono il sovraffollamento,  l’inadeguatezza dei servizi igienici, la carenza di acqua potabile e cure mediche, e il vitto insufficiente. Nel settembre 2013, secondo dati forniti dal direttore del servizio penitenziario, nelle 184 prigioni del paese erano ospitati 15.663 detenuti, contro una disponibilità di 7.804 posti. Di questi, 5.108 erano in attesa di giudizio, e 618 donne.

 

La malaria, la tubercolosi, il colera e l’HIV sono malattie comuni tra la popolazione carceraria in tutte le prigioni del paese, dove si registrano numerosi decessi, nella grande maggioranza dovuti a malattie. Le condizioni di detenzione nelle prigioni gestite dalle forze di polizia sono peggiori rispetto a quelle dei normali istituti penitenziari.

 

IV)           Lotta alla corruzione nel settore pubblico

 

Sebbene le leggi stabiliscano sanzioni penali per i reati di corruzione dei pubblici funzionari, il governo non le applica in modo efficace, favorendo un contesto di impunità. Ai livelli più elevati, la corruzione delle élite politiche ed economiche è la norma.  Ai livelli più bassi, sono diffusi i fenomeni di piccola corruzione, spesso attuata per integrare i modesti salari. In particolare, risultano generalizzate le pratiche estorsive da parte della polizia,  che godono di una quasi totale impunità. La polizia procede ad arresti arbitrari di cittadini con il solo scopo di estorcere loro denaro, e molte vittime non denunciano le estorsioni per mancanza di fiducia nelle istituzioni.

 

All’interno dell’ufficio del procuratore della repubblica esiste un ufficio centrale autonomo per la lotta alla corruzione, malversazione e sottrazione di fondi dello stato nella pubblica amministrazione. Tuttavia, la carenza di risorse ne pregiudica l’efficacia.    

 

Nel 2013, una ONG inglese ha pubblicato un rapporto che mostrava come le importazioni ufficiali dichiarate dalla Cina di legno proveniente dal Mozambico  eccedessero le esportazioni ufficiali del Mozambico verso la Cina di 2,55 miliardi di meticais (ottantasei milioni di dollari). Il rapporto accusava l’attuale il ministro all’agricoltura José Paceco e il suo predecessore, Tomasa Mandate, di complicità con l’export illegale di legno.

 

LIBERTA’ DI STAMPA

 

La costituzione sancisce il diritto di parola e la libertà di stampa e, in generale, il governo rispetta questi diritti. In generale è possibile criticare il governo sia in pubblico che in privato senza ritorsioni. Tuttavia, alcune persone, particolarmente quelle che lavorano per i mezzi di informazione vicini al governo, riferiscono di intimidazioni e ritorsioni subite sul posto di lavoro.

 

Nell’agosto 2013, Refila Boy, un famoso rapper mozambicano, i testi delle cui canzoni sono spesso critiche verso il presidente Guebuza e altri rappresentanti del governo, ha denunciato alla lega del Mozambico per i diritti umani che il principale studio di registrazione musicale di Maputo aveva ricevuto dal governo istruzioni di non registrare le sue canzoni. Il rapper ha dichiarato anche di essere stato arrestato e maltrattato dalla polizia diverse volte, dal 2008.

 

L’alto tasso di analfabetismo fa sì che la carta stampata non sia il principale mezzo di comunicazione. I quotidiani raggiungono circa un milione di persone su una popolazione di quasi ventiquattro milioni. Il governo mantiene una maggioranza di controllo su Notícias, il principale quotidiano del paese. Altre pubblicazioni filo governative sono il quotidiano Diário de Moçambique e il settimanale Domingo. Nel paese è, però, presente anche una  stampa indipendente che pubblica informazioni e notizie critiche sul governo.

 

Radio Mozambico, finanziata per circa il 50% dal governo, è considerata il principale mezzo di comunicazione del paese, e programma in diciotto lingue diverse. La radio produce servizi su temi importanti, sebbene tenda a invitare perlopiù partecipanti filo governativi o meno critici con il governo. Anche la Televisão de Moçambique (TVM) produce notizie con un taglio filo governativo. In tutto il paese esistono numerose radio provate.

 

Alcuni giornalisti subiscono molestie, aggressioni e intimidazioni a causa delle loro attività. Ad esempio, il 3 settembre 2013, la polizia ha arrestato una equipe televisiva che stava seguendo un servizio relativo a un caso di inappropriata registrazione di membri della organizzazione giovanile del FRELIMO (OJM) come scrutatori alle elezioni comunali. I giovani, che indossavano la maglietta dell’OJM, hanno bloccato il veicolo su cui viaggiavano gli operatori della televisione e, spintonandoli e minacciandoli, hanno cercato di impossessarsi della telecamera. La polizia, intervenuta per sedare la colluttazione, ha arrestato gli operatori, rilasciandoli solo tre ore dopo senza accuse. ma non gli assalitori.

 

Molti giornalisti praticano l’autocensura, anche a prescindere da eventuali atti di intimidazione. La gran parte delle entrate dei mezzi di comunicazione locali proviene infatti dal settore pubblico e da attività economiche comunque gestite dallo stato, e pubblicare critiche contro il governo può comportare la cancellazione di importanti contratti da parte del governo o del FRELIMO.

 

Per alleggerire l’autocensura e le reazioni negative del governo, la gran parte dei mezzi di comunicazione indipendenti adottano la strategia di pubblicare simultaneamente le notizie potenzialmente sensibili per il governo. Tuttavia, mentre i mezzi di comunicazione nazionali sembrano piuttosto liberi, fuori dalle grandi città il controllo governativo risulta più stringente, soprattutto sulle radio comunitarie, la più importante fonte di informazione del paese.