Myanmar

Scheda rischio investimenti

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Indice di rischio paese: CC+ (22,50)

 

 

Dati principali

  • Popolazione totale (stima, luglio 2014): 55.746.253
  • PNL pro-capite PPP in dollari USA (stima, 2013): 3,998
  • Indice di Sviluppo Umano (stima, 2013): 0,524
  • Rapporto debito PIL % (stima, 2013): 42,66
  • Principali trattati e convenzioni internazionali multilaterali in materia di riconoscimento di sentenze arbitrali o giudiziali internazionali: MIGA; CREFAA
  • Principali gruppi armati nel paese: Liberation Army (ALA); Arakan Army (AA); Kachin Independence Army (KIA); National Democratic Alliance Army (NDAA Mongla); Shan State Army - South (SSA - S); Shan State Army - North (SSA - N); Myanmar National Democratic Alliance Army (MNDAA); Ta’ang National Liberation Army (TNLA)/Palaung State Liberation Front (PSLF); Pa’O Peoples Liberation Army (PPLA);  Lahu Democratic Front (LDF); United Wa State Army (UWSA); Karenni Army (KnA); Kayan New Land Party (KNLP); Karen National Defense Organization/Karen National Liberation Army (KNDO/KNLA); Democratic Karen Buddhist Army (DKBA); Mon National Liberation Army (MNLA); Rohingya National Army (RNA)

 

 

Nel novembre 2012 il presidente Thein Sein ha firmato la nuova legge sugli investimenti esteri. La legge rappresenta un passo positivo nella direzione di favorire lo sviluppo delle attività imprenditoriali nel paese. Tuttavia, la sua efficacia nel promuovere lo sviluppo economico rischia di essere limitata, se il governo non riuscirà a promuovere una graduale democratizzazione delle istituzioni nazionali e a ridurre la corruzione endemica all’interno dell’apparato politico, militare e amministrativo dello stato, a partire dal potere giudiziario.  Nell’aprile 2012, si sono tenute elezioni per il rinnovo di quarantacinque dei 664 seggi del parlamento, considerate dagli osservatori internazionali ampiamente libere e corrette. La National League for Democracy (NLD), il principale partito dell’opposizione, guidato dalla premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, ne ha conquistati quarantatré. Nel 2010 il paese aveva tenuto le sue prime elezioni nazionali negli ultimi venti anni, giudicate però dalla comunità internazionale né libere né corrette. Il governo, sostenuto dai militari, ha continuato a mantenere la norma costituzionale che non permette ai candidati alla presidenziali i cui coniugi o figli siano cittadini di un paese straniero di diventare presidente o vice presidente della repubblica, impedendo così a Aung San Suu Kyi di presentarsi come candidata alla presidenza. Il 2 gennaio 2014, il presidente ha emanato un indulto generale, che ha portato alla liberazione di 13.274 detenuti, compresi alcuni prigionieri politici. Tuttavia, si stima che trentatré prigionieri politici continuino a rimanere nelle carceri del paese, senza contare le centinaia  di detenuti politici dello stato di Rahkine, scenario di un grave conflitto tra le comunità mussulmane dei Rohingya e quelle buddiste dei Rahkine, che ha continuato a  causare numerosi morti tra la popolazione civile e la distruzione di molte abitazioni. Sono invece proseguiti i negoziati di pace tra il governo e una larga parte dei gruppi armati di matrice etnica del paese, i quali hanno portato allo stabilimento di una tregua in buona parte del paese. Nonostante questi sviluppi, non sono comunque mancate le violenze, anche se di scala e gravità più ridotta rispetto al passato.

 

 

Composizione dell'indice di rischio paese

 

1. Divario tra sviluppo sociale e sviluppo economico: punti  1/4

 

2. Violazioni dei diritti umani: punti 3/4

 

3. Conflitti armati, presenza o attività di gruppi armati e rischio terroristico: punti 3/5

 

4. Sfiducia nelle istituzioni e percezione della corruzione: punti 2,50/4

 

5. Rischio finanziario paese: punti 5/5

 

6. Difficoltà di fare business nel paese: punti 3/3,25

 

7. Rischio di esproprio ed efficacia degli strumenti di protezione degli investimenti: punti 5/8