Rischio espropri e protezione degli investimenti

Il governo della Namibia è impegnato nello stimolare la crescita economica e l’occupazione attraendo investimenti dall’estero. Ogni investimento estero in Namibia deve essere approvato dallo stato. Il consiglio per gli investimenti della Namibia (NIC) ha il compito di effettuare una valutazione degli investimenti esteri nel paese e li inoltra al ministero per il commercio e l’industria per l’approvazione, passo necessario per ottenere anche il Certificate of Status Investment (CSI), documento che da diritto a una serie di agevolazioni. 

 

Gli investimenti esteri sono regolati dal Foreign Investment Act del 1990, che garantisce una parità di trattamento tra investitori esteri e imprese locali, compresi i risarcimenti nel caso di esproprio da parte dello stato. La legge sugli investimenti pone comunque alcuni limiti agli investimenti esteri, la maggior parte dei quali riguardano i diritti sulla terra, le risorse naturali e gli appalti pubblici.

 

Nel 2011, il governo namibiano ha dichiarato l’uranio, l’oro, il rame e altri metalli rari “minerali strategici”, con l’obiettivo di concedere nuove licenze di sfruttamento in esclusiva a imprese statali namibiane di nuova costituzione, le quali possono a loro volta costituire joint venture con entità straniere per l’esplorazione e lo sfruttamento di nuovi giacimenti.  Questa nuova normativa non dovrebbe comunque avere nessun impatto sui rinnovi delle concessioni esistenti.

 

Come tutti i paesi della regione con un passato di colonialismo e apartheid la Namibia sta, anche se lentamente, perseguendo una politica di riforma agraria, imperniata però sul principio della “volontà del venditore e dell’acquirente”, del giusto indennizzo e del rispetto delle procedure legali.

 

Nell’ambito della riforma agraria, il governo si è concentrato soprattutto nell’esproprio di terreni agricoli improduttivi appartenenti sia a cittadini namibiani che stranieri (soprattutto tedeschi). Nel 2005 sono state espropriate quattro grandi proprietà agricole, ma nel 2008, la corte suprema ha ordinato la restituzione di due di queste ai legittimi proprietari e il pieno indennizzo per gli altri due.  La Namibia è membro della Multilateral Investment Guarantee Agency (MIGA), ma  non dell’ International Centre for Settlement of Investment Disputes (ICSID) e della Convention on the Recognition and Enforcement of Foreign Arbitral Awards (CREFAA). Tuttavia, in caso di contenziosi, la legge sugli investimenti consente agli investitori, purché in possesso di CSI, di accedere ai sistemi di arbitrato internazionali.

Ad ogni modo, in generale, il Foreign Investment Act prevede che, qualora lo stato espropri un investimento effettuato da investitori esteri in possesso del CSI, debba essere riconosciuto loro il diritto a un giusto indennizzo, senza ritardi e in valuta liberamente convertibile.

 

I tribunali della Namibia sono in genere indipendenti e rispettano i contratti.  Il sistema giudiziario della Namibia è ampiamente percepito come libero da interferenze politiche. Tuttavia, i processi possono essere estremamente lenti e le cause possono durare anche parecchi anni prima di giungere ad una sentenza.

 

Il governo riconosce agli investitori esteri (purché in possesso di CSI) il diritto di rimettere all’estero gli utili, i pagamenti di debiti contratti all’estero per l’effettuazione degli investimenti, le royalties e altri trasferimenti, comprese le liquidazioni degli investimenti stessi a soggetti namibiani.  Non esistono limitazioni ai trasferimenti verso l’estero. La banca centrale della Namibia gestisce e approva le richieste di trasferimento. Tuttavia, le commissioni bancarie e i costi dei trasferimenti sono tra i più alti al mondo.  Il dollaro namibiano è una valuta pienamente convertibile, il cui valore è stabilito dal mercato.