Conflitti e rischio terroristico

A partire dal 2012, il sostegno dato al governo del Mali contro i gruppi armati jihadisti ha esposto il Niger ad un aumento degli attacchi terroristici di rappresaglia. Inoltre, la permeabilità dei confini con il Mali, la Libia e la Nigeria continua a rappresentare un serio problema di sicurezza, alimentando nel paese una forte paura di contagio dei conflitti che attualmente insanguinano questi paesi.

 

Tra il 2010 e il 2011, si è verificata una serie di rapimenti di cittadini stranieri da parte di gruppi jihadisti, la grande maggioranza dei quali terminati tragicamente. Nel corso del 2013, il paese è stato coinvolto in una serie di attacchi terroristici di più ampia portata, consistenti in assalti a diversi obiettivi sensibili. Nel maggio 2013, il Mouvement pour l'unicité et le jihad en Afrique de l'Ouest (Mujao) ha attaccato una base militare ad Agadez e una miniera gestita da una impresa francese ad Arlit. L’attacco, avvenuto mediante l’utilizzo di un’autobomba, un attentatore suicida e miliziani armati con armi leggere, ha causato trentacinque morti, dieci dei quali tra gli attaccanti. Nel giugno 2013, lo stesso gruppo armato ha effettuato un attacco alla prigione centrale di Niamey, liberando trentadue detenuti, molti dei quali sospettati di fare parte di gruppi terroristici. Nel corso dello scontro due persone sono rimaste uccise e una decina ferite. 

 

Inoltre, tra aprile e luglio del 2013 si sono registrati anche nove attacchi armati nella regione di Agadez, che hanno causato la morte di almeno quattro persone  e il furto di milioni di franchi CFA. In una di queste azioni, nel giugno 2013, un gruppo di individui armati ha assaltato un autobus tra Agadez e Arlit, uccidendo tre passeggeri e rubando contanti e oggetti di valore. Per quanto non ci siano prove, non si può escludere che almeno in parte queste azioni siano state effettuate da individui collegati gruppi armati jihadisti.

I confini con la Nigeria risultano a rischio a causa delle continue operazioni nigeriane di contrasto al gruppo armato jihadista Boko Haram. Alla fine del gennaio 2014 le forze di sicurezza nigeriane, in cooperazione con quelle maliane e francesi, hanno lanciato un’operazione lungo il confine tra il Mali e il Niger. Nel febbraio 2014, le forze nigerine hanno fatto irruzione in un presunto campo di addestramento di Boko Haram, situato a Diffa, in Niger, arrestando una ventina di individui sospettati di fare parte dell’organizzazione jihadista nigeriana. Si sospetta che il gruppo stesse pianificando attentati contro mercati e altre aree densamente popolate.

 

Nel settembre 2013, tuareg maliani hanno attaccato villaggi e campi di fulani (Pehul) nel Tillaberi settentrionale, uccidendo tre persone, ferendone molte altre,  razziando oltre 140 capi di bestiame e rubando 2.950.000 franchi CFA (oltre 6.000 dollari USA) in contanti, oltre a oggetti di valore. I fulani hanno a loro volta reagito uccidendo tre tuareg. Alcuni di questi erano probabilmente membri del Mouvement National pour la Libération de l'Azawad (MNLA) o del MUJAO.

 

Considerando il numero e la gravità di azioni armate verificatesi tra il 2013 e il primo quadrimestre del 2014, il paese può considerarsi tecnicamente in una situazione di conflitto armato. Nel corso del 2013, gli attacchi armati effettuati da gruppi eversivi contro obiettivi militari e civili hanno causato almeno la morte di oltre quaranta persone.  

 

Una larga parte dei  confini con il Benin risulta insufficientemente demarcata, incluso in corrispondenza  della località del Tripoint, tra Niger, Benin e Nigeria. Tuttavia, non vi sono contenziosi in atto con paesi terzi suscettibili di evolvere in conflitti armati.