Rischio espropri e protezione degli investimenti

Il governo della Nigeria promuove una politica abbastanza favorevole agli investimenti esteri. Le leggi nigeriane danno agli investitori stranieri il diritto di costituire nel paese imprese da loro controllate al cento percento, tranne che nel settore petrolifero e del gas naturale, dove gli investimenti sono limitati a joint venture e accordi di condivisione della produzione. Esistono limitazioni di legge agli investimenti internazionali nei settori collegati alla sicurezza nazionale, come quello delle armi da fuoco, delle munizioni e dell’equipaggiamento militare. Le imprese straniere, dopo la loro costituzione, devono registrarsi presso la commissione nigeriana per la promozione degli investimenti (NIPC). Le nazionalizzazioni e le espropriazioni sono proibite, salvo nei casi di interesse nazionale.  Le leggi della Nigeria non sono discriminatorie nei confronti degli investimenti esteri e prevedono per questi un eguale trattamento rispetto agli investimenti nazionali.

 

Negli ultimi dieci anni, non risulta che il paese abbia effettuato espropriazioni di patrimoni produttivi o attuato misure equivalenti ai danni di proprietà di cittadini stranieri o multinazionali estere, né che vi siano programmi attualmente in atto da parte del governo che prevedano l'esproprio di patrimoni produttivi stranieri.

 

Per quanto riguarda il funzionamento del sistema giuridico nigeriano, la common law regola la gran parte delle attività commerciali, modificata, quando previsto, da statuti per conformarsi alla legge islamica e alle altre leggi consuetudinarie del paese. La corte suprema è al vertice del sistema giudiziario e ha la giurisdizione finale in materia costituzionale, civile e penale. La corte suprema federale ha invece giurisdizione su questioni fiscali e finanziarie.

I contenziosi tra gli investitori esteri e lo stato nigeriano o le imprese locali sono gestiti dai tribunali nazionali che, occasionalmente, emettono sentenze anche sfavorevoli al governo. Tuttavia, le parti soccombenti non sempre risarciscono le controparti in modo rapido. Il sistema giudiziario nigeriano è indebolito dalla carenza di risorse umane e materiali e dal fatto che i giudici sono malpagati. Tutti questi fattori alimentano la corruzione e minano l’applicazione delle leggi nel paese. 

 

Il paese riconosce il sistema di arbitrato. L’Arbitration and Conciliation Act del 1988 stabilisce un quadro giuridico per una corretta ed efficiente risoluzione dei contenziosi commerciali.  Vengono riconosciuti come accettabili tutti i principali sistemi di arbitrato internazionale esistenti, e in particolare la  Convention on the Recognition and Enforcement of Arbitral Awards (CREFAA), purché vi sia una  reciprocità nel paese dell’investitore. Alcune imprese inseriscono nei contratti con partner nigeriani clausole per l’arbitrato presso la Camera di Commercio Internazionale. La Nigeria è anche membro dell’International Center for the Settlement of Investment Disputes (ICSID) e della Multilateral Investment Guarantee Agency (MIGA).

 

Imprese e individui stranieri possono aprire ì conti correnti bancari in valuta estera presso le banche locali. I titolari dei conti non hanno limitazioni sull’uso dei loro fondi e agli investitori stranieri è riconosciuto il diritto di rimpatriare utili e capitali, senza restrizioni. Il NIPC garantisce agli investitori esteri il trasferimento di dividendi all’estero, al netto di una tassa del dieci percento. Le imprese devono fornire prove del reddito generato e delle tasse pagate prima di rimpatriare i dividendi. Se la documentazione è in regola, il processo è di solito rapido,