Conflitti e rischio terroristico

Il governo ha compiuto passi importanti nella lotta al terrorismo interno, ma nel paese rimane una minaccia di attentati terroristici. Tra il gennaio  2013 e l’aprile 2014, Le autorità hanno arrestato  membri di Sendero Luminoso (o SL), il gruppo armato eversivo più attivo in Perù, attualmente però più attivo nei traffici di stupefacenti che nell’organizzazione di attentati terroristici.  Nel luglio 2013, le forze di sicurezza hanno arrestato ventiquattro persone con l’accusa di traffico di cocaina e fornitura di sostegno materiale a SL. Tra le persone arrestate figurava anche un’ex onorevole del congresso peruviano e membri del sindacato dei produttori di coca. Nell’agosto 2013, le forze di sicurezza hanno ucciso tre militanti di SL, tra cui i “compagni” Alipio e Gabriel, due dei comandanti di alto livello dell’organizzazione, infliggendole un durissimo colpo.  

 

Sebbene non si siano registrati attacchi nei centri principali o nelle destinazioni turistiche del paese, nel corso del 2013 sono state documentate cinquantaquattro attività terroristiche, principalmente nei dipartimenti di Ayacucho e Cusco. Nel 2012, se ne erano registrate ottantasei.

Se la maggioranza di queste attività sono consistite in scorribande in piccoli paesi, attuate con l’obiettivo di ottenere rifornimenti o reclutare membri per l’organizzazione, diciannove di queste sono consistite in attacchi con armi leggere a installazioni dell’esercito peruviano o della polizia nazionale. Durante le attività anti-terrorismo due poliziotti e un militare sono rimasti uccisi, e altri cinque feriti.

 

Nell’aprile 2014, in una maxi operazione che ha coinvolto oltre 300 poliziotti e militari, le forze di sicurezza peruviane hanno arrestato 28 persone con l’accusa di essere legate a SL e emesso mandati di cattura per sei peruviani residenti all’estero. Tra le persone arrestate figuravano due avvocati che rappresentano il leader di SL attualmente in prigione e l’ala politica del Movimento por la Amnistía y los Derechos Fundamentales (MOVADEF). Tra gli arrestati figurava anche un cugino del presidente Humala.

 

L’ultimo vero e proprio attacco degno di nota a Lima è avvenuto nel marzo 2002, quando un’auto bomba è stata fatta detonare in un parcheggio di un centro commerciale, nella zona di Monterrico, nel centro della città.

 

Il gruppo terroristico Movimiento Revolucionario Túpac Amaru (MRTA), invece, non è più considerato una possibile minaccia. L’ultima importante azione di questo gruppo risale al 1997, quando quattordici membri dell’organizzazione hanno occupato la residenza dell’ambasciatore del Giappone a Lima, prendendo settantadue persone in ostaggio per oltre quattro mesi. La maggioranza dei loro leader è stata uccisa o imprigionata e nessuna attività di una certa rilevanza è stata riscontrata dopo questa azione. 

 

Per quanto riguarda il rischio di conflitto interstatale con paesi terzi, continua ad essere fonte di tensione la disputa sui confini marittimi con il Cile, nonostante una recente sentenza della corte internazionale di giustizia dell’Aja. La sentenza ha dato ragione alle richieste del Perù che chiedeva che i propri confini marittimi si estendessero verso sud ovest, perpendicolari al punto dove i confini dei due paesi incontrano l’oceano. Il Cile invece sosteneva che questi dovessero estendersi dalla costa in parallelo alla linea dell’equatore, citando a sostegno di questa tesi i trattati siglati dai due paesi nel 1952 e 1954. L’area marittima antistante i confini tra Cile e Perù è considerata una delle zone di pesca più ricche del mondo. Mentre in Cile la sentenza della corte internazionale di giustizia non è stata presa di buon grado, per il Perù questa è stata vista come una rivincita per la sconfitta subita durante la guerra del Pacifico del 1879-1883, in cui il Cile ha preso il controllo della regione mineraria tra Perù e Bolivia, strappandola a questi due paesi.

 

Dispute di frontiera hanno avuto luogo tra Perù e Ecuador intorno alle pendici orientali della Cordillera del Cóndor. Nel 1981 le tensioni tra i due paesi erano sfociate in un breve conflitto armato in cui l’esercito peruviano aveva preso il controllo di tre avamposti militari dell’Ecuador. La mobilitazione dell’esercito dell’Ecuador intorno alla Cordillera del Cóndor nel 1994 ha portato, nel gennaio 1995, ad uno scontro armato per il controllo di numerosi avamposti ubicati tra le sorgenti del fiume Cenepa, all’interno di una striscia di territorio della lunghezza di settantotto chilometri, rivendicata da entrambi i paesi. Durante lo scontro, durato per circa un mese,  le forze peruviane sono riuscite a conquistare tutti gli avamposti ecuadoriani nel proprio territorio, sebbene l’Ecuador abbia inflitto all’esercito peruviano alcune perdite. Una dichiarazione di pace è stata firmata a Montevideo il 28 febbraio 1995. Nel 1998 i due paesi hanno poi firmato un accordo di pace completo e nel 1999 sono stati demarcati i confini.