Rischio espropri e protezione degli investimenti

La costituzione del 1993 garantisce agli investitori esteri gli stessi diritti riconosciuti a quelli nazionali e permette gli investimenti esteri in praticamente tutti i settori dell’economia. Tuttavia, sebbene la costituzione garantisca la libertà economica in base all’articolo 63, il governo ha occasionalmente adottato misure che contravvengono i principi del libero mercato. Ad esempio, nel 2011 l’amministrazione García ha bloccato un progetto minerario canadese finalizzato all’estrazione dell’argento nell’area di Puno, in seguito a violente proteste delle comunità locali.  L’azienda canadese ha fatto ricorso contro la cancellazione del progetto  in base all’accordo sul libero commercio siglato tra il Canada e il Perù.


Secondo la costituzione peruviana, lo stato può espropriare proprietà private solo per finalità di pubblico interesse, come ad esempio progetti di lavori pubblici o sicurezza nazionale. Ogni espropriazione necessita di apposita legge di espropriazione approvata dal congresso. Il governo del Perù ha espresso la sua intenzione di rispettare gli standard internazionali riguardanti gli espropri.


Nel gennaio 2012, il congresso ha approvato una legislazione per espropriare un certo numero di abitazioni e altre proprietà adiacenti all’aeroporto di Lima per un progetto di espansione dello stesso, e gli indennizzi sono stati calcolati al giusto prezzo di mercato.


Il Perù è è parte della Convention on the Recognition and Enforcement of Foreign Arbitral Awards (CREFAA) e membro dell’International Center for the Settlement of Investment Disputes (ICSID).  Le controversie tra gli investitori esteri e il governo peruviano riguardanti contratti preesistenti devono ancora essere risolti tramite tribunali peruviani, a meno che le parti stabiliscano diversamente, inserendo nei contratti clausole di arbitrato nazionale o internazionale .   Numerose organizzazioni private, come ad esempio la Camera di Commercio Americana, la Camera di Commercio di Lima e la Universidad Católica, gestiscono centri di arbitrato. La qualità dei centri di arbitrato non è uniforme e gli investitori devono scegliere le sedi con attenzione.

Nel paese, la risoluzione dei contenziosi commerciali ha continuato a costituire un problema, sebbene dal 2004, il governo abbia intrapreso passi per migliorare situazione, creando tribunali commerciali e riducendo i tempi per la risoluzione dei casi. Grazie al lavoro dei giudici specializzati, i tempi di soluzione delle cause commerciali sono passati da due anni (con il vecchio sistema basato sulle corti civili) a due mesi (con il nuovo).  Le sentenze d’appello risolvono la gran parte dei casi, così che pochi di questi arrivano alla corte suprema. La preparazione dei giudici risulta però variabile e corruzione, influenza politica e altre influenze esterne sono comuni all’interno del potere giudiziario.Il ricorso all’appello come tattica dilatoria, spesso dà l’impressione agli investitori stranieri che i contratti siano difficili da far rispettare nel paese. 


I tribunali civili e penali di prima istanza e d’appello operano a livello provinciale, mentre la corte suprema ha sede a Lima. In principio, la legge peruviana riconosce e difende la proprietà, sia sui beni immobili che su quelli mobili. Ad eccezione dei tribunali commerciali, il sistema giudiziario peruviano è spesso estremamente lento e l’arretrato dei casi di solito rallenta ulteriormente il processo decisionale. L’esito delle decisioni dei tribunali e il grado di applicazione di queste sono difficili da prevedere. La legge sulla conciliazione del 1997 (DL 26872) richiede alle parti, in molti casi riguardanti contenziosi civili e commerciali, di prendere in considerazione procedure conciliatorie prima di promuovere azioni legali. Le parti spesso si rivolgono all’arbitrato per risolvere le controversie commerciali, evitando di coinvolgersi in processi giudiziari.


La costituzione permette l’arbitrato internazionale come strumento di risoluzione dei contenziosi tra gli investitori stranieri e lo stato o le imprese da esso controllate. In precedenza, il governo del Perù ricorreva in appello contro le sentenze arbitrali sottoponendo i casi al potere giudiziario, il quale li ritardava finché le imprese internazionali non si ritiravano. Per evitare tale tattica, la corte suprema peruviana ha stabilito che le sentenze arbitrali, a partire dal luglio 2005, non sono più appellabili e vanno considerate finali. Il Perù parte della Multilateral Investment Guarantee Agency (MIGA). 

Nel paese non si registrano difficoltà particolari nel chiedere e ottenere valuta estera e la costituzione del 1993 garantisce la libera convertibilità della valuta nazionale. Per calmierare le variazioni estreme del tasso di cambio, la Banca Centrale peruviana interviene sul mercato comprando o vendendo valuta nazionale, senza imporre controlli sui tassi di cambio o sulle transazioni.  Il governo del Perù ha eliminato anche qualsiasi restrizione alla rimessa di utili, dividendi, royalties e capitali, sebbene gli investitori stranieri, per poter fruire di queste agevolazioni, debbano registrare i loro investimenti presso ProInversión, l’ente che si occupa della promozione degli investimenti nel paese. Chiunque può aprire e mantenere conti correnti in valuta estera presso le banche commerciali peruviane.  Gli operatori non riscontrano alcun problema nella rimessa di capitali, utili, pagamenti di prestiti o leasing contratti all’estero.