Rischio espropri e protezione degli investimenti

Le leggi sugli investimenti della Repubblica Centrafricana non risultano discriminatorie nei confronti degli investimenti esteri. In generale, agli investitori privati è proibito investire in settori quali i servizi idrici, postali, di telecomunicazione fissi e di trasporto. Negli ultimi dieci anni, non risulta che il paese abbia effettuato espropriazioni di patrimoni produttivi o attuato misure equivalenti ai danni di proprietà di cittadini stranieri o multinazionali estere, né che vi siano programmi attualmente in atto da parte del governo che prevedano l'esproprio di patrimoni produttivi stranieri.


Fare valere i diritti di proprietà e contrattuali nel paese può però risultare difficile. La costituzione sancisce l’indipendenza del potere giudiziario, ma questo continua a rimanere soggetto all’influenza governativa. Lo scoppio della guerra civile, tuttora in corso, ne ha ulteriormente compromesso le sue capacità.  In seguito all’offensiva della Seleka, una larga parte del personale giudiziario è fuggita e in diversi tribunali molti documenti sono stati saccheggiati e le posizioni dei giudici occupate da esponenti della Seleka.

 

La Repubblica Centrafricana è membro dell’International Center for the Settlement of Investment Disputes (ICSID), ha ratificato la Convention on the Recognition and Enforcement of Foreign Arbitral Awards (CREFAA) ed è membro della Multilateral Investment Guarantee Agency (MIGA) e dell’Organisation pour l'Harmonisation en Afrique du Droit des Affaires (OHADA).

 

Nella Repubblica Centrafricana non si registra alcuna presenza di vincoli o limiti al rimpatrio di utili d'impresa o capitali e altre rimesse in relazione agli investimenti. La moneta locale è il franco dell’Africa centrale CFA, una valuta comune a sei paesi della regione, pienamente convertibile e liberamente quotata sul mercato.