Rischio espropri e protezione degli investimenti


Le leggi sugli investimenti della RDC non sono discriminatorie nei confronti degli investimenti esteri, salvo su alcune specifiche questioni che riguardano l’impiego e le tasse. In generale, non esistono limiti formali o meccanismi di screening sugli investimenti stranieri nella maggior parte dei settori dell’economia. Tuttavia, i processi per il conferimento dei  permessi e delle licenze nel settore minerario e delle telecomunicazioni spesso sono arbitrari, opachi e caratterizzati da un certo livello di corruzione.


Le leggi sul possesso della terra della RDC permettono allo stato di espropriare patrimoni per ragioni di pubblica utilità, quando vi è la presenza nel sottosuolo di minerali preziosi o quando la terra è stata acquisita in modo illegittimo.  In ogni caso, lo stato è tenuto a risarcire la parte espropriata in modo equo. Tuttavia, anche queste disposizioni non sono pienamente rispettate e le attività nel settore minerario, energetico e dello sfruttamento delle risorse forestali sono quelle più a rischio di esproprio.

 

Attualmente, diversi contenziosi tra il governo congolese e investitori esteri sono sottoposti ad arbitrato internazionale. Tuttavia, i giudizi delle corti arbitrali internazionali non sembrano in questi casi avere dato risultati concreti.

 

Ad esempio, nell’agosto 2010 il governo della RDC ha occupato militarmente e espropriato la più grande concessione mineraria di rame del paese, di proprietà della società mineraria canadese  First Quantum Minerals, riassegnandola in seguito ad un’altra impresa concorrente, la Eurasian Natural Resources Corporation, una società con sede a Londra, ma posseduta al quaranta percento da un imprenditore kazako.  Sebbene l’azienda canadese sia successivamente riuscita a rivalersi in sede internazionale contro l’impresa concorrente (ma non contro il governo della RDC), questo caso può essere considerato emblematico dei rischi che investire nella RDC comporta.

 

La strategia delle espropriazioni del governo della RDC ha le sue radici nella politica di revisione delle concessioni iniziata nel 2007, quando il governo ha decretato che tutte le concessioni assegnate presentavano problemi. Nel 2010 è stata completata la revisione di sessantuno contratti di concessione mineraria assegnati a imprese private tra il 1997 e il 2002. Questo processo, molto criticato per la sua mancanza di trasparenza, apre molti interrogativi sui rischi di futuri investimenti in questo paese. 

 

La RDC non è parte della Convention on the Recognition and Enforcement of Foreign Arbitral Awards (CREFAA), ma è membro dell’International Center for the Settlement of Investment Disputes (ICSID) e della Multilateral Investment Guarantee Agency (MIGA)

 

Negli ultimi anni le politiche del governo per favorire gli investimenti sono state anche minate dall’inefficienza, dalla corruzione e dal non funzionamento del sistema giudiziario. Per migliorare la capacità del sistema giudiziario in materia commerciale, nel 2008 la RDC ha creato dei tribunali specializzati su questioni commerciali a Kinshasa e Lumumbashi. Nel 2012, la RDC è entrata a fare parte dell’OHADA, l’organizzazione per l’armonizzazione delle leggi in materia commerciale, la quale stabilisce un tribunale a Abidjan, in costa d’Avorio, competente per l’interpretazione delle norme commerciali riconosciute negli stati membri.

 

Nel paese non si registra alcuna presenza di vincoli o limiti al rimpatrio di utili d'impresa o capitali. L’economia della RDC è largamente basata sul dollaro e quasi tutte le transazioni importanti avvengono in questa valuta.  La valuta ufficiale è il franco congolese, una moneta convertibile, liberamente quotata sul mercato.