Conflitti e rischio terroristico

Per quanto non si registri una presenza fissa di gruppi armati ribelli in territorio ruandese, rimane alto il rischio di attacchi da parte di gruppi armati dalla vicina Repubblica Democratica del Congo (RDC), come le Forces démocratiques de libération du Ruanda (FDLR), attive nella parte orientale della RDC. L’FDLR è composto da ex soldati e sostenitori del regime ruandese accusato di aver perpetrato il genocidio del 1994. Questo gruppo continua la lotta armata, pianifica operazioni militari per rovesciare il governo di Kigali e compie attentati terroristici in territorio ruandese. Il gruppo è accusato di perpetrare saccheggi sistematici, violenze sessuali e di reclutare bambini soldato. La sua forza è stimata in circa 1.500 uomini dalle Nazioni Unite e 4.000 dal governo ruandese.

 

Sebbene il governo ruandese abbia sempre negato di fornire qualsiasi sostegno militare all’M23, un gruppo armato tutsi attivo nella Repubblica Democratica del Congo, tra il 2012 e il 2013 ha continuato ad appoggiarlo. Nella RDC l’M23 è stato responsabile di uccisioni e altre gravi violenze ai danni della popolazione civile, compreso il reclutamento di bambini soldato. Nel corso del 2012 e 2013, il Ruanda ha fornito all’M23  armi, munizioni, la possibilità di reclutare in territorio ruandese uomini e ragazzi, addestramento e persino supporto militare diretto. Pressioni internazionali hanno spinto però il governo ruandese a interrompere questo sostegno. Nel marzo 2013, Bosco Ntaganda, leader dell’M23, si è consegnato all’ambasciata USA a Kigali ed è stato trasferito presso il tribunale penale internazionale. Il gruppo si è scisso in due parti, una fautrice della continuazione della guerra nella RDC e una contraria, che si è si rifugiata in Ruanda.  La parte dell’M23 che ha optato per la continuazione dello scontro armato è stata, però, sconfitta dall’esercito congolese nel novembre dello stesso anno, e alla fine ha dovuto anch’essa ritirarsi all’interno dei confini del Ruanda. Nonostante questo, resta alto il rischio di una ripresa della lotta armata da parte di questo gruppo.

 

Nel corso del 2013, scontri militari tra esercito e milizie armate nella RDC hanno causato anche  alcuni casi episodici bombardamenti all’interno dei confini del Ruanda.

 

Negli ultimi anni, il paese è strato oggetto di occasionali attentati terroristici, i più recenti dei quali hanno avuto luogo al mercato di Kicukiro a Kigali, il 13 e 14 il settembre 2013, e a Musanze,  il 27 gennaio 2014. L’attacco al mercato di Kicukiro, effettuato con lanci di granate,  ha causato la morte di due persone e il ferimento di altre diciotto, mentre quello a Musanze ha causato il ferimento di sei persone. Numerose persone sospettate di coinvolgimento negli attentati sono state arrestate. Come già per altri attentati avvenuti negli anni passati, si pensa che la responsabilità sia dell'FDLR.

 

Rimane elevato il timore del governo di Kigali che l’FDLR si possa infiltrare all'interno delle aree di confine del Ruanda e da lì iniziare a occupare punti strategici e reclutare combattenti tra la popolazione hutu, facendo ripiombare il paese in un nuovo conflitto armato.