Rischio espropri e protezione degli investimenti

Il governo ruandese promuove una politica favorevole agli investimenti esteri e le leggi sugli investimenti, regolati principalmente dalle leggi sulla privatizzazione e gli investimenti pubblici, la legge sulla terra e quella sulla protezione e la conservazione ambientale, non sono discriminatorie nei loro confronti.

 

Negli ultimi dieci anni, non risulta che il paese abbia effettuato espropriazioni di patrimoni produttivi o attuato misure equivalenti ai danni di proprietà di cittadini stranieri o multinazionali estere, né che vi siano programmi attualmente in atto da parte del governo che prevedano l'esproprio di patrimoni produttivi stranieri.

 

Nel 2008, il Ruanda ha istituito tribunali specializzati in materia commerciale per gestire i contenziosi commerciali e facilitare l’applicazione dei diritti di proprietà e contrattuali. Per ridurre l’arretrato di casi, sono stati assunti giudici stranieri per presiedere ai processi. Il ruolo di questi giudici è stato percepito positivamente e non risulta controverso. Il Ruanda è membro dell’International Center for the Settlement of Investment Disputes (ICSID),  ha ratificato la Convention on the Recognition and Enforcement of Foreign Arbitral Awards (CREFAA) ed è membro della Multilateral Investment Guarantee Agency (MIGA).

 

Le sentenze emesse dai tribunali stranieri e le clausole contrattuali che stabiliscono leggi applicabili ai contratti stranieri sono accettate e applicate dai tribunali ruandesi.  I tribunali locali, però, mancano di esperienza nel gestire casi con leggi non ruandesi.  Sebbene si siano registrati diversi contenziosi riguardanti investimenti privati in Ruanda, nessuno di questi risulta aver coinvolto il governo.

 

Nel paese non si registra alcuna presenza di vincoli o limiti al rimpatrio di utili d'impresa o di capitali. La valuta locale è il franco ruandese, una moneta pienamente convertibile e liberamente quotata sui mercati.