Violazioni dei diritti umani

LIBERTA’ POLITICHE E ASSOCIATIVE

 

I)          Libertà di scegliere il proprio governo

 

Le elezioni politiche e amministrative del 2012 si sono svolte in modo pacifico. L’APC, il partito al governo, le ha vinte, conquistando la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento. Il suo leader, il presidente Ernest Bai Koroma,  è stato riconfermato per il suo secondo mandato, con il 58,7 percento dei voti. Gli osservatori locali e internazionali, pur rilevando una sostanziale posizione di vantaggio del partito di governo rispetto a tutti gli altri, hanno comunque riconosciuto la credibilità, la correttezza, la libertà e la trasparenza delle elezioni. II principale partito di opposizione il Sierra Leone People’s Party (SLPP) ha denunciato presunti brogli e si è rifiutato di accettare i risultati fino al dicembre 2013.

 

La Political Parties Registration Commission (PPRC), l’ente incaricato della supervisione del processo elettorale, privo di potere sanzionatorio nei confronti dei partiti in competizione, ha agito come mediatore durante la campagna elettorale, utilizzando la persuasione morale per convincere i partiti a comportarsi in modo coerente alle linee guida che loro stessi si erano dati. L’ente ha appoggiato i partiti durante la campagna elettorale, fornendo loro automezzi, computer, connettività internet e forniture da ufficio.

 

In Sierra Leone, esiste anche un sistema di governo tribale parallelo a quello ufficiale, guidato da capi supremi, presente in 149 domini tribali. La nomina a capo supremo è a vita. Questo sistema è in grado di esercitare una forte influenza su quello politico convenzionale.

 

II)         Libertà di riunione e di associazione

 

Come già nel 2012, le autorità hanno continuato a rispettare il diritto di riunione e associazione.

 

GIUSTIZIA E OPERATO DEGLI APPARATI DI SICUREZZA

 

I)              Uccisioni arbitrarie / arresti, detenzioni sequestri e sparizioni politicamente motivati / torture e altri trattamenti degradanti perpetrati da parte degli apparati di sicurezza

 

Non risultano nel paese  violenze e abusi da parte delle autorità compiuti con finalità politiche ai danni di partiti d’opposizione o dei suoi membri. Tuttavia, si riscontrano  alcuni casi di eccessivo uso della forza da parte delle forze di sicurezza, a volte anche con conseguenze mortali. La legge permette la fustigazione come forma di punizione corporale. Tuttavia, la crescente sensibilità sul rispetto dei diritti umani sta portando a una drastica riduzione di questi casi.

 

II)            Arresti e detenzioni arbitrarie, funzionamento dell’apparato giudiziario

 

Le forze di polizia, occasionalmente, prolungano il fermo di persone sospette senza accuse anche fino a dieci giorni.  Sebbene la legge richieda un mandato per l’arresto di persone sospettate di avere compiuto reati, l’arresto senza mandato è comune tra le forze di polizia. Agli avvocati è permesso l’accesso ai detenuti senza limitazioni. Tuttavia solo tra il cinque e il dieci percento dei detenuti ha la possibilità di ricevere assistenza legale. Gli  avvocati d’ufficio sono solo quarantuno in tutto il paese e sono spesso sovraccarichi di richieste, malpagati e disponibili solo per i casi penali più gravi. Inoltre solo pochi di loro sono disponibili a lavorare fuori dalla capitale Freetown.

 

Sebbene la costituzione sancisca l’indipendenza del potere giudiziario, questo a volte sembra agire sotto influenza del governo, soprattutto in su alcuni casi di presunta corruzione pubblica o di irregolarità elettorali. I processi sono in generale corretti, anche se molti casi sono condizionati da atti di corruzione.  La limitata disponibilità di giudici, gli alti costi delle cause legali e la carenza di avvocati impediscono a gran parte degli imputati di godere pienamente dei loro diritti.

 

Parallelamente al sistema giudiziario convenzionale, nelle aree rurali esistono i tribunali tribali consuetudinari, gestiti da giudici non professionali. I tribunali convenzionali operano come corti di appello delle sentenze dei giudici tribali. Insieme alle forze di polizia locali, queste strutture giudiziarie sono sotto il controllo dei capi supremi tribali.

 

Per migliorare la qualità complessiva del sistema giudiziario tribale, le autorità governative invitano un crescente numero di personale para legale a effettuare corsi professionali con lo scopo di facilitare l’integrazione dei funzionari tribali nel sistema giudiziario ufficiale. La corruzione risulta estremamente diffusa nei tribunali tribali e i capi supremi in genere accettano tangenti per favorire gli imputati più benestanti.

 

III)           Condizioni di vita della popolazione carceraria

 

Le condizioni di detenzione in tutte e diciassette le prigioni del paese sono estremamente dure. Il sovraffollamento è un problema particolarmente grave: in alcune prigioni, alcune celle della misura di circa due metri per tre possono contenere anche nove detenuti.  All’interno delle strutture, come forma di punizione, i detenuti subiscono violenze e abusi, tra cui percosse, isolamento, riduzione o negazione del cibo, obbligo di dormire su un pavimento bagnato, etc.

 

Le associazioni per i diritti umani hanno inoltre documentato carenze igieniche, insufficienti cure mediche, scarsa illuminazione, vitto carente, posti letto e aerazione inadeguati. Inoltre, la gran parte delle prigioni non risulta dotata di acqua corrente e si riscontrano anche carenze nella disponibilità di acqua potabile. Anche le condizioni di vita dei detenuti nelle stazioni di polizia risultano pessime, soprattutto fuori da Freetown, dove le celle sono di solito buie, scarsamente aerate e sovraffollate.

 

IV)           Lotta alla corruzione nel settore pubblico

 

La legge obbliga i ministri del governo e i membri del parlamento a rendere pubblici i propri patrimoni e stabilisce sanzioni penali per gli atti di corruzione perpetrati da pubblici funzionari. Il governo continua a portare avanti politiche di lotta alla corruzione, anche se con meno impegno rispetto agli anni passati. Malgrado numerose e ben pubblicizzate operazioni di contrasto alla corruzione, i funzionari pubblici a ogni livello continuano a compiere atti di corruzione in un contesto di impunità. Ad esempio, la polizia e il personale delle prigioni estorcono regolarmente tangenti ai detenuti. 

 

La commissione anticorruzione (ACC), l’organo responsabile  di condurre campagne di sensibilizzazione sulla corruzione nella pubblica amministrazione, al giugno 2013 aveva ricevuto 590 denunce di casi di presunta corruzione, aperto inchieste su settantasette di questi e completato inchieste su trentacinque, diciassette dei quali inoltrati alla magistratura. Al settembre 2013 la commissione aveva ottenuto, però, solo quattro condanne.

 

Nel marzo 2013, l’ACC ha aperto un’inchiesta su ventinove funzionari del ministero della sanità, tra i quali il funzionario medico capo, per presunta malversazione di fondi dell’ONG internazionale GAVI  destinati a finanziare progetti di immunizzazione. Nel settembre 2013, la corte suprema ha stralciato le accuse contro uno degli indagati perché il governo non aveva provveduto a perseguirlo e ne ha rilasciato un secondo, considerato non responsabile in quanto aveva agito come impiegato amministrativo sotto ordini superiori.

 

In generale, al giugno 2013, l’ACC ha recuperato circa 320 milioni di leoni (74.000 dollari USA) da funzionari pubblici e imprenditori privati,  in multe, restituzioni e patteggiamenti. Sebbene l’ACC non offra patteggiamenti extra giudiziari, i sospettati possono richiederli, e molti casi vengono risolti così. Molti indagati preferiscono pagare multe piuttosto che rischiare il carcere. L’ACC ha l’autorità di perseguire ì casi di corruzione direttamente, senza obbligo previo di sottoporre i casi al ministero della giustizia.

 

LIBERTA’ DI ESPRESSIONE

 

La radio, ascoltata ogni giorno dal settantadue percento della popolazione, è la fonte di informazioni più popolare nel paese.  Le stazioni radiofoniche sono più di venti, di cui solo una controllata dal governo. Ci sono anche due stazioni televisive, una delle quali pubblica. I mezzi d’informazione operano liberamente, anche se sono stati tenuti a dotarsi di un’apposita licenza, ottenibile registrandosi presso il ministero dell’informazione e comunicazione e la commissione indipendente per i mezzi di informazione (IMC).

 

Il governo rispetta la libertà di stampa nel paese, anche se ha talvolta minacciato di denunciare giornalisti critici verso il governo, utilizzando il Public Order Act, una legge sulla diffamazione. Tuttavia, non sembra che queste minacce siano state compiute. Alcuni giornalisti riferiscono comunque di subire intimidazioni e aggressioni.

 

In Sierra Leone la gran parte dei quotidiani è indipendente, anche se molti sono associati a partiti politici. I quotidiani criticano apertamente e con regolarità il governo, così come i partiti dell’opposizione.

 

La commissione indipendente per i mezzi di informazione può comminare sanzioni ai giornalisti che violano il codice di condotta, comprese multe per i giornalisti che mancano di rispetto verso rappresentanti dello stato eletti.  Il ruolo e la mancanza di indipendenza di quest’organo sono oggetto di  crescente critica da parte di associazioni della società civile e osservatori di settore.

 

Nell’aprile 2013, l’IMC ha revocato la licenza a Afri Radio, una popolare stazione radiofonica gestita da Africell, un fornitore locale di servizi di telecomunicazione. Secondo la stampa, la sospensione della licenza sarebbe avvenuta su ordine della presidenza della repubblica.  L’azienda ha fatto ricorso contro la decisione della commissione. Le stazioni radio APC e Sierra Leone People's Party (SLPP) radio, la radio del principale partito d’opposizione, chiuse durante le rivolte del 2009, non sono state riaperte.