Conflitti e rischio terroristico

Le attività antinsurrezionali delle forze armate contro le milizie ribelli e i conflitti intertribali hanno causato gravi violenze e diverse migliaia di vittime, principalmente negli stati di Jonglei, Unity e Alto Nilo. A partire dalla metà di dicembre del 2013, lo scoppio di un conflitto interno all’SPLM ha portato a una scissione delle forze armate su linee etniche, gettando il paese in una sanguinosa guerra interna, che  ha esacerbato le condizioni della popolazione civile.

 

Tra i vari gruppi armati di opposizione operanti in Sudan, il più importante è l’SPLM-IO, gruppo ribelle formatosi in dicembre in seguito alla defezione dei reparti di etnia nuer dall’esercito governativo (SPLA) , la cui forza è attualmente stimata in circa 10.000 uomini, operanti principalmente nel nord est del paese, negli stati di Jonglei, Unity e dell’Alto Nilo. Nello stato di Jonglei opera il South Sudan Democratic Movement/Army (SSDM/A), fazione cobra, una milizia ribelle capeggiata da David Yau Yau e composta principalmente da  murle, un gruppo etnico storicamente rivale dei nuer. Questa milizia, prima dei fatti di dicembre, era considerata la più forte e meglio organizzata del paese. La sua posizione attualmente rimane ambigua. Il 9 maggio 2014, ad Addis Abeba, Yau Yau ha siglato un accordo di pace con il governo del Sud Sudan, che lo ha nominato ad agosto nuovo capo dell’amministrazione dell’area della grande Pibor, all’interno dello stato di Jonglei. Tuttavia la sua lealtà verso il governo appare molto labile. Il gruppo, che ha una forza stimata di 4-6.000 uomini, in passato ha chiesto l’indipendenza dell’etnia murle, stanziata in parte dello stato di Jonglei.

 

Sempre nello stato di Jonglei è attivo anche anche il Nuer White Army, un gruppo armato formato principalmente da elementi di etnia nuer. Fondato nel 1991 e in seguito disciolto e ricostituito nel dicembre 2011, per rispondere alle minacce dell’etnia murle, il gruppo armato gioca un ruolo di primo piano nei conflitti interetnici con le tribù murle, negli stati di Jonglei e dell’Alto Nilo. Attualmente, la sua forza è stimata in 25.000 uomini, con armamento e addestramento variabile. Tuttavia, si ritiene che una parte consistente dei circa 35.000 militari nuer che militavano nell’esercito governativo in tutto il paese e che hanno disertato a partire dal dicembre 2013 tornando nei loro luoghi d’origine, si uniranno nel prossimo futuro alle milizie ribelli del Nuer White Army, mettendo al suo servizio le loro capacità e il loro addestramento.

 

Se alla fine del 2013, si stimava che, nel corso dell’anno, i conflitti all’interno del paese avessero causato almeno 2.000 morti dirette, gli ultimi sviluppi del conflitto fanno temere un’ulteriore escalation della violenza.

 

Dopo due anni di inattività, nella seconda parte del 2013 la Lord’s Resistance Army (LRA) è stata sospettata di avere condotto alcune azioni su piccola scala nello stato sud sudanese meridionale del Western Equatoria, tra le quali il rapimento di quattro donne e bambini, l’uccisione di un ragazzo e il saccheggio e l’incendio di alcune abitazioni. Si stima comunque che la forza dell’LRA in territorio sud sudanese sia  molto ridotta.  

 

Data la situazione di conflitto interno e la vicinanza a stati con una forte presenza di gruppi terroristici, come il Sudan, la Somalia e il Kenya, il rischio di attacchi terroristici è da considerarsi elevato.

 

Dal luglio 2011, momento in cui il Sud Sudan ha ottenuto l’indipendenza dal Sudan, le tensioni tra i due paesi non sono mai scemate. Nel marzo 2012, un tentativo del governo sud sudanese di occupare militarmente la regione petrolifera di Heglig, in Sudan, ha portato a un breve conflitto armato, terminato nel settembre dello stesso anno. Sebbene il Sud Sudan non sia ufficialmente in guerra con il Sudan, le relazioni politiche tra i due paesi sono imprevedibili.   Non risultano, invece, contenziosi o attriti di alcun genere con altri stati terzi suscettibili di sfociare in conflitti armati.