Rischio espropri e protezione degli investimenti

Malgrado gli sforzi del governo per attrarre investimenti esteri nel paese, gli investitori devono affrontare un ambiente estremamente difficile. Sebbene il governo si sia impegnato ad attuare riforme, l’attuale sistema giudiziario risulta inefficace, sottofinanziato, sovraccarico e soggetto ad influenza politica. I funzionari dello stato di alto livello godono spesso di immunità dalle persecuzioni giudiziarie e interferiscono nelle decisioni dei tribunali. Le parti che hanno contenziosi su questioni contrattuali sono a volte arrestate finché non decidono di pagare una certa somma di denaro, spesso senza nemmeno avere l’opportunità di raggiungere i tribunali e, alcune volte, senza neppure essere formalmente denunciate.


La nazionalizzazione di imprese private è vietata, salvo che per motivi di interesse nazionale e per pubblica utilità. Tuttavia, i concetti di “interesse nazionale” e “pubblica utilità” non sono definiti dalla legge. In ogni caso, gli espropri devono avvenire nel rispetto della legge e alle persone espropriate devono essere garantiti equi e adeguati indennizzi, stabiliti con sentenza da un tribunale competente. Tuttavia, i funzionari pubblici, spesso chiedono ai partner di programmi di sviluppo di consegnare i patrimoni alla fine dei progetti. Sebbene alcuni accordi con i finanziatori stabiliscano tale acquisizione alla fine del progetto, alcuni governi locali hanno confiscato patrimoni anche in assenza di tali clausole.


Secondo la legge sugli investimenti, i tribunali del paese hanno la giurisdizione sui contenziosi commerciali. Tuttavia, nella pratica, risultano pochi i contenziosi commerciali sottoposti al giudizio dei tribunali locali.    Ci sono stati recentemente casi in cui persone coinvolte in dispute commerciali, compresi cittadini stranieri, sono state arrestate senza accuse ufficiali e detenute finché non hanno accettato di pagare l’ammontare richiesto dalle controparti. Nel 2012, ad esempio, un cittadino americano è stato arrestato dall’NSS, che ha cercato di portarlo in tribunale a Juba, malgrado la sua impresa avesse inserito nel proprio contratto una clausola di arbitrato negli USA.  


La legge del sugli investimenti permette alle parti di risolvere contenziosi commerciali tramite arbitrato, se questa possibilità è inserita nei contratti, o altri meccanismi di risoluzione dei conflitti. Dal maggio 2012, il Sud Sudan è membro dell’International Center for the Settlement of Investment Disputes (ICSID). Il paese è anche parte della Multilateral Investment Guarantee Agency (MIGA).


L’Investment Promotion Act del 2009 garantisce i trasferimenti incondizionati di utili, capitali e pagamenti di prestiti, da e verso il Sud Sudan in moneta liberamente convertibile. Tuttavia, nella realtà, molte aziende hanno seri problemi nel cambiare la valuta locale e trasferire denaro all’estero. La conversione di valuta è posta sotto stretto controllo da parte della banca centrale, che decide direttamente a quali imprese devono essere allocati dollari USA, rendendo molto difficile per le altre imprese rimpatriare  gli utili generati sul mercato sud sudanese. Dal 2011, si sono registrati diversi casi di imprese che hanno dovuto sospendere le loro operazioni nel paese a causa dell’impossibilità di convertire in valuta estera gli utili e  rimpatriarli.

 

Il Pound Sud Sudanese è ufficialmente cambiato con il dollaro a 2,96 ed è disponibile solo per l’acquisto di carburante, cibo, medicine e materiali da costruzione. Il limite alle operazioni di conversione è fissato a circa sedici milioni di dollari a settimana. Esiste anche un mercato parallelo, dove il dollaro è cambiato a un tasso sensibilmente più alto.